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Un evento di grazia per la Chiesa netina

La comunità del Seminario e tutta la diocesi di Noto si stringono attorno ai diaconi don Armando Fidone, don Nello Garofalo e don Francesco Ingegneri che il prossimo 12 Dicembre, festa di Nostra Signora di Guadalupe, saranno ordinati presbiteri dal nostro vescovo, Mons. Antonio Staglianò, alle ore 18.30 a Noto nella Chiesa Cattedrale.
Altri tre presbiteri nella Chiesa Netina sono un dono dello Spirito Santo al popolo di Dio: tre uomini che hanno accolto l’invito del Signore e che alla Sua chiamata hanno risposto: “Attirami dietro a te, corriamo!” (Ct 1,3) e hanno fatto della loro vita un canto d’amore e di lode al Signore; chiamati per amore, servi per amore!
Affidiamo a Maria i nostri tre giovani diaconi, perché li protegga e li guidi in questi giorni di preparazione e nel loro ministero sacerdotale.
 
I novelli sacerdoti presiederanno per la prima volta la celebrazione eucaristica nelle loro parrocchie d’origine: don Armando Fidone il 13 dicembre 2011 alle ore 18,30 nella Chiesa SS.Annunziata in Ispica; don Nello Garofalo il 14 dicembre 2011 alle ore 18,30 nella Chiesa di S.Bartolomeo Apostolo in Scicli; don Francesco Ingegneri il 18 dicembre 2011 alle ore 10,00 nella Chiesa S.Maria della Lettera in Galati Marina – Messina.
 
 

Presto il rientro a Noto della comunità dei seminaristi

Il nostro Vescovo, Mons. Antonio Staglianò, sin dal suo ingresso in Diocesi ha riservato particolari attenzioni al cammino di formazione di quanti il Signore chiama al servizio del Vangelo nel ministero sacerdotale, ed ha subito manifestato l’intenzione di avere vicino, e quindi a Noto, i giovani seminaristi. Il Vescovo ha sempre avuto a cuore il Seminario e non ha mai smesso di sentirsi, secondo una affermazione di Pastores dabo vobis, “il primo rappresentante di Cristo nella formazione al sacerdozio”. Il prossimo anno, a conclusione dei lavori di ristrutturazione dei locali del nostro Seminario, che tanti sacrifici costarono a Mons. Calabretta per poterlo costruire nell’immediato dopo guerra, per espresso desiderio di Mons. Staglianò, avremo la gioia di avere tra noi i nostri seminaristi. Con il Vescovo è la Diocesi che sente il bisogno di avere vicini i Seminaristi, per seguirne il cammino e accompagnarli con la preghiera, l’amicizia, la carità, considerandoli parte viva della famiglia diocesana, speranza della nuova evangelizzazione. Ci si è convinti sempre più che, se il Seminario è un tempo e uno spazio, una comunità educativa in cammino, non può esserlo senza la Comunità diocesana. Lo scorso 5 novembre Sua Eccellenza ha costituito una Commissione di studio che elabori una regola di vita per la Comunità del Seminario “in vista del percorso formativo che guiderà i nostri seminaristi una volta rientrati in Diocesi, per risiedervi stabilmente”. Così il Vescovo nel Decreto di Costituzione della suddetta Commissione: “Individuo essenzialmente due motivi per i quali ritengo importante l’elaborazione di una regola di vita, ambedue sono riferibili alle parole del Vangelo “Pregate il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9,37; Lc 10,2): il primo riguarda la necessità di pregare e di operare per le vocazioni sacerdotali e religiose, oltre che per ogni tipo di vocazione nella Chiesa a servizio della nuova evangelizzazione; il secondo è relativo al discernimento sulla vocazione degli operai che il Signore vorrà donare alla nostra Diocesi”. Il Vescovo, in sintonia con la tradizione e la prassi anche attuale della Chiesa, vuole dare uno strumento che serva al processo di maturazione della persona umana verso la propria autonomia e verso il servizio generoso alla Chiesa. Ciò che la Commissione ha il compito di preparare è un percorso che, attento alle esigenze del momento storico e in comunione con gli Orientamenti della Congregazione per l’Educazione Cattolica e della Conferenza Episcopale Italiana, aiuti a guardare con chiarezza il cammino da percorrere. La presenza in Diocesi della Comunità del nostro Seminario è determinata dal desiderio di un inserimento pieno all’interno di un clima autenticamente ecclesiale. Il seminarista che è stato chiamato nella Comunità, cammini con la Comunità, al servizio della quale si prepara ad offrire, sul modello di Gesù buon Pastore, venuto a dare la vita per le pecore, tutto il proprio essere, per sempre. La Commissione, che è composta da don Rosario Gisana, don Corrado Lorefice, don Tonino Lorefice, don Luigi Vizzini, don Nello Garofalo, acc. Gabriele Di Martino, “lavorerà per elaborare una bozza di testo che verrà offerta all’attenzione del Consiglio presbiterale, all’attuale Comunità del Seminario e ad altri sacerdoti che potranno dare il loro contributo, apportando necessari suggerimenti, perché il testo sia completo e frutto di una condivisione il più possibilmente ampia”.
 
