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Due relazioni del nostro Vescovo Antonio Staglianò

Nella mattinata di lunedì 14 febbraio il Vescovo ha tenuto una relazione presso la Pontificia Università Lateranense a Roma dal titolo: “Il realismo della fede nelle Encicliche di Benedetto XVI”; nella trattazione analitica delle tre encicliche Deus caritas est, Spe salvi e Caritas in veritate Mons. Staglianò ha elaborato il pensiero del  realismo della fede del Sommo Pontefice. Il passaggio da un dato epistemologico a uno antropologico e infine ad uno teologico declina sinteticamente la relazione. Dal tratto specificatamente sociale sono stati sviscerati temi come la giustizia, il bene comune e lo sviluppo integrale dell’uomo. Da Paolo VI a Giovanni Paolo II il passo verso la riflessione sociale si allunga fino a Benedetto XVI il quale pone in luce le sfide alle quali il cristiano di oggi è chiamato ad affrontare: l’uomo è una creatura che riesce a modificare le immense risorse del cosmo ma è capace di gestirle e orientarle al bene? È uno degli interrogativi che sottende la riflessione del Vescovo; Dio in tutto ciò come “c’entra”? Allora la speranza si tinge di umanità e più propriamente di cristianità, l’attesa della vita eterna può essere uno sprone continuo a operare per il bene e non per il profitto. Il concetto di amore come evento e non come dottrina, mutuato nella Deus caritas est, corona la riflessione sottolineando il valore reale e concreto della Eucarestia e del linguaggio dell’amore.
Nello stesso giorno il Vescovo si è recato a Molfetta perché impegnato in una trattazione sulla Lumen Gentium dal titolo: “Chiesa sacramentum di Cristo; purificare lo sguardo per essere luce del mondo, lumen gentium”. Nella conferenza il Vescovo tratta alcuni temi contenuti nella Costituzione Dogmatica sulla Chiesa quali il ruolo della Chiesa nel mondo in continuo dialogo con esso, lo sforzo di «proporre agli uomini del nostro tempo integra e pura la verità di Dio», il concetto di Chiesa e di popolo di Dio, alcune sfumature della teologia di Ratzinger ed infine una carrellata di immagini sull’idea di popolo. 

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Consacrato il nuovo altare della Cattedrale, e benedetto l’ambone

Nel corso di una solenne celebrazione, domenica 13 febbraio 2011,  il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, ha consacrato il nuovo altare della Cattedrale e benedetto l’ambone e la croce realizzati in bronzo argentato e diaspro siciliano dallo scultore Giuseppe Ducrot, celebre per aver realizzato alcune opere per Montecitorio.  Attorno al Vescovo era riunito il clero della città, il Capitolo della Cattedrale, il Seminario e un gran numero di fedeli. Molto gradita la presenza del Vescovo Emerito, Mons. Giuseppe Malandrino, che gran parte ha avuto nella ricostruzione della Cattedrale.  Sono stati anche presentati gli affreschi della cupola realizzati dal pittore russo Oleg Supereco e le vetrate artistiche realizzate dall’artista Francesco Mori. All’evento hanno partecipato numerose autorità politiche, civili e militari tra cui il Prefetto di Siracusa Carmela Floreno Vacirca, Commissario delegato per la ricostruzione della Cattedrale, il ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo, il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli, il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo,  il critico d’arte e sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, il senatore Roberto Centaro, la deputazione regionale della provincia di Siracusa, il Sindaco di Noto Corrado Valvo e atri sindaci della Diocesi. La Cerimonia, seguita da un folto numero di giornalisti, fotografi e operatori televisivi delle più importanti emittenti nazionali, regionali e locali, si è svolta in maniera composta, attenta e partecipativa. Particolarmente suggestivo è stato il momento della consacrazione dell’altare, considerato dalla Chiesa non come un semplice arredo, ma il segno permanente del Cristo sacerdote e vittima. Molto incisiva l’omelia del Vescovo che nel rinnovare  l’invito ad apprezzare la bellezza che è nell’uomo, ha sottolineato, al momento del Padre nostro, il significato e la valenza del perdono cristiano. I saluti ufficiali delle autorità e la brillante illustrazione delle opere, arricchita da particolari interessanti, del Prof. Sgarbi, hanno completato una cerimonia che ha segnato un importante momento per la Chiesa e per la comunità civile di Noto. Con i ringraziamenti del Vescovo al Prefetto e a tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione dell’evento, si è conclusa una giornata che ha segnato una ulteriore, tappa nella ricostruzione della Cattedrale, restituita al culto nel 2007 e che vedrà un ulteriore momento di celebrazione allorquando saranno completate le altre opere artistiche previste per gli altari delle navate laterali e il tetto della navata centrale. 

