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“Chiesa in Rete 2.0” Noto al Convegno CEI Roma

“Chiesa in Rete 2.0” è il titolo del convegno nazionale promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei che si terrà a Roma il 19 e 20 gennaio 2009.


“Si colloca in una fase di accresciuta consapevolezza di partecipazione ad un fenomeno ampio che offre nuove e diffuse possibilità di supportare l’azione pastorale e culturale delle diocesi – spiegano gli organizzatori -. Il Convegno vuole contribuire a collocare più saldamente le iniziative diocesane in questo contesto generale, evidenziando anche il contributo della Cei in termini di piattaforme comuni, strumenti, servizi e competenze”.

 

Si aprirà con il saluto e l’introduzione di S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei e Amministratore Apostolico della nostra Diocesi, di Don Domenico Pompili, Direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e del Dott. Giovanni Silvestri, Responsabile del Servizio informatico della Cei.

 

Nel pomeriggio del 19 durante la IIª Sessione dei lavori don Rosario Sultana in qualità di Responsabile del sito della Diocesi di Noto inteverrà per raccontare l’esperienza della chiesa di Noto a quasi un anno dalla pubblicazione del sito diocesinoto.it. 

 


Interverranno ancora tra gli altri il Prof. Adriano Fabris, Docente di filosofia morale all’Università di Pisa, il Prof. Giuseppe Mazza, Docente di Teologia fondamentale e comunicazioni sociali della Pontificia Università Gregoriana, il Prof. Stefano Martelli, Docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Bologna, il Prof. Daniel Arasa, docente di struttura dell’informazione e comunicazione digitale della Pontificia università della Santa Croce.

 

Domenica 18 Gennaio 2009 il quotidiano “Avvenire” cita il nostro sito diocesano a modo di esempio in una pagina del Giornale dedicata interamente al tema della Chiesa nell’era di Internet. Scarica la pagina >>

 

Informazioni nel sito internet: www.chiesacattolica.it/chieseinrete

 


 


Crociata scrive a Sikuli: invito alla responsabilità

Mons Crociata trasmette a tutta la Diocesi la lettera che mons. Melchisedech Sikuli, vescovo della nostra diocesi gemella di Butembo-Beni, gli ha indirizzato qualche giorno prima di Natale.

 

– Scrive Mons Crociata: “Essa ci testimonia la fede e il fervore spirituale con cui la nostra Chiesa sorella sta affrontando questo periodo difficile, trovando nella festa di Natale motivo per ravvivare un impegno e una dedizione ancora più intensi in tempi di grande difficoltà. Il vescovo Melchisedek ci invita alla preghiera, condivide con noi un giudizio che è di tutta la Chiesa congolese sulle cause del conflitto che insanguina la regione, tutte riconducibili ai forti interesse economici che mobilitano nazioni vicine e lontane in una lotta per l’accaparramento delle risorse di cui è ricco il Nord Kivu; e poi riesprime il suo apprezzamento per il valore del gemellaggio e tutto quanto esso significa per i nostri fratelli gemelli.

 

Noi sentiamo e abbracciamo con rinnovata generosità la responsabilità di continuare ad accompagnare con la preghiera, e insieme ad essa con la solidarietà, questo tempo di prova per il popolo della diocesi gemella. A tal fine un gruppo di cinque persone, formato da due presbiteri e tre laici, nel corso del prossimo mese di gennaio porterà l’espressione della nostra fede e della nostra solidarietà alla Chiesa gemella.

 

Il giorno di Natale ho anche avuto la possibilità di parlare al telefono con mons. Sikuli, che mi ha confermato la situazione di tensione ma anche la relativa calma in cui è stato possibile trascorrere questi giorni di festa.

 

– Mons Crociata conclude la sua lettera esortando – Lasciamoci edificare da quanto egli ci scrive e continuiamo ad accompagnare la diocesi gemella con la nostra preghiera e l’augurio, che vogliamo far giungere a tutti i suoi fedeli e abitanti, che il nuovo anno susciti in tutti, in particolare chi ha responsabilità politiche e sociali, intendimenti e propositi di pace.