 
 

Pane, lavoro e libertà

Il prossimo 9 dicembre, alle ore 18.00 nell’aula magna del seminario di Noto si terrà il primo convegno diocesano sul Progetto Policoro; nel contesto dell’avvento riflettere sul senso del lavoro alla luce del Vangelo, così come anche proposto dai Vescovi negli orientamenti pastorali per il prossimo decennio, è un’occasione per prepararsi al Natale vivendo un avvento che ci spinga a ricondurre il lavoro alla dimensione etica e personale, un lavoro che serva all’incremento della persona e della vita sociale in cui essa è inserita. Dopo più di 15 anni di esperienza e oltre 500 realtà imprenditoriali il Progetto Policoro può essere considerato un’iniziativa ecclesiale che mira a cancellare la divaricazione tra pratica religiosa e vita civile e sollecita i giovani a una conoscenza più approfondita dell’insegnamento sociale della Chiesa, che aiuti a coniugare l’annuncio del Vangelo con la testimonianza delle opere di giustizia e di solidarietà. Saranno presenti Mons. Angelo Casile, direttore dell’ufficio Nazionale per il problemi sociali ed il lavoro, il Prof. Giancarlo Cursi, formatore Nazionale e il Prof. Maurilio Assenza, tutor del Progetto per la nostra diocesi. Auspichiamo la presenza degli operatori di pastorale giovanile, di gruppi di giovani e di quanti vogliano approfondire la conoscenza e la concretezza del progetto stesso.
 
 
 
 

Notizie dalla Diocesi di Butembo-Beni

Pubblichiamo alcune notizie dalla Diocesi gemella di Butembo- Beni relative al mese di Ottobre
 
Lunedì 3 ottobre: A Buniuka 10 nuove postulanti sono entrate a far parte e delle Piccole Suore della Presentazione, congregazione religiosa diocesana fondata il 3 ottobre 1948 da Mons. Henri Pierrard, Congo, e a Kasese in Uganda. Due comunità si trovano anche in Sicilia, a Mazara del Vallo ed Agrigento.
 
Martedì 4 ottobre: 11° anniversario della morte di Mons. Emmanuel Kataliko, indimenticabile pastore che con tanto coraggio guidò il popolo di Dio durante la dittatura di Mobutu. In tutte le parrocchie della diocesi si è celebrata una messa di suffragio. Il vescovo di Butembo-Beni, mons. Sikuli Melchisedech ha celebrato in Cattedrale alle ore 7 del mattino. Nella città di Beni ha avuto luogo la posa della prima pietra di un monumento intitolato a mons. Kataliko. Da ricordare che un monumento analogo è stato costruito a Butembo lo scorso anno.
 