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Sulla via di Gerico

L’orizzonte culturale di questo progetto, presentato dalla Diocesi di Noto a valere su fondi regionali, è dato dall’enciclica di Benedetto XVI “Charitas in Veritate” che ha ricordato come in ogni intervento sociale devono restare sempre centrali la dignità delle persone e il bene comune. “La carità che diventa anzitutto servizio, prossimità, vicinanza a tutti i bisogni”, ha spiegato  il nostro Vescovo, monsignor Staglianò, è una forma concreta, un “evento corporeo” dell’amore di Dio: per questo è fondamentale “preservare il dono  di una testimonianza credibile nella carità, virtù teologale che tutto coinvolge: corpo, intelletto, cuore”. Il progetto “Sulla via di Gerico”, richiamando evangelicamente la figura del Samaritano che sa farsi prossimo, vuole migliorare nella Diocesi di Noto la rete di servizi di prima assistenza alla persone in difficoltà: i centri di ascolto e/o di aiuto, la mensa, il dormitorio.
Il progetto, promosso dalla Diocesi quale opera reale e tangibile di lotta alle povertà, avrà funzioni di promozione, coinvolgimento, accompagnamento e consulenza nei confronti delle forme di povertà specifiche (disoccupati, immigrati, persone senza dimora, famiglie multiproblematiche, malati mentali, persone sole, ex detenuti, ecc.). Partendo dall’ascolto e dalla risposta ai bisogni primari il progetto vuole essere “un tempo” di contatto e di avvio di relazioni significative – spesso totalmente assenti nelle vite delle persone ai margini – per l’elaborazione successiva di specifici progetti di reinserimento sociale. Sarà inoltre “un luogo” che aiuterà la comunità cristiana a osservare, conoscere e farsi prossimi ai poveri; nel contempo sarà stimolo agli Enti Pubblici perché attivino sempre più servizi in risposta ai bisogni dell’emarginazione e del disagio.
Appare chiaro, quindi, come sulla “via di Gerico” ogni uomo in difficoltà potrà essere aiutato, accompagnato, reinserito nel cammino della vita. Con quella partecipazione concreta ed intensa narrata da Gesù nella parabola del Samaritano, che aiutò l’uomo incappato nei briganti mentre scendeva da Gerusalemme a Gerico con una serie di azioni scaturite da “viscere di misericordia”. Al tempo stesso ognuno si sentirà interpellato a condividere i propri beni come Zaccheo quando Gesù, entrando a Gerico, lo chiamò a seguirlo; ed anche i poveri, come il cieco di Gerico e tanti altri sofferenti incontrati da Gesù, toccati da gesti di condivisione, avranno un capacità nuova di rimettersi in piedi e in cammino. 

Il progetto sarà illustrato martedì 15 febbraio alle ore 16 a Noto, nell’aula del seminario, dal direttore Caritas Maurilio Assenza, dal vicedirettore Peppe Vassalli e dal coordinatore dell’Osservatorio Povertà, Salvo Garofalo.

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Spunti di riflessione sulla Verbum Domini di Benedetto XVI

