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BUTEMBO-BENI, DOPO LA GUERRA IL LENTO CAMMINO VERSO LA PACE

 

E’ rientrata lo scorso 21 gennaio da Butembo-Beni la delegazione andata in visita alla diocesi gemella e composta da don Salvatore Cerruto provicario della diocesi di Noto, don Salvatore Giordanella direttore dell’Ufficio missionario diocesano, don Gaetano Colombo di Pachino, dal modicano Giuseppe Cugno e dal netino Salvatore Di Rosa padre di Verdiana la studentessa di 21 anni dal mese di ottobre 2008 a Butembo-Beni dove sta frequentando il corso di laurea in medicina presso l’università del Graben. «Quello che abbiamo trovato è un ambiente tutto sommato sereno – racconta don Giordanella -. Con l’arresto del generale Nkunda, infatti, sono riprese le trattative politiche per la pace e la guerra sembra sedata. I circa 2mila profughi attualmente ospitati nella città di Butembo sono aiutati dalle agenzie internazionali e dalla Caritas, in attesa di rientrare nei villaggi. Intanto, per quello che potevamo, anche noi, come diocesi di Noto, abbiamo dato un contributo per il loro sostentamento». Ospitati presso le famiglie di Butembo, nella casa parrocchiale della cattedrale e presso il centro nutrizionale, i profughi sono soprattutto donne e bambini. «Durante la nostra permanenza abbiamo visitato sette parrocchie – continua don Giordanella -, portato le lettere e gli aiuti per le adozioni, e visitato i progetti in corso, come da programma». La situazione di maggiore povertà è stata riscontrata a Buisega, la parrocchia al confine con l’Uganda. Lì anche la casa parrocchiale è di fango.

 


 

 

 

Mons. Antonio Staglianò nuovo vescovo di Noto

Il Papa ha nominato Vescovo di Noto il Rev.do Mons. Antonio Staglianò, del clero dell’arcidiocesi di Crotone-Santa Severina, finora Direttore dell’Istituto Teologico Calabro.
 
Il Rev.do Mons. Antonio Staglianò è nato a Isola Capo Rizzuto (arcidiocesi di Crotone-Santa Severina) il 14 giugno 1959. Ha frequentato i corsi ginnasiali nel Seminario Minore di Crotone, il liceo in quello di Reggio Calabria, la filosofia e la teologia nei Seminari di Saronno (1977-1979), di Venegono (1979-1982) e nel Pontificio Seminario Lombardo (1982-1986). Si è laureato in Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana (1986). Ha studiato teologia in Germania e si è laureato in filosofia presso l’Università Statale di Cosenza (1995).
 
Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 20 ottobre 1984, nella sua arcidiocesi di Crotone-Santa Severina.
Ha svolto i seguenti incarichi a Crotone: Assistente diocesano della FUCI (1986), Vicario parrocchiale a San Dionigi (1986-1990); Vicario parrocchiale a Santa Rita (1990-1992); Assistente spirituale dell’Ordo Virginum (1991-1998); dal 1994 è Membro del Consiglio Presbiterale, Canonico della Cattedrale, Vicario Episcopale e Direttore dell’Ufficio Cultura. Dal 1999 è Parroco a Le Castella.
 
È Direttore e Docente dell’Istituto Teologico Calabro. Insegna anche alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e all’Istituto di Scienze Religiose di Crotone. Ha tenuto corsi di teologia all’Università Urbaniana ed all’Università Gregoriana.
 
È stato nominato dal Santo Padre “auditor secretarii specialis” all’Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi dal 2 al 23 ottobre 2005.
Dal 1997 è teologo consulente della CEI per il Progetto Culturale. È autore di diverse pubblicazioni di carattere teologico.
 
 
 
 

Convocazione di assemblea straordinaria in Cattedrale

 

E’ stata convocata oggi da S.E. Mons. Mariano Crociata, Amministratore apostolico della diocesi di Noto, una Assemblea straordinaria che si terrà alle ore 12 in Cattedrale a Noto. Parteciperanno i presbiteri, i religiosi e i fedeli della diocesi. L’Assemblea è aperta ai giornalisti.