Martedì 4 ottobre: La Commissione diocesana per la Giustizia e la Pace ha pubblicato un documento di 8 pagine, intitolato “Progetto di società:una lettura cristiana”, con il quale si cerca di proporre degli orientamenti di dottrina sociale della chiesa in vista delle elezioni presidenziali e politiche di novembre.
 
Mercoledì 5 ottobre: A Roma, dopo breve malattia, è morta suor Masika Kimywasi lwanzo Marie Julie, della Congregazione delle Suore Riparatrici del Santo Volto, originaria di Butembo.
 
Giovedì 6 ottobre: Un uragano ha devastato la località di Manbowa, 50 km a ovest di Butembo, nella parrocchia di Mangouredjipa. Oltre ad una trentina di abitazioni sono state distrutte la scuola e l’ospedale. Non si sono registrate vittime.
 
Domenica 9 ottobre: Il vescovo Mons. Sikuli Melchisedech, in occasione dell’apertura del nuovo anno accademico 2011-2012, ha celebrato la messa solenne nel seminario S.Ottavio e nel seminario Regina Pacis. Nel primo, dove si studia teologia, sono presenti 49 alunni. Nel secondo, dove si studia filosofia, sono presenti 55 alunni.
 
Sabato 15 ottobre: due frati dell’Ordine dei Benedettini Silvestrini hanno emesso i voti semplici di castità, povertà e obbedienza. La celebrazione ha avuto luogo nel monastero di Wayene, a Butembo. I Benedettini Silvestrini sono presenti nella diocesi di Butembo-Beni da 5 anni.
 
Mercoledì 19 ottobre: Mons. Sikuli Melchisedech, presso il Centro Catechistico Diocesano, ha celebrato la messa per l’inaugurazione del nuovo anno di formazione dei catechisti. Quest’anno gli iscritti, che seguiranno un corso di formazione teologico di tre anni, sono 50, di cui 44 uomini e 6 donne.
 
 Venerdì 21 ottobre: ha avuto luogo il conferimento dei diplomi di laurea per 147 studenti dell’Università Cattolica del Graben. Il vescovo di Butembo-Beni, in qualità di Gran Cancelliere dell’Università, ha tenuto un discorso ai neolaureati, imperniato sui caratteri della sapienza cristiana.
 
Venerdì 28 ottobre: in tutta la Repubblica Democratica del Congo è cominciata la campagna elettorale pe le elezioni presidenziali e legislative 2011. Il presidente uscente Joseph Kabila ha lanciato la sua campagna a Kindu, nella provincia di Maniema.
 
Domenica 30 ottobre: 7 novizie delle Congregazione Santa Famiglia di Spoleto hanno emesso i voti semplici di povertà, castità e obbedienza. La celebrazione, presieduta da mons. Sikuli Melchisedech, ha avuto luogo nella cappella della scuola di Mapendano. Le suore della Santa Famiglia di Spoleto sono presenti da 7 anni nella diocesi di Butembo-Beni.
 
Domenica 30 ottobre: l’assassinio di un catechista nella parrocchia di Lubero, gemellata con San Giorgio di Modica. La vittima, Kambale Alberic, 43 anni, padre di 8 figli, prima di essere ucciso con un colpo di arma da fuoco, è stato torturato con frusta e machete. Il delitto è avvenuto a circa 5 km dalla parrocchia. Si presume che gli autori del crimine siano soldati ruandesi che da un anno operano violenze nella zona, allo scopo di intimidire e cacciare la popolazione locale, per allargare i confini del Ruanda verso territori ricchi di giacimenti minerari. I caschi blu dell’ONU, pur presenti nella zona, non sono mai intervenuti.
 

