insegnante Istituto E. Vittorini di Avola
Andrea Mingo (febbraio 2008)
insegnante Istituto E. Vittorini di Avola
Diocesi di Noto
Sono venuto in Africa perché la mia parrocchia del Santissimo Crocifisso di Pachino è gemellata con la parrocchia di Mutwanga della diocesi di Butembo-Beni. Già lo scorso anno ero venuto a conoscere personalmente la realtà della gente di questo villaggio. In un primo momento, come parrocchia, a Pachino abbiamo vissuto il gemellaggio solo in forma teorica, più di sostentamento, e comunque limitato. Ma dopo la mia prima visita le cose sono cambiate. Il legame con la parrocchia gemella si è intensificato e tutta la comunità si è interessata di più a cosa succedeva a Mutwanga e a come si viveva. Grazie alla testimonianza diretta delle foto, dei video e dei miei racconti, i fratelli gemelli di Mutwanga sono entrati nella nostra vita con i loro nomi e i loro volti, ognuno diverso dall’altro, e non tutti uguali come sembrano quando osservi l’Africa solo da lontano. Mutwanga è una delle parrocchie più grandi della diocesi di Butembo-Beni ed è composta di sette settori. Se si pensa che per spostarsi da un settore all’altro possono volerci anche giorni di cammino, ci si rende conto di quanto davvero possa essere estesa. Proporzioni che non hanno nulla a che vedere con le nostre parrocchie, naturalmente. Aiutato dalla presentazione del parroco e dei membri dei collegi pastorali, ho individuato una priorità: la casa della maternità. Se c’è una cosa che mi ha colpito, quasi scioccato, girando per i villaggi, infatti, è stata proprio la condizione igienico sanitaria pessima in cui venivano al mondo i bambini. Tutta la parrocchia di Pachino si è impegnata a raccogliere fondi, e ora la casa della maternità è in costruzione. L’Africa, io penso che abbia una profonda vocazione per la vita. Basta osservare la natura, il sorriso luminoso dei bambini, il modo con cui anche gli adulti si rapportano tra di loro, sempre disponibile e generoso. Allora quello che noi dobbiamo fare è proprio difendere questa vita, anche attraverso la costruzione di strutture adeguate per farla venire al mondo, per curarla, e per accompagnarla nel processo di crescita: quindi ospedali e scuole. Soprattutto la vita nascente è dono di Dio che deve essere accolta e protetta. Il prossimo obiettivo è quello di tornare presto a visitare i fratelli gemelli di Mutwanga, magari accompagnato da una rappresentanza della comunità parrocchiale del Santissimo Crocifisso di Pachino.
don Gaetano Colombo,
parroco del Santissimo Crocifisso di Pachino gemellato con Mutwanga
Venendo qui per la prima volta in Africa, sono stato colto da una sorpresa, non di compiacimento, ma di speranza. Mi ha colpito senza dubbio il triste spettacolo della povertà. ‘Il Continente africano è il mio primo pensiero’ disse Giovanni Paolo II, per le contraddizioni che in esso coesistono. Effettivamente questo Paese si è mostrato subito ai miei occhi con le lacerazioni che vengono dal divario enorme tra piccole fasce di ricchezza e gli enormi bacini di povertà. Si tratta di conciliare, perché l’Africa è un continente dalle enormi risorse, materiali e soprattutto umane. Basti pensare alla grande capacità di relazione e di apertura di questa gente nei confronti dell’altro che abbiamo sperimentato nel confronto con i nostri fratelli e amici gemelli di Butembo-Beni in questa settimana di visite nelle parrocchie e nei villaggi, e che per noi occidentali, abituati sempre di più a bastare a noi stessi, è una lezione di vita e di comunione. Qui non si respira la solitudine. Non c’è proprio la cultura della solitudine. C’è la famiglia, il clan, la comunità, il villaggio. Nelle strade e davanti alle capanne c’è sempre un assembramento di persone. Nessuno è solo. Una ricchezza di rapporti umani che invece manca nella nostra società. Noi abbiamo altre ricchezze, più materiali, forme di benessere che pure non sono da deprecare o demonizzare, perché l’attenzione all’uomo nel suo complesso è quello che anche il cristianesimo ha sempre promosso. Piuttosto è una condizione da redimere, attraverso iniezioni di valori. L’eccesso di benessere che a livello culturale ha generato nella nostra società il consumismo, infatti, è una degenerazione che porta con sé la caduta dei valori. Ecco allora perchè questo gemellaggio per noi rappresenta un’opportunità, per imparare a dare nuovamente il valore giusto alle cose e alle persone e soprattutto per rinvigorire il nostro bagaglio spirituale e umano.
don Ignazio Petriglieri,
direttore spirituale del Seminario diocesano
N. 48 – Passi di conversione. […] la chiesa di Noto, aprendo gli occhi, soprattutto grazie al gemellaggio con la diocesi congolese di Butembo-Beni, sul dramma mondiale della povertà, della fame, delle guerre che opprimono i figli di Dio, vuole porre con umiltà segni poveri di comunione e di ricerca della pace. Tali segni non vanno misurati in base al successo e all’efficacia umana ma esprimono l’esigenza di non conformarsi alla mentalità di questo mondo, prefigurando invece la pace del regno messianico. […].
Nel corso dei lavori dell’ultimo Consiglio Permanente i vescovi della Conferenza Episcopale Italiana hanno provveduto alle nomine dei membri del Comitato scientifico-organizzativo delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, per un sessennio. Presidente del Comitato è stato nominato il membro di diritto, ovvero il Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace: S. E. Mons. Arrigo Miglio vescovo di Ivrea; segretario il dott. Edoardo Patriarca. Membri del Comitato, invece, sono stati nominati il vescovo di Noto S. E. Mons. Mariano Crociata, S. E. Mons. Gianni Ambrosio vescovo di Piacenza-Bobbio; Suor Alessandra Smerilli F. M. A.; don Vincenzo Sorce della diocesi di Caltanissetta; l’avvocato Alessandro Azzi, i docenti Simona Beretta, Maria Luisa Di Pietro e Luca Diotallevi, il dott. Franco Pasquali e la dott.ssa Paola Soave. (per saperne di più sulle Settimane Sociali visita il sito www.settimanesociali.it)
Il 21 aprile prossimo il gemellaggio tra la diocesi di Noto e quella di Butembo-Beni compie venti anni. In occasione dell’evento il 21 aprile nella Cattedrale di Noto si terrà una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo S. E. Mons. Mariano Crociata, con la partecipazione del vescovo di Butembo-Beni S. E. Mons. Sikuli Melchisedech, il vescovo emerito di Noto S. E. Mons. Giuseppe Malandrino che nel 2000 rilanciò il gemellaggio e il predecessore S. E. Mons. Salvatore Nicolosi che nel 1988 siglò il gemellaggio con l’allora vescovo di Butembo-Beni S. E. Mons. Emmanuele Kataliko. Domenica 20 aprile, invece, si approfondiranno nel corso di un convegno le esperienze del gemellaggio. Il legame tra le due Chiese, in occasione di questo ventesimo anniversario, è stato rinsaldato già nel gennaio del 2008 con la visita a Butembo-Beni di S. E. Mons. Mariano Crociata
VIDEO
Noto e Butembo-Beni
venti anni di gemellaggio