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Passa un anno di Servizio civile volontario alla Caritas Diocesana

Scadrà il 7 luglio prossimo il bando nazionale per il Servizio civile volontario (Scv) aperto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Un’esperienza umana e professionale che con la Caritas si arricchisce di una reale e autentica solidarietà con i più poveri. Per candidarsi basta compilare il bando e presentarlo entro il 7 luglio alla Caritas diocesana. Per ulteriori informazioni si può contattare il numero 0931.592510 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 o recarsi presso la segreteria della Caritas cittadina di Pachino in via Unità n. 6 e chiedere del referente Salvatore Celeste. L’esperienza del Servizio civile presso la Caritas è ritornata in diocesi dopo alcuni anni di pausa. Quattro i progetti già attivati dal mese di ottobre 2007 nei quali sono coinvolti 14 giovani.

“Un’esperienza che dà la scossa alla vita, gli dà un senso e la mette in azione per sé e per gli ultimi, che poi non sono solo categorie buone per le statistiche, ma volti reali, persone da incontrare e accogliere”: è il commento di chi il Servizio civile alla Caritas di Noto lo ha già fatto. “Pazienza se costa un po’ di fatica e di pensieri, ma quello che si ottiene vale molto di più”, assicurano i responsabili.

 

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Il giovane Sergio Ucciardo, sacerdote gesuita nella santa Chiesa

La Chiesa di Dio ha un nuovo sacerdote: il giovane gesuita Sergio Ucciardo originario di Pachino della Parrocchia del santissimo Crocifisso, ordinato sabato pomeriggio 21 giugno alle ore 18.30 nella chiesa Madre della città dal Vescovo Mariano Crociata.

“L’ordinazione di oggi consente a tutti noi di cogliere la ricchezza dei doni con cui Dio dota la sua Chiesa – ha detto Monsignor Crociata nell’omelia – in particolare nella forma di una vita religiosa presbiterale, che vede un giovane consacrarsi al Signore, e rispondere nella vita religiosa ad una chiamata specifica al ministero di pastore”.

“La grandezza e la responsabilità del dono del sacramento impegnano in modo profondamente personale la vita del presbitero”, ha poi ricordato il Vescovo che ha sottolineato come comunque “l’invito di Gesù a non avere paura” sia “un invito che vale per tutti” anche se “risulta particolarmente diretto agli inviati in missione”.
Custodire la fede e la parola ed essere disposti a perdere tutto tranne che il Signore, la sua parola, la sua vita: “qui sta la grande sfida della vita cristiana anche nel nostro tempo – ha continuato Monsignor Crociata – e, in essa, la sfida più grande per il ministero presbiterale, tentato sempre dal mestiere che cerca di addomesticare la vita, l’adesione del cuore, il coinvolgimento vissuto e compromettente. Sì, compromettente, perché per il Signore bisogna essere disposti a perdere la faccia agli occhi degli uomini, pur di non perderla di fronte a Dio”.


La Cattedrale un anno dopo la sua storica riapertura

Si respira già aria di festa a Noto. Un anno dopo la riapertura al culto dei fedeli della Cattedrale di san Nicolò, infatti, la diocesi e la città intera si stanno già mobilitando per celebrare lo storico evento del 18 giugno 2007. Una data che resterà memorabile per l’Italia e per il mondo intero. Momento centrale e culminante del programma di appuntamenti promosso dalla diocesi con il patrocinio del Comune di Noto e la collaborazione della Pro-Noto in occasione di questo anniversario, sarà la conferenza che si terrà il 18 giugno alle ore 19 proprio in Cattedrale e che vedrà come relatore principale Monsignor Carlo Chenis, Vescovo di Civitavecchia e membro della Commissione nazionale per la ricostruzione della Cattedrale, il quale interverrà su tema “La Cattedrale immagine della Chiesa: dalla ricostruzione delle pietre alla rievangelizzazine dei fedeli”.

