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Educare alla vita…narrandola

È sempre un bel momento per la Chiesa dare lode a Dio per il dono della vita. Si celebra ogni anno nella prima domenica di febbraio, quest’anno sarà il giorno 5, la tradizionale “Giornata per la vita” promossa dalla Conferenza episcopale italiana (Cei).
Il titolo del messaggio reso noto nei giorni scorsi è “Giovani aperti alla vita”. «Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti – scrivono i Vescovi – si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica».
La nostra diocesi quest’anno celebrerà la “Giornata per la vita” con un convegno diocesano, organizzato dall’Ufficio Pastorale per la Famiglia (UDPF) e il comitato scientifico di Bioetica, dal titolo “Educare alla vita… narrandola” che si terrà a Rosolini Oratorio Domenico Savio giorno 5 febbraio dalle ore 9.00.
Il convegno diviso in due momenti, avrà inizio con un breve saluto di don Luigi Vizzini, direttore UDPF, proseguirà con la preghiera delle Lodi e con l’introduzione di Rosa e Giorgio Ruta e terminerà con la relazione del Prof. Salvino Leone, (Medico Chirurgo, specialista in Ostetricia e Ginecologia; docente di Medicina Sociale, Bioetica, Teologia Morale – Palermo), dal titolo ”Quale educazione per gli educatori?”.
Il secondo momento vedrà la presentazione tenuta da don Stefano Modica, direttore del comitato scientifico di Bioetica, del 4° volume dei Quaderni Netini di Bioetica, dal  titolo “Narrare la vita” che racchiude le relazioni, di A. Staglianò, J.M. Galvan, R. Gisana, B. Dallapiccola, P. Bruschettini e S. Modica, redatte della prima sessione del Convegno di Bioetica svoltosi a Noto il 9 settembre 2011.
 
 
 

Diritti alla Pace

Ogni tanto, ma solo in rare occasioni, sembra che parlare di pace non sia poi così difficile e che, soprattutto, realizzarla non è un’impresa così impossibile.
Basta mescolare un po’ di ingredienti e lasciare ad ognuno la possibilità di diventare uno con l’altro, basta lasciare scatenare un po’ di gioia e fantasia che ci si accorge che la pace ha il sapore di un bacio sulla guancia al cioccolato dato da un bimbo durante la merenda, ha il suono del silenzio di chi ascolta le testimonianze di chi lavora ogni giorno con chi cerca di rimediare agli errori compiuti per garantire a sé e alla sua famiglia un futuro onesto.
Buoni cristiani e onesti cittadini! Aveva ragione don Bosco: per vivere ogni giorno da cristiani occorre leggere i nostri diritti alla luce del Vangelo, occorre difendere i diritti dei più deboli, sull’esempio di Gesù e occorre lasciare a tutti la possibilità di guardarci negli occhi perché siamo tutti sullo stesso piano e nessuno può guardarci dall’alto in basso. “L’illegalità nuoce gravemente alla pace!”Questo è stato scritto dai ragazzi dell’Azione cattolica durante la festa della pace al pallone tensostatico di Noto il 29 Gennaio scorso. Pozzallo, Rosolini, Noto e Avola i vicariati presenti per giocare a costruire un futuro fondato “sulla roccia”!
Non si può spiegare quello che si prova a vedere grandi e piccini urlare e cantare che “è solo LUI l’essenziale”, ballare senza differenza di età e solo in nome di chi ci ha creati.
Non è mancata la Celebrazione Eucaristica che ha concluso la giornata piena di vita. Allora non rimane che ringraziare il Signore, perché l’esperimento è riuscito: la ricetta della pace ha prodotto un risultato perfetto, talmente dolce che già se ne sente la nostalgia.
I luoghi comuni ci portano spesso a dire che non c’è futuro… Noi lasciamo ai pessimisti l’ idea di distruzione che li abita e teniamo per noi il tesoro più prezioso: ragazzi piccoli con sogni grandi, che non hanno paura di crescere e lo fanno in compagnia si un amico speciale che li aiuta a portare il carico sulle spalle e li porta fino in cima, puntando in alto e scoprendo la propria libertà.
 