 

Colgo l’occasione per augurare anche a voi che il nuovo anno sia ricco della benedizione di Dio e dal desiderio donato dall’alto di volere essere sempre di più, come singoli e come comunità, discepoli di Gesù Signore”.

 

In allegato trovate la lettera del vescovo Melchisedek che ci invita alla preghiera.


12 Novembre 2008 Kinshasa – Lettera del Vescovo Mons. SIKULI PALUKU Melchisédech

Ai cristiani della diocesi e a tutti gli uomini di buona volontà.


Partendo dalla diocesi, qualche giorno fa, per le sedute del Comitato permanente della Conferenza Episcopale Nazionale alle quali dovevo partecipare, la situazione a Sud della diocesi era già preoccupante ed inquietante, viste le avanzate sempre minacciose dei nemici della pace.

Dunque, è con costernazione e compassione che io stesso con i Vescovi membri del Comitato permanente della CENCO abbiamo appreso il crimine dei saccheggi, stupri, estorsioni degradanti di cui i nostri propri compatrioti investiti della missione di assicurare la sicurezza dei beni e delle persone si sono resi ancora una volta colpevoli a Kanyabayonga, Kaina, Kirumba e dintorni.

I nostri fratelli e sorelle che vivono in quelle agglomerazioni, già sommersi in queste ultime settimane dai profughi venuti da Rutshuru-kiwania, Kikuku, Nyalaze, Maweso, sono ancora una volta precipitati nel calvario di una insicurezza permanente e costretti allo spostamento massiccio con ciò che questo comporta come conseguenze morali ed umanitarie:la povertà, la fame, le intemperie, la disperazione ed inevitabilmente la morte fisica e spirituale delle persone più vulnerabili.

Come Pastore e vostro Vescovo, questa situazione mi addolora ancor più e siate sicuri che io sono con voi con tutto il cuore e patisco con voi in queste difficoltà e situazioni angosciose. Che altro posso fare se non di ricordarvi l’arma vittoriosa della fede che vi dà la certezza contenuta in queste parole di San Paolo Apostolo: “Sì, ne ho la certezza: né la morte né la vita, né gli angeli né le dominazioni, né il presente né l’avvenire, né le potestà, né i principati, né le altezze né le  profondità, né qualunque altra cosa creata, niente potrà separarci dall’amore di Dio manifestato in Gesù-Cristo, nostro Signore” (Rm. 8, 37-39).

Le sofferenze imposte alla nostra Provincia, ed in modo particolare alla nostra Diocesi oggi, devono essere momenti privilegiati per noi di rafforza la nostra Fede, la nostra Speranza ed il nostro Amore manifestando gesti di solidarietà verso coloro che soffrono più di noi e pregando per tutti i nemici che trovano il loro compiacimento nel male. Non imitateli!
È vero, parecchi di noi hanno perso per l’ennesima volta i loro beni, altri non hanno più casa, altri ancora hanno perso esseri cari con la morte, la tortura, la malattia o altri mali che coabitano con una situazione di guerra inutile che mira a compromettere tutte le speranze suscitate dalle elezioni libere, trasparenti e democratiche del 2006 ed a paralizzare il funzionamento delle istituzioni legittime uscite da quelle elezioni.

Vi esorto dunque “ad accogliere gli uni gli altri come il Cristo via ha accolti, per la gloria di Dio” (Rm. 15,7) e ricordate bene queste parole del Cristo: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, prigioniero e siete venuto a trovarmi” (Mt. 25 35-37).
Che le Parrocchie, le Comunità religiose, i Settori, le Comunità di base, con le loro istituzioni caritative di base,  prendano le loro disposizioni necessarie organizzando un apostolato di prossimità verso i nostri fratelli e sorelle “profughi” (Wakimbizi). E che i Preti, i Consacrati e tutti i Fedeli vi si coinvolgano con atti concreti di solidarietà e di preghiera per la pace.

Non dimenticate che il Santo Padre e tutti i Vescovi del Congo sono fortemente preoccupati  a causa della situazione che prevale ad Est del Paese, come risalta chiaramente dal messaggio dato prima della recita dell’Angelus di domenica scorsa dal Papa Benedetto XVI e dalla dichiarazione dei Vescovi del Comitato permanente della CENCO che sarà pubblicato domani. Siate certi della preghiera comunitaria dei nostri fratelli e sorelle delle Chiese amiche d’Africa e d’Europa.