 

Ultimo anno di lezioni per l’Istituto di Scienze religiose netino

 

L’anno scolastico attualmente in corso sarà l’ultimo per l’Istituto di Scienze religiose di Noto fondato nel 1972 dal vescovo Salvatore Nicolosi e fortemente voluto dal vescovo emerito Giuseppe Malandrino. Per venire incontro a coloro che vorranno comunque proseguire gli studi è nata una collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose san Metodio di Siracusa. Il direttore di questo Istituto, don Dioniso Candido ha così dato notizia di questa convenzione: “S. Ecc. mons. Mariano Crociata, vescovo di Noto, e il nostro Arcivescovo hanno sottoscritto una Convenzione (30 Maggio 2008), che vede impegnate le due rispettive diocesi sia nell’ambito strettamente accademico che in quello più generale della trasmissione del sapere scientifico-religioso”. Il corso di studi che il San Metodio propone è composto da un triennio di base e da un biennio di specializzazione. L’anno accademico si divide in due semestri: ottobre-gennaio e febbraio-maggio), durante i quali è possibile seguire le lezioni e sostenere gli esami. Il titolo specialistico che si consegue consente di accedere all’esame abilitante all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado. Inoltre vengono proposte anche attività extra curriculari come: Itinerari formativi sui Beni Culturali Ecclesiastici; Scuola di formazione politica; Tavole rotonde di filosofia; Corsi residenziali di Mariologia.

 

 

Delegazione netina a Butembo-Beni

 

Rientrerà in diocesi il 21 gennaio la delegazione composta da don Salvatore Cerruto provicario della diocesi di Noto, don Salvatore Giordanella direttore dell’Ufficio missionario diocesano, don Gaetano Colombo parroco della chiesa madre Pachino, il modicano Giuseppe Cugno e il netino Salvatore Di Rosa, partita lo scorso 10 gennaio per portare ai fratelli gemelli di Butembo-Beni aiuti materiali ma soprattutto un segno forte e concreto di amicizia e fratellanza tra le due Chiese. Nella regione del Kivu, ormai da mesi imperversa la guerra e da alcune settimane le autorità sanitarie hanno denunciato casi di ebola, il virus responsabile della cosiddetta febbre emorraggica. Scopo del viaggio della delegazione netina è quello di aiutare i profughi consegnando una prima parte delle offerte raccolte a Noto per tutto l’Avvento, andare a verificare i progetti in corso a Butembo, Bingo, Bunji, Mutwanga e Beni; visitare le cinque nuove parrocchie istituite dal vescovo attualmente in costruzione insieme alla casa del clero e quella per i catechisti (solo tre di esse sono già gemellate); portare tutti gli aiuti per le adozioni dei bambini, delle famiglie, dei seminaristi e delle scuole, e le numerose lettere.  Inoltre si tenterà un esperimento per impiantare la vite a Butembo grazie anche al sostegno dell’assessorato regionale all’agricoltura che ha donato 40 barbatelle di viti certificate dal punto di vista fito sanitario.

 

 

Nasce in diocesi la Fondazione san Corrado

 

Muove i primi passi la Fondazione san Corrado costituita con decreto del 16 ottobre scorso dal vescovo Mariano Crociata, attualmente amministratore apostolico della  diocesi di Noto.  Allo stato attuale, la Fondazione è impegnata nell’assolvimento dei complessi obblighi burocratici indispensabili per un pieno riconoscimento sociale e per una efficace potenzialità operativa; ma contemporaneamente, non trascura i propri impegni statutari ed, infatti, sta esaminando già due progetti che le sono pervenuti: uno riguarda l’azione educativa svolta da alcuni giovani a favore di ragazzi appartenenti a famiglie con disagi economici e sociali; l’altro l’accoglienza e l’ospitalità nei confronti dei familiari dei detenuti nel carcere di Noto. Indicata negli Orientamenti pastorali 2008-09 la Fondazione lavorerà in sintonia e in collaborazione con la Caritas diocesana e con l’Osservatorio delle risorse e delle povertà. Tra le attività che intende svolgere la prevenzione e l’assistenza socio sanitaria, la gestione di centri di ascolto, di accoglienza e ospitalità, la sensibilizzazione verso il disagio sociale e il problema dell’immigrazione, la valorizzazione dell’esperienza degli anziani, il contrasto dei fenomeni malavitosi con percorsi di rieducazione dei condannati, di accoglienza per i loro familiari e di attenzione per le vittime di tali fenomeni. Obiettivo a media scadenza la promozione della nascita di almeno un “segno della carità” in ogni vicariato. (per saperne di più leggi La Vita diocesana del 18/01/09)

 

 

“Chiesa in Rete 2.0” Noto al Convegno CEI Roma

“Chiesa in Rete 2.0” è il titolo del convegno nazionale promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei che si terrà a Roma il 19 e 20 gennaio 2009.