 
 
 

Verso Crisci ranni 2012

Dopo la bella e partecipata festa di “crisci ranni” dell’anno scorso, anche quest’anno sarà riproposto l’antico rito come festa educativa della città nei giorni della Pasqua, sabato 14 aprile, nell’area attrezzata Padre Basile alla Fontana di Modica. Scuole, parrocchie e associazioni hanno avviato un cammino di preparazione che prevede la raccolta di giochi, racconti, massime di sapienza antica con cui aiutare le nuove generazioni a ritrovare motivi per crescere raccogliendo le grandi consegne di una vita diversa: la vita di ieri, più povera certo, ma ricca di valori e di semplicità, Peraltro siamo nell’anno dedicato dall’Europa all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra generazioni, a cui la città della contea potrà partecipare con un’effettiva e creativa esperienza festiva e feriale al tempo stesso. Dopo un incontro svoltosi nei giorni scorsi, ora è il momento di sensibilizzazione e raccolta di adesioni. Quindi si avvierà un concorso di disegni per le varie fasce di età e la riscrittura di un secondo capitolo di un creativo racconto sull’antico rito. Così si intrecceranno quotidiano e festivo, passato e presente, ricordo e impegno educativo. Nel momento della festa si rivivranno quindi, insieme al rito, antichi giochi e si creerà uno spazio arricchito dalla creatività di tutti con balli, musica, degustazioni. Non mancherà il momento di confronto e riflessione, attraveso un convegno sui risvolti educativi e culturali che si terrà venerdì 13 aprile con la partecipazione del vescovo di Caltagirone, Mons. Calogero Peri, esperto nei temi della relazione educativa.
 
 
 

L’UCS Nazionale fa un regalo a chi fa comunicazione

Il direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni Sociali Mons. Domenico Pompili, ieri alla vigilia della festa di San Francesco di Sales attraverso la newsletter del suo ufficio, ci aveva anticipato un regalo per tutti gli operatori cattolici della comunicazione, si tratta del nuovo sito web dell’Ufficio da oggi finalmente on line. Una veste grafica nuova – scrive Mons Pompili – e più spazio alle notizie, soprattutto quelle dal territorio. E anche la newsletter alla quale ci si può iscrivere dalla home del sito(http://www.chiesacattolica.it/comunicazione/) in qualche modo avrà maggior visibilità e si aprirà a tutti quelli che, attraverso il sito, chiederanno di riceverla.
 
Il silenzio e la parola non so­no affatto incompatibili. Lo ha detto monsignor Dome­nico Pompili, direttore dell’Uffi­cio comunicazioni sociali e sot­tosegretario della Cei, interve­nendo a Bologna alla festa re­gionale in onore di san France­sco di Sales. «Credo che il Papa ci inviti a superare il bi­polarismo congenito che ha un po’ militariz­zato il nostro sguardo sulla realtà» ha esordi­to Pompili. «Silenzio e parola, in una pro­spettiva autenticamente cattolica, devono in­vece viaggiare insieme. Il primo sta alla se­conda, come il territorio sta alle nuove tec­nologie. Il territorio costruisce rapporti soli­di perché giocati sulle relazioni interperso­nali. I nuovi linguaggi, invece, sono segnati dalla velocità e sono espressione di una di­mensione oggi sempre più necessaria: quel­la della rete».
C’è dunque una sfida aperta. «Riuscirà a vincerla chi metterà insieme la lentezza e la velocità. La lentezza evoca il pen­siero, ma ancora più l’ascolto della realtà. Questa lentezza, che evoca a prima vista pas­sività, è il nervo scoperto della nostra cultu­ra e del nostro atteggiamento». Questo non significa, ha aggiunto, «che la velocità debba essere percepita come un male endemico. La velocità non dice semplicemente della fre­nesia, ma della possibilità di uno sguardo si­nottico».
Queste e altre considerazione nel Messaggio di Benedetto XVI per la prossima GMCS, la 46ª.
Da oggi al 20 maggio avremo dunque tempo per preparare bene la celebrazione della Giornata ed anche attraverso le pagine di questo sito nazionale, da oggi rinnovato, saranno messi a disposizione delle diocesi gli strumenti necessari.
 