La conferenza si aprirà con l’intervento del Vescovo di Noto, Monsignor Mariano Crociata. Seguiranno gli interventi del Sindaco della città Corrado Valvo, del Prefetto di Siracusa e Commissario per la ricostruzione Fiorella Scandurra e dell’architetto Mariella Muti in qualità di Soprintendente ai Beni culturali e artistici di Siracusa.
“La riapertura della Cattedrale di Noto, dopo il crollo e la ricostruzione, è stato un avvenimento importante e profondamente evocativo per la diocesi e per il territorio, ben oltre i confini assegnati alla sua figura geografica – commenta il Vescovo di Noto -. Ad un anno di distanza è doveroso ma, ancor più, profondamente sentito raccogliere la risonanza dell’evento, che permane attivo con la sollecitazione che suscita a ricostruire nuovi vissuti e nuove relazioni in un tessuto sociale ed ecclesiale bisognoso di recuperare ripresa e slancio.”
Alla conferenza si affiancheranno due manifestazioni che faranno da corollario al momento celebrativo. La prima è la Mostra delle Confraternite netine che sarà inaugurata domenica 15 giugno alle ore 21.00 presso la Chiesa dello Spirito Santo. La seconda, L’Estemporanea d’arte sul tema “La Cattedrale simbolo del barocco e dell’iconografia sacra del Val di Noto”. L’estemporanea coinvolgerà artisti delle diocesi di Noto e di Mazara del Vallo e si svolgerà nell’area del centro storico di Noto il 17 giugno (pomeriggio) e il 18 giugno (fino alle 17). Le opere realizzate verranno esposte e presentate in Cattedrale in occasione del Convegno di giorno18 giugno.


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Il 19 giugno, consacrazione di Dina Caldarella nell’Ordo virginum

Il Vescovo Mariano Crociata il 19 giugno 2008 nella parrocchia del Sacro Cuore di Avola (Sr) presiederà il rito di consacrazione di Dina Caldarella nell’Ordo virginum. 
“L’Ordo virginum è un segno conciliare che fa risaltare una caratteristica di fondo della nuova ecclesiologia e della riscoperta spiritualità cristiana, e cioè le potenzialità di santità che il popolo cristiano porta dentro di sé sotto l’azione dello Spirito santo e, insieme, la capacità e la possibilità di un cristianesimo ordinario, quotidiano, di popolo di portare frutti di Vangelo e di radicalità evangelica nell’intreccio più comune e corrente di vita dei nostri fedeli e di tutta la nostra gente” spiega il Vescovo.

Nella diocesi di Noto è stato istituito il 16 aprile 2007 in occasione della prima consacrazione della modicana Ketty Fede, il cui rito è stato presieduto da Monsignor Giuseppe Malandrino, oggi Vescovo emerito. “La mia vocazione è partita da una chiamata interiore profonda – dice Ketty –.  Il percorso che mi ha condotto a questa scelta è stato lungo e l’Ordo ha rappresentato la mia risposta di amore a Cristo Gesù”.
Ad oggi sono circa 3mila in tutto il mondo le appartenenti all’Ordo virginum. In Sicilia sono circa 50 e altri venti sono in formazione.  Esso non è una nuova forma di vita religiosa legata a istituti o congregazioni. Con l’ingresso nell’Ordo virginum la consacrata vive profondamente radicata nel contesto della propria comunità cristiana ordinaria (parrocchiale e diocesana) e nel contesto della realtà sociale e lavorativa da cui proviene; conduce un’esistenza “normale” in quella consuetudine di lavoro e di vita che ne fa una donna volta a condividere nella quotidianità i problemi e le situazioni di ogni persona comune; vive in comunione con il proprio Vescovo a cui solo spetta il compito di curarne la formazione e definirne l’ambito dell’impegno pastorale. Il servizio specifico è solo quello di essere vergine sposa nel mondo, segno visibile della Chiesa, la quale rappresenta la Sposa che attende la venuta di Gesù Sposo.


Alla Cattedrale il premio “Restauro dell’Architettura 2007-2008”