“Si colloca in una fase di accresciuta consapevolezza di partecipazione ad un fenomeno ampio che offre nuove e diffuse possibilità di supportare l’azione pastorale e culturale delle diocesi – spiegano gli organizzatori -. Il Convegno vuole contribuire a collocare più saldamente le iniziative diocesane in questo contesto generale, evidenziando anche il contributo della Cei in termini di piattaforme comuni, strumenti, servizi e competenze”.

 

Si aprirà con il saluto e l’introduzione di S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei e Amministratore Apostolico della nostra Diocesi, di Don Domenico Pompili, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e del Dott. Giovanni Silvestri, Responsabile del Servizio informatico della Cei.

 

Nel pomeriggio del 19 durante la IIª Sessione dei lavori don Rosario Sultana in qualità di Responsabile del sito della Diocesi di Noto inteverrà per raccontare l’esperienza della chiesa di Noto a quasi un anno dalla pubblicazione del sito diocesinoto.it. 

 


Interverranno ancora tra gli altri il Prof. Adriano Fabris, Docente di filosofia morale all’Università di Pisa, il Prof. Giuseppe Mazza, Docente di Teologia fondamentale e comunicazioni sociali della Pontificia Università Gregoriana, il Prof. Stefano Martelli, Docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Bologna, il Prof. Daniel Arasa, docente di struttura dell’informazione e comunicazione digitale della Pontificia università della Santa Croce.

 

Domenica 18 Gennaio 2009 il quotidiano “Avvenire” cita il nostro sito diocesano a modo di esempio in una pagina del Giornale dedicata interamente al tema della Chiesa nell’era di Internet. Scarica la pagina >>

 

Informazioni nel sito internet: www.chiesacattolica.it/chieseinrete

 


 


Crociata scrive a Sikuli: invito alla responsabilità

Mons Crociata trasmette a tutta la Diocesi la lettera che mons. Melchisedech Sikuli, vescovo della nostra diocesi gemella di Butembo-Beni, gli ha indirizzato qualche giorno prima di Natale.

 

– Scrive Mons Crociata: “Essa ci testimonia la fede e il fervore spirituale con cui la nostra Chiesa sorella sta affrontando questo periodo difficile, trovando nella festa di Natale motivo per ravvivare un impegno e una dedizione ancora più intensi in tempi di grande difficoltà. Il vescovo Melchisedek ci invita alla preghiera, condivide con noi un giudizio che è di tutta la Chiesa congolese sulle cause del conflitto che insanguina la regione, tutte riconducibili ai forti interesse economici che mobilitano nazioni vicine e lontane in una lotta per l’accaparramento delle risorse di cui è ricco il Nord Kivu; e poi riesprime il suo apprezzamento per il valore del gemellaggio e tutto quanto esso significa per i nostri fratelli gemelli.

 

Noi sentiamo e abbracciamo con rinnovata generosità la responsabilità di continuare ad accompagnare con la preghiera, e insieme ad essa con la solidarietà, questo tempo di prova per il popolo della diocesi gemella. A tal fine un gruppo di cinque persone, formato da due presbiteri e tre laici, nel corso del prossimo mese di gennaio porterà l’espressione della nostra fede e della nostra solidarietà alla Chiesa gemella.

 

Il giorno di Natale ho anche avuto la possibilità di parlare al telefono con mons. Sikuli, che mi ha confermato la situazione di tensione ma anche la relativa calma in cui è stato possibile trascorrere questi giorni di festa.

 

– Mons Crociata conclude la sua lettera esortando – Lasciamoci edificare da quanto egli ci scrive e continuiamo ad accompagnare la diocesi gemella con la nostra preghiera e l’augurio, che vogliamo far giungere a tutti i suoi fedeli e abitanti, che il nuovo anno susciti in tutti, in particolare chi ha responsabilità politiche e sociali, intendimenti e propositi di pace.

 

Colgo l’occasione per augurare anche a voi che il nuovo anno sia ricco della benedizione di Dio e dal desiderio donato dall’alto di volere essere sempre di più, come singoli e come comunità, discepoli di Gesù Signore”.

 

In allegato trovate la lettera del vescovo Melchisedek che ci invita alla preghiera.