Scicli. 16 e 29 novembre due incontri per educatori con Ezio Aceti

Il Vicariato di Scicli attraverso le commissioni vicariali Catechesi e Famiglia organizzano per mercoledì 16 novembre, nel salone della parrocchia di Fatima, alle ore 20,00, un incontro per educatori, genitori e catechisti.
“Educare oggi: fatica e bellezza, secondo il documento dei Vescovi italiani”, è il titolo dato all’incontro tenuto dal dott. Ezio Aceti, esperto di psicologia della disabilità, psicologia scolastica e mediazione in ambito familiare.
Si tratta di un’occasione importante perché si affronterà un argomento di grande attualità come quello dell’educazione, attraverso la testimonianza di un operatore che tratterà il delicato tema in una prospettiva cristiana.
Martedì 29 novembre seguirà un secondo incontro, tenuto sempre dallo stesso relatore, sul tema “Adolescenza Oggi: fragilità e risorse”. Gli incontri sono ad ingresso libero e gratuito quindi tutti sono invitati a partecipare.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Mons. Staglianò: rigenerare la politica ritrovando radici diverse!

Un pubblico attento ha partecipato alla presentazione del “terzo quaderno dell’Osservatorio delle povertà” della Caritas diocesana svoltasi a Pozzallo, città natale di Giorgio La Pira, la vigilia dell’anniversario della sua morte. Nel libro si parte dalla vita, si invita all’attenzione. Ed è stato un clima di attenzione quello che subito si è creato, quando dopo i saluti iniziali del Sindaco e dell’Assessore ai Servizi Sociali di Pozzallo e del Vicario foraneo, si sono ascoltati brani con cui si raccontano sofferenze e speranze dei poveri. Potendo cogliere – ha sottolineato il direttore della Carits – “come spesso essi non contano nulla, ma anche come agli occhi di Dio contano a tal punto da diventare l’asse della storia”. Da qui l’invito ai Sindaci dei Comuni capofila dei due distretti socio-sanitari della diocesi a dire come l’ascolto dei poveri può risignificare le politiche sociali. Il Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, primo cittadino solo da qualche mese, si è detto interessato al “Patto sociale” per come l’ha pensato il Vescovo – patto di collaborazione progettuale – e siglato il Comune di Modica, sottolinenado come si debba sempre partire dalle persone e dall’ascolto dei poveri. Il Sindaco di Modica, Antonello Buscema, ha parlato anche a partire dalla sua esperienza passata di Assessore ai servizi sociali e di volontario. Ha sottolineato come il vero problema non sono le risorse ma la consapevolezza che i problemi dei poveri riguardano tutti e quindi come siano essenziali la famiglia e il territorio: sono i luoghi per eccellenza del sostegno. Ha anche ricordato come in molte situazioni non c’è la soluzione, ma non per questo non occorre far nulla: occorre accompagnare. “Quest’attenzione ai più deboli – ha sottolineato – non è un fatto naturale, tant’è che nella selezione della specie vale il più forte. E’ qualcosa che dobbiamo al cristianesimo, ma che si può perdere come dimostrano esperienze storiche quali il nazismo. Per questo occorre sempre vigilare, occorre sempre tenere vivo il senso della dignità della vita di tutti e dei più deboli in particolare”. Quindi ha concluso l’incontro Mons. Antonio Staglianò, offrendo alcuni paletti perché, ripartendo dagli ultimi, si ritrovi il bene comune. In primo luogo, ha detto il Vescovo, occorrono politici nuovi, occorrono uomini nuovi, occorrono cittadini partecipi. Per questo occorrono generazioni “nuove” che possono nascere dal grembo indicato da Giorgio La Pira, modello di una politica alta, forma massima di carità: il grembo della contemplazione e della frequenza dei poveri. In secondo luogo Mons. Staglianò ha sottolineato come per questo occorre lasciarsi intepellare, “non nella superficie delle emozioni, ma nella verità e solidità della coscienza”. Da cui anche le città possono rinascere, “ritrovando – come amava dire La Pira – la loro anima”. In terzo luogo, il pastore dela Chiesa netina ha rilevato come su questa base, e solo su di essa, si possono pensare e attuare politiche sociali veramente efficaci. E si può costruire quel “Laboratorio dal Sud” caro a Mons. Staglianò e presentato nel suo libro “Una speranza per l’Italia” edito dalle Paoline, Laboratorio con cui unire lotta e contemplazione, mistica e politica, e così avviare cammini di liberazione ritrovando in uomini come La Pira modelli, non da celebrare, ma da imitare. Cogliendone la tensione derivante dallo stare davanti a Dio e nella compagnia dei poveri, scelta peraltro chiesta dallo Spirito alla Chiesa di Noto nel suo secondo Sinodo. Testimoniando questa tensione attraverso segni della carità curati nella qualità e traducendola in “alleanze” come il “Patto sociale contro la crisi”, centrato su formazione – progettualità – cultura, firmato un anno fa dal Vescovo di Noto e dal Sindaco di Modica.