La Cattedrale di Noto è stata premiata con una “menzione assoluta nazionale, al di sopra di tutte le opere premiate, per la valenza anche simbolica dell’intervento architettonico” nell’ambito del convegno sul tema “Il recupero dei beni culturali tra conservazione e fruizione” in occasione del quale sono stati proclamati i vincitori nazionali del Concorso per il Restauro dell’Architettura 2007-2008 “Tradizione, devozione, ambizione” promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalle Sovrintendenze e Direzioni ai Beni Architettonici e Paesaggio Regionali di Calabria, Liguria, Sicilia, Veneto e dall’Unpli (Unione Pro Loco italiane). La circostanza di questa premiazione a quasi un anno dalla cerimonia di riapertura “ci richiama tutti – dice il Vescovo di Noto S. E. Mons. Mariano Crociata – a tenere viva la coscienza del valore insieme religioso, sociale e culturale del recupero di un bene così importante. Si conferma infatti il senso di corale responsabilità che ha portato alla sua realizzazione e che ora deve essere mantenuto perché, insieme alla costitutiva funzione religiosa e liturgica, la Cattedrale ricostruita riesca a convogliare iniziative e risorse per una sua più estesa fruizione e valorizzazione culturale e sociale”. La cerimonia si è tenuta questa mattina, sabato 24 maggio 2008, alle ore 10 nella Sala Tiepolo di Villa Pisani a Strà, in provincia di Venezia. Il premio, unico nel suo genere in Italia, è volto a segnalare e premiare i migliori interventi di recupero di edifici architettonici. “Il Concorso  – commenta il responsabile del Dipartimento cultura territorio e innovazione dell’Unpli e ideatore del progetto, architetto Fernando Tomasello – si propone di sostenere la valorizzazione e la conoscenza del nostro patrimonio storico-artistico e architettonico, favorendone la promozione e la fruizione attraverso lo sviluppo di attività turistiche e iniziative culturali; al tempo stesso intende sostenere l’integrazione tra l’attività della Sovrintendenza, dei soggetti istituzionali e delle Pro Loco nella salvaguardia del patrimonio”. Tutte finalità “perfettamente perseguite dall’intervento di restauro della Cattedrale di Noto – ha sottolineato nel suo saluto di ringraziamento il dott. Salvatore Maiore, presidente dell’Associazione turistica ‘Pro Noto’ a cui è andata la targa premio – in quanto, in un tempo relativamente breve vista la complessità dell’opera, ha restituito alla città di Noto e all’intera comunità diocesana un monumento di notevole rilevanza: artistica, in quanto la Cattedrale è una delle più tipiche espressioni del barocco del Val di Noto; storica, poiché essa è stata sempre al centro delle vicende storiche della città; e religiosa, in quanto rappresenta il centro della comunità diocesana”. Il lavoro di restauro e di ricostruzione ha impegnato 150 persone, tra maestranze, collaboratori e progettisti. “Mi associo al plauso per l’iniziativa e ai ringraziamenti per il riconoscimento del nostro lavoro – ha detto l’architetto Salvatore Tringali, progettista e direttore dei lavori nel suo saluto ai membri della giuria che ha assegnato il premio – e mi dispiace di non aver potuto presenziare per impegni precedentemente assunti in altra sede”. Come ha avuto modo di sottolineare l’ingegnere Roberto De Benedictis “quando il cantiere fu avviato, nell’ottobre del 1999, sentimmo di avere davanti a noi una montagna da scalare, con molte incognite legate ad un lavoro senza precedenti, e poche certezze”. Tra queste, proprio i disegni del progetto che oggi è stato premiato.

Pellegrinaggio alla Scala, incontro che comunica speranza

Non lasciarsi vincere dalla sfiducia e dallo scoraggiamento. Guardare alle difficoltà sul piano familiare, sociale, come pure su quello ecclesiale, non come a una sconfitta annunciata o già subita, ma come ad una sfida da affrontare e superare. Ascoltare e raccogliere le risorse umane e spirituali per individuare il percorso futuro e rispondere alla chiamata del Signore. Ecco ciò a cui la figura di Maria Ss. Scala del Paradiso richiama oggi la comunità diocesana. A sottolinearlo è stato il Vescovo Mariano Crociata nel corso dell’omelia tenuta davanti alle migliaia di fedeli che il 23 aprile hanno partecipato all’annuale pellegrinaggio al Santuario della Scala. Un giorno particolare di grazia per la diocesi netina in cui “la nostra Chiesa si riscopre non solo mariana – ha detto Mons. Crociata – ma anche pellegrina”, come Maria e con Maria, figura esemplare di pellegrina della fede, come ricorda Giovanni Paolo II nell’enciclica Redemptoris Mater. D’altra parte, “ogni essere umano può giungere alla coscienza che la sua vita è un cammino” ha detto il Vescovo. L’unica differenza è che per i credenti questo cammino si snoda in un orizzonte “straordinariamente vasto e coerente, poiché sappiamo di avere origine da un amore infinito di Padre, che non si stanca di attenderci e anzi di preparare il nostro arrivo”. Una certezza di fede che “tuttavia non allevia il peso, la fatica, l’imprevedibilità del cammino” ha ricordato Mons. Crociata pensando alle tante famiglie in affanno per le difficoltà economiche a motivo anche delle lacerazioni affettive e matrimoniali, al disagio sociale delle nuove generazioni, non solo nelle forme estreme e drammatiche che le cronache riportano ma anche nella forma più diffusa della disaffezione allo studio, al lavoro, all’impegno assiduo e operoso, in una condizione sociale segnata da relazioni interpersonali improntate a scarsa o nessuna considerazione per la dignità delle persone. “In questo clima sociale e spirituale il nostro pellegrinaggio – ha sottolineato – non vuole essere un momento di evasione e di rifugio religiosamente connotato. Esso è invece un incontro che ci comunica, attraverso Maria, la consolazione e la speranza che vengono da Dio in Gesù, al quale ella ci dice di guardare per ascoltarlo e fare ciò che egli ci dirà”. Maria, infatti “è scala non perché accorcia la distanza tra due luoghi – ha spiegato Mons. Crociata – ma perché mostra nella sua persona e nella sua preghiera una relazione con Dio già accolta e realizzata”. Il paradiso, infatti, non è un altrove. E’ “un modo altro di vivere e di essere già qui e ora. Il paradiso è lo Spirito – ha aggiunto il Vescovo -, il paradiso è Dio; dove c’è Dio, c’è già in germe il paradiso. Dio non abita un luogo; abita le persone e le relazioni”. La celebrazione si è conclusa con la recita della nuova preghiera dedicata alla Vergine, scritta da Mons. Crociata e consegnata ai fedeli in una immaginetta. Infine il Vescovo ha annunciato alla comunità diocesana la prossima ordinazione di tre nuovi diaconi che si terrà in Cattedrale il 5 luglio.