Termino assicurando ancora una volta tutta la mia sollecitudine pastorale a voi tutti, pregando con voi per la pace ed implorando su di voi la benedizione divina. Che la Vergine Maria, Consolatrice degli Afflitti e Regina della Pace ci sostenga ed interceda in nostro favore.

 

Fatto a Kinshasa, il 12/11/2008


Il vostro Vescovo, Mons. SIKULI PALUKU Melchisédech

 

                                                             (Traduzione dal francese di Angelo Fortuna)


LETTERA PER L’AVVENTO DI MONS. CROCIATA ALLA DIOCESI

Apprezzamento per l’impegno con cui si è iniziato il nuovo anno pastorale in diocesi e per la fedeltà che ciascuno continua a mantenere “alla propria responsabilità affinché la vita della Chiesa e di tutti i fedeli in essa non sia in alcun modo trascurata o, peggio, danneggiata”. Sono i sentimenti espressi nella lettera alla diocesi di monsignor Mariano Crociata dopo la solennità di Gesù Cristo Re dell’universo e nell’imminente celebrazione della prima domenica di Avvento. “Ciò risulta ancor più meritevole in un periodo di transizione in cui non è più possibile contare su una presenza e una guida ordinaria del pastore – scrive monsignor Crociata – e si attende che venga nominato il nuovo vescovo. Proprio la transizione deve indurre tutti ad una vigilanza, se possibile, maggiore di quella dei tempi ordinari”.

“Il tempo di Avvento che ci accingiamo a vivere – aggiunge il vescovo – risulta particolarmente consono allo spirito di questa fase della vita della nostra diocesi, con il suo richiamo all’attesa, alla vigilanza, alla preparazione operosa della venuta del Signore. Si attua così in maniera significativa quanto abbiamo potuto imparare e ci siamo proposti di vivere nel recente convegno diocesano sull’anno liturgico come scuola di discepolato”.

Un pensiero particolare, infine, monsignor Crociata esprime per i fratelli gemelli della diocesi di Butembo-Beni. “Non voglio concludere questa lettera senza richiamare la dolorosa notizia che la guerra è tornata a minacciare la nostra diocesi gemella di Butembo-Beni, per ora solo lambita dalla violenza – scrive Crociata – ma certo già coinvolta nelle sue conseguenze. Ho ricevuto dal vescovo Melchisedek una lettera che egli ha inviato alla sua diocesi e il comunicato della Conferenza episcopale congolese di alcuni giorni fa, con il quale i vescovi del Congo hanno voluto far sentire la loro voce ai loro fedeli, a tutta la nazione e al mondo intero. So che molti di noi seguono con apprensione lo svolgersi degli eventi in questo momento drammatico della vita dei nostri fratelli gemelli. Colgo questa occasione per risvegliare, se necessario, la vostra attenzione perché, mentre vogliamo portare avanti la campagna per la Bibbia in lingua swahili a favore delle famiglie della diocesi gemella, ci premuriamo di far sentire la nostra voce e la nostra solidarietà ai fratelli congolesi e, non meno, di tenerli sempre al cuore della nostra preghiera personale e comunitaria”.

 