La Parrocchia di Donnalucata nel web diventa Mobile

 
Sempre più persone si collegano a internet con il cellulare, lo smartphone o l’iPhone. Vogliamo dunque offrire anche a questi utenti in movimento una buona esperienza di navigazione in modo che possano conoscere il nostro progetto della nuova chiesa e le attività della Parrocchia Santa Caterina da Siena in Donnalucata. I nostri obbiettivi sono quelli di essere raggiungibili dai tantissimi che navigano nel web e usano i dispositivi mobili. 320 milioni sono gli smartphone venduti nel mondo nel 2011, 32 milioni solo in Italia e 83 milioni in Europa. Don Rosario Sultana parroco di questa comunità parrocchiale, per le ragioni qui descritte, ha sollecitato la realizzazione di questa nuova piattaforma mobile al fine di rendere non solo più efficace ed accessibile la comunicazione ma anche la più estesa possibile.
 
Come si vedevano i nostro siti con uno smartphone?
I nostri siti istituzionale della nuova chiesa di San Giorgio e della Parrocchia storica di Santa Caterina da Siena, ad esempio, si vedevano ridimensionati e rimpiccioliti: certo erano navigabili utilizzando lo zoom degli smartphone più evoluti ma ci voleva molto impegno, pazienza e motivazione che non possiamo pretendere dagli utenti del web. Per questo abbiamo creato dei mini-siti (http://m.chiesadonnalucata.it) e (http://m.fontedelleore.it) di poche pagine consultabili comodamente con iPhone, smartphone e cellulari che sintetizza le informazioni utili per un potenziale utente in movimento e rimandano per eventuali approfondimenti ai siti istituzionali (www.chiesadonnalucata.it) e (www.fontedelleore.it)

Quali sono le caratteristiche dei nostri siti mobile?
 

Il design dei siti web sono stati ottimizzati per i dispositivi mobili tenendo conto delle peculiarità di questi strumenti: dimensione ridotta del display e della tastiera; modalità di navigazione touchscreen; costi di connessione normalmente legati al traffico e non al tempo. I nostri siti mobili offrono non solo una selezione dei contenuti dei siti istituzionali ma li ripropongono completamente, quindi per trattenere gli utenti in movimento sono leggeri e veloci da caricare; con pulsanti grandi, facilmente selezionabili con le dita; sintetici ed essenziali nei contenuti.
 