Il 23 maggio, pellegrinaggio diocesano al Santuario Madonna della Scala

Sono circa 4mila i fedeli attesi il 23 maggio prossimo al Santuario Madonna Scala del Paradiso in occasione del primo pellegrinaggio diocesano con il Vescovo S. E. Mons. Mariano Crociata. «L’arrivo dei pellegrini è previsto a partire dalle ore 17 – spiega don Giorgio Di Vita, Rettore e parroco del Santuario -. Poi, dopo le 18.30 circa, seguirà la preghiera del Rosario guidata dal Vescovo e la celebrazione eucaristica, in uno dei luoghi di pellegrinaggio mariano più frequentati della diocesi». Per ragioni logistiche legate alla presenza di lavori in corso, di tutto l’edificio i fedeli potranno visitare solo la chiesetta del Santuario. Come tradizione, la maggior parte dei pellegrini percorrerà a piedi solo l’ultimo tratto della cosiddetta Via Sacra, un percorso lungo circa un chilometro. Un cammino accessibile a tutti, dunque, simbolico, eppure un gesto significativo, non solo un pensiero, con il quale i cristiani da sempre ricordano a se stessi che tutta l’esistenza è un viaggio. E poiché ogni cammino, per non essere solo una fuga, presuppone una meta, in questo caso essa è la ricerca del cuore e del volto buono della Madre di Gesù, intermediaria tra l’uomo e Dio, Scala tra il cielo e la terra. La Madonna Maria Ss. Scala del Paradiso è Patrona principale della diocesi di Noto.

 

 

Giovani, una risorsa per la Chiesa e la società

La quinta edizione della Giornata diocesana della gioventù sarà festeggiata domenica 10 maggio 2009 a Pozzallo. Lo ha annunciato il Vescovo S. E. Mons. Crociata il 4 maggio scorso in occasione dell’incontro dei giovani che si è tenuto a Pachino. L’evento, partecipato da centinaia di giovani di tutta la diocesi ha visto la partecipazione di fra Vittorio Avveduto e di suor Daniela Cancilla. “I giovani sono una risorsa per la società – ha detto il Vescovo -. A loro sta di mettersi in gioco, a noi adulti di dare loro fiducia e spazi di espressione”. In particolare, rivolgendosi ai giovani Mons. Crociata li ha incoraggiati a credere negli ideali e a portare avanti sempre i propri sogni, andando avanti passo dopo passo, senza fermarsi mai davanti agli ostacoli, con lo sguardo rivolto alla meta e illuminato dalla fede in Cristo. Il motto della quarta edizione della Gdg è stato “www.passaParola.evai” in sintonia con il tema del secondo anno dell’Agorà dei giovani italiani che è proprio l’annuncio e la testimonianza. L’intenso programma della giornata ha previsto anche la partecipazione di un gruppo di giovani della diocesi di Caltanissetta con il musical su Giovanni Paolo II.