 

Non numeri ma persone!

“Non numeri ma persone”: con le parole del Papa di domenica scorsa don Ignazio La China, direttore dell’ufficio ecumenico della diocesi di Noto, ha introdotto l’incontro di presentazione del dossier 2011 sull’immigrazione curato dal Caritas Italiana e da Migrantes. L’incontro organizzato, oltre che dall’Ufficio per l’ecumenismo, dalla Caritas diocesana e da Migrantes si è tenuto nella chiesa di San Giuseppe di Scicli il 18 gennaio, primo giorno dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Il relatore, Vincenzo La Monica, ha subito evidenziato come siamo in presenza di una situazione nuova rispetto al passato, passando nei comuni della diocesi in dieci anni dall’1% di presenze rispetto alla popolazione al 6,9%, in linea con il trend nazionale del 7,5% e con una percentuale maggiore rispetto al resto della Sicilia. Con presenze soprattutto di magrebini, ma anche di rumeni e altri gruppi dell’Europa Orientale, soprattutto donne, e di cinesi, presenti nelle città più commerciali come Modica mentre forte a Scicli è la presenza degli albanesi. La crescita anche delle nascite è segno di una tendenza a stabilirsi nelle nostre terre. Consistenti i movimenti economici, compresi 7 miliardi e mezzo di euro per la previdenza con cui gli immigrati pagano anche per le nostre pensioni. Non si può più non rilevare la consistenza del fenomeno, si tratta di percorrere veramente la strada dell’integrazione. Con la consapevolezza che questo ci aiuterà a superare una crisi che non è solo finanziaria ma anche culturale. Avremo da imparare. Molti immigrati ci chiedono una fede più autentica, la loro drammatica ricerca di una vita migliore ci impegna a ripensare il nostro benessere che – anche in tempo di crisi – resta sempre motivo di squilibrio con il resto del mondo. Dovremo soprattutto accogliere come primo passo dell’integrazione e garantire quella vita dignitosa che permette lo scambio di valori e di ricchezze culturali. Con quest’incontro la diocesi intende offrire ulteriori motivi di consapevolezza, ma non vanno dimenticati segni come il Centro Babel che ospita rifugiati e diventa per le parrocchie, le scuole, le famiglie un appello a comprendere quanto sofferenza c’è da parte di chi è costretto ad abbandonare il proprio paese, a fuggire dalle guerre, ad allontanarsi dai loro cari.
 

Conferimento del titolo di Basilica Minore alla Chiesa Cattedrale di Noto

Oggi 21 gennaio alle ore 10,00 presso la sede espicopale di Noto alla presenza dei giornalisti S. E. Mons Antonio Staglianò ha tenuto una conferenza stampa per annunciare ufficialmente alla diocesi il Conferimento del titolo di Basilica Minore alla Chiesa Cattedrale di Noto.
Da un punto di vista Canonico la Basilica va distinta in Patriarcale, Maggiore e Minore, le Basiliche Patriarcali e Maggiori, che l’attuale Pontefice ha preferito denominare Papali, sono caratterizzate dalla presenza del Trono e dell’Altare Papale.
Attualmente, per privilegio papale, è concesso il titolo di Basilica Pontificia Minore ad alcune importanti chiese, per consuetudine immemorabile o concessione Apostolica motivata dall’antichità, dalla grandezza, dal valore artistico, dalla spiritualità intensa, dall’essere luogo di pellegrinaggio cristiano, dalla venerazione di reliquie insigni e dal possesso di mezzi adeguati a mantenere il decoro confacente a tale dignità. Si può supporre che Basiliche Minori d’Italia siano circa 500.
Il Vescovo ha precisato che fra le chiese di una Diocesi il primo posto e la maggiore dignità spettano alla cattedrale, nella quale è collocata la cattedra, segno del magistero e della potestà del Vescovo, Pastore della sua Diocesi segno della comunione con la cattedra romana di Pietro.
La Santa Congregazione del culto divino e della disciplina dei sacramenti nel decreto “Domus ecclesiae” esplicita – come ha sottolineato il Vescovo – il significato particolare di alcune chiese che per la loro speciale importanza per la vita liturgica e pastorale, esprimono il vincolo di comunione che unisce la basilica minore e la cattedra di Pietro.
Mons. Stagliano ha sottolineato che questo riconoscimento ha per la chiesa di Noto un significato sociale, nella difficile congiuntura economica, infatti, come ha sottolineato ancora il Vescovo la Basilica Cattedrale diventerà non solo luogo esemplare dell’azione liturgica di tutta la diocesi ma anche luogo operoso di carità verso i più poveri con la nascita di una mensa per i fratelli più bisognosi. 
A corredo della notizia vi descriviamo le condizioni, gli impegni e i doveri che scaturiscono dal titolo  di basilica minore concessa alla chiesa cattedrale di Noto dalla congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti la quale ha emanato nel decreto “Domus ecclesiae”  la normativa e le condizioni per ottenere il titolo di basilica minore.
 