Il ruolo della Chiesa nel travagliato mondo contemporaneo

“Chiesa, dove vai?” Questo l’interrogativo di fondo che, alla luce del pensiero e della testimonianza di mons. Cataldo Naro (storico, teologo, vescovo di Monreale morto prematuramente), il   direttore della Biblioteca Alagoniana, mons. Giuseppe Greco con la collaborazione del centro studi “A.Cammarata” di San Cataldo, ha proposto alla riflessione dei convenuti nel salone del “Beato Giovanni Paolo II”. Forte di molti ricordi personali, la docente di sociologia della religione al “San Metodio”, Tina Buccheri, affrontando il tema “Alle sorgenti della salvezza” ha detto che “nel post Concilio si è cercato di superare la separazione tra coscienza cristiana e cultura moderna. Questa separazione è ancora una ferita aperta nelle nostre comunità. Per il vescovo di Monreale era necessario che la Chiesa prendesse coscienza di quella frattura mettendo un di più di carità. Questo di più è la forza dell’amore, è la forza dell’impegno per gli altri, è la forza del martirio, è spendere la propria vita per gli altri.” La seconda dimensione del simposio centrata su “La società post-moderna sarà una società post-cristiana?” è stata acutamente analizzata dal vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò (stretto collaboratore di Naro quale consulente del servizio nazionale per il progetto culturale CEI) che ha sostenuto la necessità e l’urgenza di radicare un nuovo pensiero sull’umano imperniato sulla persona ovvero secondo una visione antropologica della fede. “Di tutto questo, Naro ha offerto una testimonianza esemplare con la sua vita, col suo impegno intellettuale, col suo ministero pastorale a favore di un cristianesimo incarnato capace di rendere ragione della speranza cristiana in un mondo in perenne evoluzione e trasformazione culturale.” Ribadendo il valore di un progetto culturale orientato in senso cristiano da contrapporre ai cosiddetti teologi della morte di Dio, Staglianò ha contestato le disarmanti forme di relativismo religioso ed ha esortato ad una laicità positiva per debellare ogni forma di amorfo confessionalismo. Infine, don Rosario Lo Bello, docente di teologia dommatica nella Facoltà Teologica di Palermo, s’è posto un drammatico interrogativo: oggi c’è ancora ascolto per i profeti? All’angoscia ha contrapposto la speranza fornendo al moderatore mons. Greco di così concludere l’edificante incontro: ”La parola profetica di Naro affiorerà nelle nostre coscienze e noi ci approprieremo della sua speranza creativa.”
 

Quanto vale la vita di un uomo?

Ci sono sofferenze nascoste che vengono alla luce solo se qualcuno se ne prende cura, ha il coraggio di non occultare la realtà e di amare senza misura. Il terzo “quaderno dell’Osservatorio” curato dalla Caritas diocesana di Noto raccoglie alcune storie di donne, bambini, immigrati, anziani, disabili, malati mentali dando voce a sofferenze, denunciando inadempienze, articolando un appello alla coscienza e alla città: «Quanto vale la vita di un uomo?». La risposta che ritroviamo in questo libro, scritto non a tavolino ma nella partecipazione alle sorti dei più sfortunati, può essere detta in questi termini: ogni esistenza vale quel racconto che permette di rintracciare, tra le pieghe del disagio e dell’errore, da una parte i sentimenti e le azioni con cui si resta umani, dall’altra le omissioni e le carenze della politica che ostacolano l’emergere in tutti della costitutiva dignità di ogni uomo. Nel sottotitolo del libro il primo riferimento è alla coscienza di ciascuno: alla capacità cioè di ripensare con verità, nel dialogo con se stessi, gli appelli della vita, senza restare a guardare. Il rimando, oltre che alla coscienza, è alla città. Un dato costante nelle situazioni più sfortunate è il venir meno del sostegno familiare, di autentici rapporti genitoriali e familiari. Ecco perché viene interpellata, insieme alle coscienze, la città, pensata con il cuore di Giorgio La Pira – modello di politico vero – come il luogo delle relazioni e della giustizia, città per questo chiamata a prendersi cura dei più deboli quando in modi diversi viene meno la famiglia d’origine. Negli orizzonti della nostra Costituzione, che all’art. 3 chiede ai cittadini e alle istituzioni la costruzione di un’uguaglianza sostanziale e all’art. 5 individua nei Comuni il volto concreto di una Repubblica che è anzitutto consapevolezza di un “bene comune”, tale solo se cercato e realizzato a partire dagli ultimi. Un appello per tutti, ma anche una chiave di lettura della nostra testimonianza. Come scrive nella presentazione il vescovo Mons. Staglianò, infatti, «al fondo, sotto le pieghe del dolore e dell’abbandono, nel libro si racconta la misericordia come attenzione a tanta umanità sofferente, già nel dare voce a chi non ha voce e nel farci conoscere sofferenze inaudite che diversamente resterebbero nel buio dell’indifferenza e di una lettura semplicistica della povertà; si racconta quindi la misericordia come appello alla coscienza di tutti perché recuperiamo nella relazione con l’altro, soprattutto se povero e sofferente, un’umanità vera; e questo al di là del risultato, semplicemente perché si ama e perché si ama con la cura di un familiare, per i credenti si ama il fratello in cui Cristo stesso ci visita».
Il libro sarà presentato la vigilia dell’anniversario della morte di Giorgio La Pira a Pozzallo (alle 18,30 di venerdì 4 novembre presso lo spazio culturale Meno Assenza) con l’intervento del nostro Vescovo e l’invito agli amministratori oltre che ai cittadini tutti: diventerà questa occasione preziosa per proseguire il dialogo Chiesa-territorio negli orizzonti di una misericordia che diventa lievito di bene per la storia e la politica.
 