LETTERA PER L’AVVENTO DI MONS. CROCIATA ALLA DIOCESI

Apprezzamento per l’impegno con cui si è iniziato il nuovo anno pastorale in diocesi e per la fedeltà che ciascuno continua a mantenere “alla propria responsabilità affinché la vita della Chiesa e di tutti i fedeli in essa non sia in alcun modo trascurata o, peggio, danneggiata”. Sono i sentimenti espressi nella lettera alla diocesi di monsignor Mariano Crociata dopo la solennità di Gesù Cristo Re dell’universo e nell’imminente celebrazione della prima domenica di Avvento. “Ciò risulta ancor più meritevole in un periodo di transizione in cui non è più possibile contare su una presenza e una guida ordinaria del pastore – scrive monsignor Crociata – e si attende che venga nominato il nuovo vescovo. Proprio la transizione deve indurre tutti ad una vigilanza, se possibile, maggiore di quella dei tempi ordinari”.

“Il tempo di Avvento che ci accingiamo a vivere – aggiunge il vescovo – risulta particolarmente consono allo spirito di questa fase della vita della nostra diocesi, con il suo richiamo all’attesa, alla vigilanza, alla preparazione operosa della venuta del Signore. Si attua così in maniera significativa quanto abbiamo potuto imparare e ci siamo proposti di vivere nel recente convegno diocesano sull’anno liturgico come scuola di discepolato”.

Un pensiero particolare, infine, monsignor Crociata esprime per i fratelli gemelli della diocesi di Butembo-Beni. “Non voglio concludere questa lettera senza richiamare la dolorosa notizia che la guerra è tornata a minacciare la nostra diocesi gemella di Butembo-Beni, per ora solo lambita dalla violenza – scrive Crociata – ma certo già coinvolta nelle sue conseguenze. Ho ricevuto dal vescovo Melchisedek una lettera che egli ha inviato alla sua diocesi e il comunicato della Conferenza episcopale congolese di alcuni giorni fa, con il quale i vescovi del Congo hanno voluto far sentire la loro voce ai loro fedeli, a tutta la nazione e al mondo intero. So che molti di noi seguono con apprensione lo svolgersi degli eventi in questo momento drammatico della vita dei nostri fratelli gemelli. Colgo questa occasione per risvegliare, se necessario, la vostra attenzione perché, mentre vogliamo portare avanti la campagna per la Bibbia in lingua swahili a favore delle famiglie della diocesi gemella, ci premuriamo di far sentire la nostra voce e la nostra solidarietà ai fratelli congolesi e, non meno, di tenerli sempre al cuore della nostra preghiera personale e comunitaria”.

 


L’Anno liturgico, scuola di discepolato

Si terrà sabato 15 novembre prossimo a Rosolini alle ore 16.30 presso l’oratorio san Domenico Savio il convegno diocesano sull’Anno Liturgico come scuola di discepolato. L’iniziativa promossa dall’ufficio liturgico e dall’ufficio catechistico in collaborazione con il servizio di pastorale giovanile e con l’ufficio di pastorale familiare, si inserisce nel solco diocesano di riscoperta del discepolato, a partire dagli orientamenti pastorali 2008-2009. Il tema sarà affrontato dai professori Pietro Sorci (OFM) e Giuseppe Ruta (SDB). “Il convegno si propone di rispondere alla domanda: Che cos’è l’anno liturgico e in che modo può aiutare i fedeli a conformare la loro vita a Cristo? – spiega don Bruno Carbone, responsabile diocesano per la Liturgia -. La risposta la troviamo nella Costituzione Liturgica Sacrosanctum Concilium: ‘La santa madre Chiesa considera suo dovere celebrare l’opera salvifica del suo sposo divino mediante una sacra memoria, in giorni determinati nel corso dell’anno’. Ma che cos’è questo nostro celebrare il ricordo di Cristo nell’anno liturgico: una rievocazione drammatica che aiuta la nostra fede? Un cammino spirituale per seguire sempre più completamente il Cristo? Una programmazione pastorale della Chiesa, una specie di quadro di riferimento di tutta la vita cristiana? L’anno liturgico è certamente tutto questo, ma è molto di più. C’è un aspetto più profondo che è oggetto della nostra fede e che siamo chiamati a sperimentare nella partecipazione alle varie celebrazioni. L’anno liturgico è presenza operante di Cristo nella nostra storia, ma è anche indissociabilmente azione ed espressione della Chiesa”, conclude don Carbone.