L’Anno liturgico, scuola di discepolato

Si terrà sabato 15 novembre prossimo a Rosolini alle ore 16.30 presso l’oratorio san Domenico Savio il convegno diocesano sull’Anno Liturgico come scuola di discepolato. L’iniziativa promossa dall’ufficio liturgico e dall’ufficio catechistico in collaborazione con il servizio di pastorale giovanile e con l’ufficio di pastorale familiare, si inserisce nel solco diocesano di riscoperta del discepolato, a partire dagli orientamenti pastorali 2008-2009. Il tema sarà affrontato dai professori Pietro Sorci (OFM) e Giuseppe Ruta (SDB). “Il convegno si propone di rispondere alla domanda: Che cos’è l’anno liturgico e in che modo può aiutare i fedeli a conformare la loro vita a Cristo? – spiega don Bruno Carbone, responsabile diocesano per la Liturgia -. La risposta la troviamo nella Costituzione Liturgica Sacrosanctum Concilium: ‘La santa madre Chiesa considera suo dovere celebrare l’opera salvifica del suo sposo divino mediante una sacra memoria, in giorni determinati nel corso dell’anno’. Ma che cos’è questo nostro celebrare il ricordo di Cristo nell’anno liturgico: una rievocazione drammatica che aiuta la nostra fede? Un cammino spirituale per seguire sempre più completamente il Cristo? Una programmazione pastorale della Chiesa, una specie di quadro di riferimento di tutta la vita cristiana? L’anno liturgico è certamente tutto questo, ma è molto di più. C’è un aspetto più profondo che è oggetto della nostra fede e che siamo chiamati a sperimentare nella partecipazione alle varie celebrazioni. L’anno liturgico è presenza operante di Cristo nella nostra storia, ma è anche indissociabilmente azione ed espressione della Chiesa”, conclude don Carbone.

DOPO GLI ORIENTAMENTI ARRIVA IL SUSSIDIO

Dopo la consegna degli Orientamenti pastorali ad ogni singola comunità parrocchiale è ora in distribuzione un secondo opuscolo contenente un doppio sussidio per la “lectio divina”: uno è steso da don Mario Martorina sulla lettera ai Galati, l’altro, invece, da don Angelo Cannata sulla lettera ai Filippesi. La “lectio divina” su queste due lettere paoline, o su una di esse, in ogni comunità parrocchiale o ecclesiale, infatti, fa parte delle attività programmatiche degli Orientamenti stessi. In particolare, durante gli incontri per la presentazione del sussidio che si sono tenuti a livello vicariale, tutti presieduti dal vescovo poco prima della sua partenza, si è mirato a spronare ogni singola comunità parrocchiale e/o vicariale a far propri tali orientamenti diocesani, perché «il discepolato dietro Cristo Gesù, vissuto in modo vitale alla maniera dei santi – ha sottolineato monsignor Crociata – diventi realtà fortemente percepita come essenziale in ciascun cammino pastorale». Per il vescovo «non conta il numero delle attività pastorali che ogni singola parrocchia o vicariato intende attuare; contano principalmente gli aiuti reciproci e gli stimoli fraterni vicendevoli verso una conversione più decisa, personale e comunitaria, nel discepolato dietro Gesù, sulle orme pasquali (morte al peccato e risurrezione alla vita nuova nell’amore evangelico) dell’apostolo Paolo, della Vergine Maria (primo ed eccelso modello della Chiesa discepola di Cristo, cfr. Sacrosanctum Concilium n. 103) e di tutti i santi (cfr ibidem nn. 104 e 111)».

 


 

 


Anniversario: il 6 ottobre 2008, un anno di episcopato

Lunedì 6 ottobre ricorre il primo anniversario dell’ordinazione del nostro vescovo Mariano Crociata avvenuta nella chiesa Cattedrale di Noto. Nella stessa data, il vescovo, sempre in Cattedrale, conferirà il ministero dell’accolitato a cinque candidati in cammino verso il diaconato permanente: Aprile Antonino, parrocchia san Massimiliano Kolbe, Modica; Distefano Rino, parrocchia san Giuseppe, Ispica; Distefano Salvatore, parrocchia Madonna delle Grazie, Ispica: Quartarone Lorenzo, parrocchia san Francesco, Pachino; Semoli Vincenzo, parrocchia santa Venera, Avola. La celebrazione (prevista alle ore 18) sarà anche occasione per la comunità diocesana di salutare monsignor Crociata prima del suo trasferimento a Roma, dopo la nomina a Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Come ha detto nell’intervista concessa a La Vita diocesana e pubblicata nel numero che uscirà domenica 5 ottobre, «il messaggio che rivolgo alla comunità diocesana è molto semplice: un invito alla partecipazione e alla corresponsabilità ecclesiale; a continuare a vivere la Chiesa e impegnarsi in essa secondo lo stile che abbiamo già cominciato insieme a sperimentare: partecipazione e corresponsabilità, secondo l’ordine organico che vige nella Chiesa, cioè nella comunione e nella distinzione dei ministeri per il bene di tutti e di ciascuno». Il cammino di questa Chiesa netina «è in certo senso tutto dinanzi a noi, ma la certezza di aver intrapreso la direzione giusta rincuora, allarga il cuore alla speranza e ricarica di rinnovata energia spirituale un impegno ecclesiale che vedo consolidarsi nelle nostre comunità e attorno a noi», ha aggiunto il vescovo nella stessa intervista.