L’esortazione apostolica post-sinodale di Benedetto XVI Verbum Domini, promulgata il 30 settembre 2010, si pone – insieme ad altri documenti come la Dei Verbum e la lettera di Giovanni Paolo II in occasione del 40o anniversario di questo documento conciliare – come intervento determinante per ribadire l’importanza fondamentale della Parola di Dio nella vita della Chiesa. In quanto tale, si presenta come un appello a ritornare a un cristianesimo maggiormente fondato sulla Parola di Dio e, pertanto, più essenziale, più libero da tutte quelle sovrastrutture che ne offuscano il messaggio e lo specifico. In un’epoca in cui siamo portati ad inseguire gli sviluppi della scienza e della tecnologia come vie esclusive verso “paradisi” temporali, la Chiesa ha ragione d’interrogarsi su come essere ancora sale, lievito e luce del mondo. Tuttavia, è chiaro a tutti che né la scienza né la tecnica né l’economia possono dare un senso alla vita e alla storia. Esse sono al servizio dello sviluppo, della dignità e dell’integrità di ogni uomo e, in quanto tali, vanno apprezzate e usate salvaguardandone il valore strumentale. Quando però diventano autoreferenziali, cioè svincolate da ogni principio etico e da ogni fondamento antropologico, rischiano di diventare esse stesse “religioni dogmatiche”, con la pretesa di dettare leggi autonome e col rischio di smarrire il loro proprium. Il messaggio di questo documento, che si inserisce coerentemente nel lungo solco della tradizione, è un ulteriore invito  a ritornare al fondamento della Parola di Dio per riscoprire la genuinità della fede, che cresce come risposta al Dio che si manifesta come Padre. Oltre ad essere alla base della comunione ecclesiale e del dialogo con la storia, essa è per tutti i credenti riferimento fondamentale dell’esperienza quotidiana nella misura in cui se ne recepisce la dimensione dialogica (Dio incontro all’uomo) e il messaggio liberante. Oggi si richiede, forse con sempre maggiore responsabilità, una presenza testimoniante dei cristiani, da non intendere solo in senso morale, ma come espressione dell’adesione vitale alla proposta evangelica, che orienta la vita e le azioni verso la “misura” di Cristo. Una presentazione comunitaria del documento sarà fatta giovedì 17 febbraio – alle 19.00, a Noto in Cattedrale – da don Rosario Gisana, biblista e patrologo.

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Lezioni del Vescovo Staglianò su “La vita nuova in Cristo” allo Studio Teologico San Paolo di Catania

Ieri, mercoledì  9 febbraio,  il Vescovo ha iniziato un corso allo Studio Teologico di Catania, dal titolo “La vita nuova in Cristo”. Il corso ha come scopo quello di inquadrare la relazione filiale e divina di Gesù nel contesto della generazione eterna di Dio e nell’esercizio della libertà dell’uomo; lo Spirito crea, abilita gli uomini alla fede nel Risorto rendendoli capaci di chiamare Dio col nome di “Abbà”. Nell’ambito dell’educazione teologica il nostro Vescovo è un insegnante navigato: oltre ad aver insegnato per quasi trent’anni teologia, non ha voluto rinunciare, da Pastore della nostra Diocesi, a formare le nuove generazioni al pensare teologale. Le proposte teologiche hanno sempre un duplice indirizzo: uno culturale-intellettuale, che aiutano, chi si accosta al sapere, ad avere un ragionare critico e ponderato e uno pastorale-formativo che introduce alla vita concreta che traduce lo studio in azione. Il percorso didattico è indirizzato ad alunni della Licenza, i quali hanno già assimilato i concetti base della dogmatica, ed ora vogliono approfondire alcune tematiche di natura pneumatologia, antropologica, escatologica ed ecclesiologica. Come sostrato del corso si potrà individuare in maniera costante il riferimento al personalismo cristiano di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Al Vescovo va tutta la nostra ammirazione per i molteplici campi nei quali è impegnato e gli auguriamo un fruttuoso e ricco ministero.