Tra le condizioni richieste ne evidenziamo alcune:
– La chiesa deve essere, nella diocesi, centro di vita liturgica e pastorale;
– La chiesa deve godere di una certa celebrità in tutta la diocesi (ad esempio, quando in essa è custodita la reliquia insigne di un santo che viene venerato);
– Deve essere congruo il numero di presbiteri dediti alla cura liturgico-pastorale (l’Eucarestia, la confessione)
 
Impegni e doveri della basilica in ambito liturgico-pastorale:
– Nella basilica si promuove la formazione liturgica dei fedeli;
– Le celebrazioni liturgiche si svolgono con grande cura;
– Si promuove la partecipazione attiva dei fedeli nelle celebrazioni liturgiche;
– Per sottolineare l’unità con la cattedra romana di Pietro, vi si celebrano, ogni anno, con particolare cura: la festa della cattedra di San Pietro, la solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, l’anniversario dell’elezione o dell’inizio del supremo ministero pastorale del Romano Pontefice.
 
Concessioni annesse al titolo di basilica minore:
– Il particolare festeggiamento del giorno in cui viene annunziata, pubblicamente, la concessione del titolo di basilica minore:
– Nei giorni indicati, i fedeli possono lucrare l’indulgenza plenaria (anniversario della dedicazione della basilica, giorno della celebrazione liturgica, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, anniversario della concessione del titolo di basilica, una volta all’anno nel giorno stabilito dall’ordinario del luogo e nel giorno, liberamente scelto, da ogni fedele);
– Sul timbro della basilica, sulla suppellettile e sugli stendardi si può usare il simbolo pontificio (chiavi incrociate);
– Il rettore della basilica o chi la presiede, può usare la mozzetta di colore nero, con orli, occhielli e bottoni di colore rosso.
 
 

Convocazione Conferenza Stampa: comunicazioni del Vescovo di Noto alla diocesi

Si terrà il prossimo sabato 21 Gennaio alle ore 10.00 presso la sede episcopale di Noto una conferenza stampa tenuta da S. E. Mons. Antonio Staglianò.

Il Vescovo in persona comunicherà alcune notizie di rilevanza diocesana. Sono invitati e convocati tutti gli operatori della comunicazione a partecipare a questa conferenza stampa ognuno in rappresentanza dei media di riferimento.
 

 

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Convocazione Conferenza Stampa: comunicazioni del Vescovo di Noto alla diocesi


Si terrà il prossimo sabato 21 Gennaio alle ore 10.00 presso la sede episcopale di Noto una conferenza stampa tenuta da S. E. Mons. Antonio Staglianò.


Il Vescovo in persona comunicherà alcune notizie di rilevanza diocesana. Sono invitati e convocati tutti gli operatori della comunicazione a partecipare a questa conferenza stampa ognuno in rappresentanza dei media di riferimento.