La strada degli uomini veri

Molta sobrietà, commozione e partecipazione hanno caratterizzato giovedì 27 ottobre il ricordo dei 21 anni della Casa di accoglienza che porta il nome di don Puglisi e l’inaugurazione di una via intitolata al mite e coraggioso prete ucciso dalla mafia. Il Vescovo ha voluto anzitutto visitare i luoghi in cui a Modica, nel nome di don Puglisi, si sta accanto a poveri e giovani per aiutarli a crescere “a testa alta”. E’ stato al Cantiere educativo “Crisci ranni”, si è unito ai ragazzi che si allenavano al calcio, ha assistito alle prove della passeggiata artistica “Le mille e una città” preparata insieme alla Compagnia del Piccolo Teatro, ha ammirato il nuovo auditorium Dott. Inì, ha visto la bellezza dell’area, la predisposizione degli orti sociali… Spostandosi nella Casa, ha potuto visitare la nuova ala per gli adolescenti e quindi ha presieduto l’Eucaristia, concelebrata insieme al parroco don Umberto Bonincontro e al vicario foraneo don Corrado Lorefice, presenti anche altri presbiteri, tanti volontari e amici. Vasta anche la rappresentanza delle istituzioni: il sindaco Antonello Buscema, l’assessore Giovanni Spadaro, il procuratore capo Francesco Puleio, il capo gabinetto della prefettura dott. Signorelli, rappresentanti dei Carabinieri, alcuni consiglieri comunali, rappresentanti di “Libera” e di associazioni e cooperative operanti nel sociale. Nell’omelia Mons. Antonio Staglianò ha sottolineato come, sull’esempio di don Puglisi, sia importante il nesso tra liturgia e vita, auspicando che ogni messa fiorisca in gesti di carità, sottolineando quanto questo sia necessario soprattutto dal punto di vista educativo. Per essere, come Gesù e don Puglisi, lungo le vie della vita “uomini nuovi”, “uomini veri”. Riconoscibili, come per lo stesso Gesù che certo non veniva pensato come il Figlio di Dio, dalla capacità di passare operando il bene e ridando speranza. Incontrando per questo l’ostilità degli Erodi, dei mafiosi di turno. Ma resistendo, continuando ad essere uomini veri, uomini che mettono in conto anche il dono della vita. E questo è accaduto in don Puglisi a motivo della fede, con una sfida radicale alla mafia proprio su Dio, su chi è veramente Dio. Spostandosi quindi per l’inaugurazione della via, anzitutto si è come ridata parola a don Puglisi, leggendo gli attori del Piccolo Teatro alcuni testi nei quali don Puglisi invita oguno a ritrovare la propria vocazione, a pensare la vita senza doppiezze, a porre segni e a fare la propria parte, concretamente, per lottare prepotenza e ingiustizia. Quindi il Sindaco Antonello Buscema ha sottolineato come a don Puglisi non si addice un Corso o un Viale ma una via, indicativa di un impegno silenzioso e ordinario e al tempo stesso di un modello di vita soprattutto per i giovani. Con la necessità di onorarlo ripercorrendo la sua stessa via, nell’impegno per la legalità e la solidarietà. Benedicendo tutti e la nuova via, il Vescovo ha concluso invitando ancora ad essere concreti e fedeli, ad essere uomini veri, uomini nuovi, per rendere veramente bella la città.