 


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Presentazione del nuovo sito diocesano


E’ stato presentato il 28 aprile scorso www.diocesinoto.it, il nuovo sito internet della diocesi di Noto.  «Una opportunità umana, sociale ed ecclesiale di singolare portata» lo ha definito, nella sua relazione, il Vescovo S. E. Mons. Mariano Crociata, innanzitutto perché «un sito internet integra in sé diverse dimensioni dei media più avanzati, abilita ad una comunicazione ricca e completa, offre un costante aggiornamento, consente una interazione continua tra emittente e utente, fa entrare in comunicazione con un mondo vivo di persone e di comunità». In particolare, per Mons. Crociata le indicazioni da raccogliere all’avvio del nuovo strumento sono tre: impegno della comunità diocesana, e non solo, a seguire con attenzione il sito; di quanti sono impegnati nei vari ambiti della vita diocesana a far sì che il sito contribuisca, secondo i requisiti tecnici che gli sono propri, a rendere integrata e organica la vita e l’attività della diocesi per una Chiesa sempre più viva e partecipata; responsabilità dal punto di vista dei contenuti perché tutte le informazioni e le comunicazioni riconducono al compito dell’evangelizzazione che rappresenta la cifra riassuntiva dell’identità e di tutte le attività ecclesiali.

 

«Il profilo architettonico della cattedrale che campeggia nell’home page del sito è come unificare mondi e linguaggi separati da secoli – ha detto nel suo saluto il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, don Domenico Pompili – eppure sorprendentemente capaci di dialogare. Mi pare che dentro questo mix di tradizione ed innovazione ci sia dentro il rapporto tra nuovi media e nuova evangelizzazione che oggi siamo chiamati ad interpretare con slancio ed entusiasmo».

 

Un rapporto complesso che su internet «delinea uno spazio più ampio di quello che si può definire con lo sguardo, più ampio del territorio in cui si nasce, della città in cui si vive e si lavora – ha sottolineato nel suo intervento Vincenzo Grienti, giornalista dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei -. Anche il tempo non viene scandito più come prima: siamo in presenza di una accelerazione continua che restringe tutto al presente, quasi che i fatti vengano osservati mentre avvengono, “in tempo reale”». In questo contesto, come comunicare in maniera efficace il Vangelo? «Occorre inquadrare tutto nella logica dell’incarnazione – ha detto Grienti -. Il cristianesimo si è sempre incarnato e inserito nelle culture del suo tempo. Anche oggi, dunque, nel tempo della Rete Internet non possono mancare le condizioni perché il servizio possa meglio svolgersi con la conoscenza e con l’uso corretto delle nuove tecnologie, che non introducono solo un metodo di lavoro, ma incidono sulla mentalità e sul costume delle persone. In poche parole incidono sulla cultura. Si comprende bene, allora, l’impegno della Chiesa italiana, dal Convegno ecclesiale di Palermo del ’95 in poi, sul fronte del progetto culturale orientato in senso cristiano».  

 

In particolare, Giovanni Silvestri, responsabile del Servizio Informatico della Cei ha sottolineato il carattere “sperimentale” del sito della diocesi, che è tra i dieci progetti pilota scelti in tutta Italia per il 2008. Questa esperienza è importante perché «è la prima volta che, usando strumenti realizzati dal Servizio Informatico della Cei, una diocesi si coinvolge in modo così ampio e profondo in un progetto web: a partire dal vescovo, dagli operatori di comunicazione, ma anche dei Beni Culturali e dei vari settori pastorali della diocesi. Intendiamo quindi ricevere indicazioni e suggerimenti basati sull’esperienza di un’intera diocesi, da riferire e promuovere in altre diocesi. Il grado di completezza conseguito, in poco più di due mesi ma con l’impegno di alcune persone molto determinate e motivate, infatti, è di grande livello e può essere in qualche modo esemplare».

 

 «In questi mesi di lavoro si è compreso che un sito internet come il nostro è impossibile da realizzare senza la sinergia di diversi soggetti che a vario titolo sono stati coinvolti nel gruppo di lavoro. Abbiamo sperimentato di persona come la comunione e la condivisione possa essere alla base anche di un progetto come il sito internet diocesano – ha detto don Rosario Sultana, responsabile web -. Un’esperienza che continueremo non solo perché lungo quest’anno il Servizio Informatico della Cei continuerà ad affiancarci nello sviluppo del sito, ma perché è nostra intenzione fondare proprio sulla comunione e la condivisione in sinergia con tutti la nostra metodologia di lavoro anche per il futuro».