“VOLALIBRO 2012”: UN VIAGGIO NEL “FARE CULTURA”

Dare il benvenuto ad un 2012 all’insegna della “attivisimo culturale”, e accompagnare i ragazzi in un viaggio dentro la “macchina” della produzione dello scibile, in ogni sua forma ed espressione: questa è la missione del Festival della Cultura per ragazzi “Volalibro 2012”, che si terrà a Noto dal 20 al 29 gennaio.  Il quarto appuntamento della manifestazione – organizzata sotto il patrocinio del comune di Noto e del sindaco Corrado Bonfanti – si configura come un profondo percorso nella creazione del “prodotto culturale”, un’opportunità per i ragazzi delle scuole elementari, medie inferiori e superiori, di dialogare direttamente con alcuni esponenti del mondo letterario e non solo; un percorso lungo dieci giorni e scandito da mostre, convegni, laboratori e seminari, attività ospitate negli splendidi siti patrimonio dell’Unesco e tesoro artistico del comune di Noto.
Scorrendo il ricco programma di “Volalibro 2012”, colpisce la partecipazione di personalità di rilievo per ognuno dei diversi ambiti trattati: i giornalisti Attilio Romita, volto del Tg1 Rai, Debora Penzo del “TG3 – Gt Ragazzi”, Andrea Lodato de La Sicilia, a sostenere il ricco programma riguardante l’etica dell’informazione e la figura del giornalista, della quale parlerà Mario Cutuli, presidente della Fondazione Maria Grazia Cutuli. Ampio spazio viene dedicato anche alla figura dello scrittore, analizzata in incontri con autori tra i quali Filippo Sottile, Luigi Dal Cin e Gaetano Savatteri, questi ultimi due graditi ritorni.
“Volalibro 2012” vedrà i ragazzi partecipanti, impegnati in attività di laboratorio – caratteristica unica del Festival – imperniati su scienza (iniziative Gioco Scienza e Astrogiochi) e chimica, ambiente (A spasso nel bosco), letteratura (Un amore di libro), e le dovute celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ciò grazie alla rinnovata partnership con editori di spicco del panorama nazionale quali Giunti Editore, leader dell’editoria per ragazzi, Touring Club Italiano e Del Borgo, unitamente alla preziosa cura organizzativa del Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale (Cumo).
I concorsi “Piccoli autori” e “Piccoli illustratori” saranno ancora una volta istituiti per valorizzare il lavoro di produzione culturale dei ragazzi partecipanti, e si rinnova anche la collaborazione con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Inda), presente con laboratori diretti da Annamaria Piccione, curatrice del progetto per la riduzione delle tragedie greche in libri per ragazzi.
“Volalibro 2012” pone in risalto anche il mondo dello sport, con la presenza dell’atleta italiano Giacomo Leone, vincitore della Maratona di New York nel 1996, e di Paolo Venturini, istruttore FIAL (Federazione Italiana Atletica Leggera) e Tecnico del Gruppo Sportivo Fiamme Oro. Il respiro nazionale di “Volalibro” si evince anche dalla simulazione di salvataggio che proporrà la Guardia di Finanza italiana, ospitata nello Stadio “Giovanni Palatucci”.
 
«Le precedenti edizioni sono una base forte, ma noi vogliamo crescere. – sono le parole dell’ideatrice di “Volalibro”, Corrada Vinci – Possiamo e vogliamo dimostrare che la Sicilia, e la città di Noto in particolare, possono non solo esportare, ma anche accogliere ragazzi da tutta l’Italia, veicolando un messaggio culturale già importante, ma che ancora vuole aumentare la sua portata, valorizzato dalla ricchezza del patrimonio umanistico, storico e architettonico del Barocco netino».
Tutti gli eventi sono aperti gratuitamente alla partecipazione delle scuole. Il programma sarà pubblicato sul sito web www.volalibro.org.
 