 

Mons. Crociata nuovo Segretario Generale della Cei

Il Santo Padre ha nominato Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, per il prossimo quinquennio, S.E. Mons. Mariano Crociata.

 

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana accoglie con gioia e riconoscenza la nomina da parte del Santo Padre di S.E. Mons. Mariano Crociata a Segretario Generale. Il profilo intellettuale e spirituale del Presule, avvalorato dall’esperienza pastorale maturata nel governo della diocesi di Noto e prima ancora come Vicario generale della diocesi di Mazara del Vallo, costituisce la migliore garanzia per l’importante incarico a lui affidato per il servizio alle Chiese che sono in Italia. S.E. Mons. Crociata potrà contare sulla stima cordiale della Presidenza e di tutti i componenti del Consiglio Episcopale Permanente e potrà avvalersi del sostegno operativo degli Uffici e dei Servizi della Segreteria Generale, affidata alla sua diretta responsabilità.

La riconoscenza nei suoi confronti si fa particolarmente intensa nella consapevolezza della testimonianza di obbedienza manifestata con la disponibilità a lasciare la cura della propria diocesi, che ha avuto in lui un pastore tanto amato e apprezzato. In questa occasione, il Presidente, S.Em. Card. Angelo Bagnasco, anche a nome dei Vice Presidenti e dell’intero Episcopato italiano, rinnova la gratitudine a S.E. Mons. Giuseppe Betori, Segretario uscente, che si appresta a dare inizio all’impegnativo ministero episcopale nella Chiesa di Firenze. Egli resterà in carica fino al 20 ottobre, giorno in cui S.E. Mons. Crociata assumerà il nuovo ufficio.

 

In allegato il testo della comunicazione della nomina di S.E. Mons. Crociata alla diocesi


La Vita Diocesana volta pagina


La Vita Diocesana di Noto si rinnova e si ripropone alla comunità con una nuova veste grafica: otto pagine tutte a colori e una impaginazione più fresca e leggibile. Diffuso in circa 2mila copie in tutte le parrocchie e tramite abbonamento, il quindicinale punta ad essere vicino alle persone di entrambe le province su cui ricadono i vicariati della Diocesi: Ragusa e Siracusa. Grandi fotografie, articoli brevi, ma anche approfondimenti e inchieste, focus sul territorio e attenzione alla vita ecclesiale nazionale e locale. Stampato su carta riciclata presso la Tipografia Santocono di Rosolini come segno di attenzione alle problematiche dell’ambiente, il periodico diocesano si presenta più giovane nella titolatura, nelle immagini, nella composizione degli articoli che avviene attraverso l’utilizzo dei più moderni strumenti e programmi di grafica e impaginazione. Dal numero del 7 settembre 2008, La Vita Diocesana sarà pubblicata la prima e terza domenica di ogni mese e la prima pagina sarà disponibile on line gratuitamente ogni sabato precedente.
 
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Corso Fisc dal 18 al 22 settembre in Sicilia


Dal 18 al 22 settembre si terrà a Siracusa e ad Acireale il XVII Master nazionale di aggiornamento e qualificazione per giovani giornalisti, direttori e redattori dei settimanali cattolici d’Italia. Per partecipare contattare il sign. Rosario Risino presso la redazione de La Vita diocesana, oppure il sign. Gianni Failla ai numeri 329.5352577 e 0931.441060. Il corso si concluderà con un tour nella zona etnea e uno in quella iblea. Tra i relatori, don Giorgio Zucchelli, presidente nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici).


Per saperne di più sul programma dettagliato scarica l’allegato.