 

Moderatore dell’incontro, che si è concluso con la “navigazione” guidata del sito curata da Leo Spadaro responsabile marketing Seed-Ids Informatica, è stato il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali di Noto, don Umberto Bonincontro.

«La presenza di un testo in cinque lingue sulla storia della diocesi è uno dei segni concreti della particolare apertura alla globalità della diocesi di Noto, che poi è insita nel concetto stesso della rete», ha sottolineato Leo Spadaro, il quale ha aggiunto come già dalla sua prima messa on line il sito si è caratterizzato anche per il suo voler essere «strumento per la costruzione di memoria storica e nello stesso tempo di costante aggiornamento».


Noto, 20 e 21 aprile 2008 – Dopo venti anni il gemellaggio riparte dal Concilio

Il gemellaggio tra la diocesi siciliana di Noto e quella congolese di Butembo-Beni che il 21 aprile 2008 nella cattedrale di san Nicolò ha festeggiato il suo ventesimo compleanno riparte da una riflessione profonda sulla missione cristiana, intesa come partecipazione all’evento pasquale di Cristo che ha un nome preciso: fede.


Un cammino che si annuncia con lo sguardo particolarmente rivolto al magistero conciliare sulla Chiesa missionaria e attento al rischio di una riduzione attivistica della cooperazione missionaria tra le Chiese. «La cooperazione missionaria, infatti, non è altro che la condivisione dell’esistenza credente e di tutto ciò che da essa scaturisce – ha detto il vescovo di Noto Mariano Crociata nell’omelia -. Abbiamo bisogno di aiutarci tutti a vicenda a credere in Gesù Cristo, a vivere di lui e per lui, ad esserne la presenza viva e operosa. Ogni forma di cooperazione e di scambio si nutre di questa comunicazione di fede e trova nella crescita della fede comune, professata e vissuta nell’amore fraterno, la sua verifica adeguata. Il nostro gemellaggio presenta una peculiarità che è data dalla distanza e dalla differenza di ordine geografico, culturale, economico e sociale. In questa peculiarità risaltano ancora di più le possibilità di intesa e di comunicazione che trovano il loro fulcro proprio nella fede cristiana che è all’origine del nostro incontro ed è il senso costitutivo del gemellaggio».


A concelebrare l’eucaristia c’erano i vescovi emeriti di Noto Giuseppe Malandrino e Salvatore Nicolosi, il vescovo di Butembo-Beni Sikuli Melchisedech e tutti i sacerdoti della diocesi netina. Presente anche una delegazione di fedeli della Chiesa africana.


Come ha sottolineato il sacerdote congolese Jean Bonane Bakindika, in occasione del convegno del 20 aprile organizzato dall’ufficio missionario diocesano diretto da don Salvatore Giordanella, «questi anni di gemellaggio sono stati segnati dallo scambio di tanti doni. Ma proprio sul senso del dono bisognerà riflettere in futuro perché davvero il gemellaggio possa maturare nella direzione dello scambio che si fonda sulla comunione».


Alla fine della celebrazione eucaristica è stato annunciato che tre nuove parrocchie della diocesi di Butembo-Beni inizieranno un gemellaggio con altrettante della diocesi di Noto, precisamente con la parrocchia Madonna del Rosario di Pozzallo, Santa Caterina da Siena di Donnalucata e con le tre unità pastorali di Pachino. Inoltre, in continuità con quanto indicato già negli otto punti programmatici, monsignor Crociata ha comunicato la disponibilità già dal prossimo anno scolastico ad accogliere nel seminario di Noto uno o due seminaristi della diocesi di Butembo-Beni e ha raccolto con gratitudine la disponibilità di monsignor Melchisedech ad accogliere un presbitero di Noto per una esperienza pastorale nella diocesi gemella. Infine, nel segno di un rinnovato e condiviso slancio di evangelizzazione, il vescovo ha annunciato il lancio di una campagna di diffusione della Bibbia, che potrebbe avere come slogan “Una Bibbia per ogni famiglia”. L’idea è quella di offrire al maggior numero di famiglie della diocesi di Butembo-Beni la possibilità di disporre di una copia della Bibbia in lingua swahili. «Si tratta di un segno – ha concluso monsignor Crociata – per esprimere la centralità della Bibbia per la nostra fede e la solidarietà nel condividere questo tesoro di parola ispirata con i fratelli gemelli di Butembo-Beni».