 

Immigrazione: scenari in mutamento

L’immigrazione non è una presenza statica, semplice, tale da mettere paura o da invocare buonismo. Si tratta piuttosto di un mutamento epocale che dovremo saper leggere. Da qui l’importanza ogni anno della presentazione del dossier sull’immigrazione curato da Caritas Italiana e Migrantes che, con l’aiuto del referente regionale Vincenzo La Monica, faremo il 18 gennaio a Scicli alle 19 nella chiesa di San Giuseppe. Per capire l’entità del fenomeno basti pensare che a livello mondialenegli ultimi dieci anni i migranti sono aumentati di 64 milioni di unità e secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni sono attualmente 214 milioni (4,2 milioni dei quali sono italiani). I flussi di migranti hanno sfiorato i 6 milioni di unità l’anno e, seppure rallentati nell’attuale fase di recessione, secondo le previsioni dell’Ocse acquisteranno nuovo dinamismo con la ripresa economica. Nei paesi in via di sviluppo la forte crescita economica dell’ultimo decennio (+13,4% solo nel 2010) ha sottratto mezzo miliardo di persone alla povertà estrema, che tuttora ne coinvolge un altro miliardo e mezzo. Permane l’enorme sproporzione territoriale del reddito pro capite: 33.400 dollari nel Nord del mondo e 6.200 nel Sud. In prospettiva, la diminuzione della popolazione in età lavorativa, che influisce sull’attrazione dei flussi migratori, continuerà in Europa e si farà sentire anche in Asia, un continente finora quasi esclusivamente fornitore di manodopera, dove, in particolare, le Filippine continueranno a essere un paese di emigrazione (così come lo sarà tutta l’Africa a seguito della forte espansione demografica) mentre la Cina diventerà il principale polo di attrazione dei flussi, seguita dal Giappone, dalla Corea del Sud e da altri paesi. L’Unione Europea,il cui tasso di fecondità è pressoché dimezzato rispetto al 1952 (quando era di 2,6 figli per donna), si conferma come una forte area di immigrazione, con il coinvolgimento anche dei nuovi paesi: ad esempio in Polonia, nel 2011, è stata decisa la regolarizzazione di circa 300mila non comunitari. Un secondo elemento, riguarda invece la crisi. Che colpisce anche gli immigrati. I lavoratori immigrati, funzionali alle esigenze produttive dei paesi di insediamento, al momento pagano più duramente gli effetti della crisi e vengono sottoposti a restrizioni normative che hanno ripercussioni anche sulla libera circolazione dei comunitari. Un terzo elemento resta l’inclusione, esigenza su cui sta richiamando l’attenzione la campagna “L’Italia sono anch’io”, promossa dall’associazionismo di ispirazione laica e religiosa. Un quarto elemento da considerare è la promozione di condizioni di pace e di sviluppo interne ai singoli paesi: lo hanno ricordato Caritas e Migrantes nel volume Africa-Italia. Scenari migratori (2010). Lo scrittore bosniaco Pedrag Matvejevic ha detto suggestivamente che nel Mediterraneo vi sono tante funi sommerse che aspettano di essere ritrovate e riannodate. Nel primo semestre del 2011, i drammatici eventi del Nord Africa hanno evidenziato ancora una volta che è possibile favorire l’incontro tra musulmani e cristiani. Del resto, gli immigrati di questi due gruppi (1 milione e mezzo di musulmani e 2 milioni e mezzo di cristiani, rispettivamente il 32,9% e il 53,9% della popolazione immigrata) vivono, in Italia, fianco a fianco, insieme a fedeli di altre religioni. Perciò l’inquadramento emergenziale dell’immigrazione deve far posto ad una prospettiva di integrazione, cuore della politica migratoria: i 150 anni dell’Unità d’Italia ricordano un passato di esodo con tante sofferenze che potevano essere evitate, così come vanno evitate nell’attuale contesto. Per la Caritas e la Fondazione Migrantes, se si vuole essere cristiani autentici, le migrazioni vanno riconosciute come un segno dei tempi e così sempre più cercheremo di leggerle, ponendo anche segni di accoglienza, di integrazione, di arricchimento culturale e spirituale.