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Economia e solidarietà

Alla presenza del Vescovo della Diocesi, Mons. Antonio Staglianò, si è svolta a Rosolini, martedì 8 febbraio 2011, la conferenza-dibattito sul tema “Economia e solidarietà”, relatore il Prof. Luigino Bruni dell’Università di Milano Bicocca. L’incontro, terzo appuntamento della Scuola diocesana di Formazione all’impegno sociale e politico “G. La Pira”, ha visto una notevole partecipazione di pubblico  al  Salone  S. Caterina di Rosolini. Il concetto di “gratuità” sul quale il relatore ha fondato gran parte della sua relazione, ha suscitato l’interesse e la curiosità dei partecipanti. Specialmente in un momento storico in cui il mercato pretende di regolare tutti i rapporti, compresi quelli interpersonali. Al punto che tutto ciò che non rientra nel mercato, primo tra tutto la gratuità, perde di valore. Luigino Bruni, richiamando alla memoria degli uditori anche le esaltanti vicende del cattolicesimo sociale in Italia e in Sicilia (le cooperative fondate da Don Sturzo, ad esempio), ha dimostrato che è possibile un mercato alternativo fondato su nuovi rapporti fra gli uomini. La gratuità, appunto, è il sale che da sapore all’esistenza, è quell’elemento eccedente che il mercato esclude come superfluo ma rimane l’unico ingrediente della fraternità; nella gratuità  matura la convinzione di non usare gli altri, prende corpo l’idea che i veri beni per cui vale la pena vivere sono i rapporti umani e non le merci; la gratuità ha un prezzo infinito. L’intervento conclusivo del Vescovo, che ha fatto seguito ai numerosi e qualificati interventi dell’uditorio, nel ribadire la validità di questi incontri, ne ha sottolineato gli aspetti pastorali. Nel merito, ha ribadito che bisogna cambiare il nostro cristianesimo se vogliamo cambiare la nostra economia. “Occorre incoraggiare un cristianesimo più sociale – ha concluso Mons. Staglianò – perché più mistico”.

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Caritas diocesana, attivo il sito web

Anche la nostra Caritas ha da qualche giorno un suo sito (www.caritasdiocesanadinoto.it), oltre che una presenza in quello tanto prezioso e vivace della nostra diocesi. Al centro del sito specifico della Caritas ci saranno le notizie che, mentre aggiornano, fanno da antenna tra bisogni e risposte. Più in basso le circolari e, cliccando sui banner, i collegamenti con il sito della diocesi, della Caritas Italiana, della Fondazione San Corrado, con il file contenente le decisioni de Sinodo, con le indicazioni relative al microcredito. Sul lato sinistro si trovano i materiali di approfondimento divisi per ambiti: dalle Caritas parrocchiali ai Centri di ascolto, dai gemellaggi agli immigrati, dall’Osservatorio delle povertà alla pace… Con la possibilità di consultare l’archivio 1958-2010 costituito dagli articoli di “La vita diocesana” sui temi attinenti la carità. Sul lato destro vi sono quattro rubriche da arricchire con proposte e inviti: “L’ala di riserva”, sull’accompagnamento delle persone; “Gratis et amor Dei” per segnalare destinazioni di donazioni; “A testa alta” sulla legalità e la giustizia; “La lampara” sui rapporti di gemellaggio. Quindi ci sono spazi per il video, il libro e l’esperienza in primo piano. Soprattutto in alto, in modo fortemente simbolico, i link relativi alla liturgia del giorno e al vescovo.

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Incontro tra il Vescovo Mons. Antonio Staglianò e l’Associazione culturale “Scieri e Muciare” di Pachino

Mercoledì 2 febbraio 2011, è avvenuto l’incontro tra il Vescovo Mons. Antonio Staglianò e l’Associazione culturale “Scieri e Muciare”, rappresentata dal presidente Salvatore Maino e da Rosario Figura, membro del direttivo. L’incontro è avvenuto dopo, che proprio Maino, nei giorni scorsi, aveva inviato una missiva al Vescovo, pregandolo di volersi fare partecipe spirituale dell’Associazione, che nel solco dei valori della fede cristiana e del bene comune, è impegnata nel recupero delle criticità ambientali del territorio di Pachino, con l’obbiettivo di ridisegnare un percorso naturalistico e paesaggistico, nella prospettiva di un reale progresso sociale, civile ed economico, di questo estremo lembo di Sicilia.Sua Eccellenza, accogliendo molto favorevolmente le finalità dell’Associazione, ha ribadito che “la difesa dell’ambiente non è un fatto estetico ma morale, perchè è prima di tutto l’uomo, a dover essere tutelato nella sua dignità, in quanto è dal rispetto dell’ ecologia umana, che deriva il rispetto di quella ambientale” perchè, come ci ha ricordato, Papa Benedetto XVI “la natura esprime un disegno di amore che ci precede e che viene da Dio”e ricordando che se “l’uomo denigra la natura, sottrae una dimensione essenziale alla propria identità”.  L’incontro è stato anche l’occasione, per delineare un percorso comune tra la Diocesi e l’Associazione “Scieri e Muciare”, nell’ottica di un progetto di educazione ambientale e di recupero dei valori ideali condivisi, invitandoci ad aderire, al Vicariato diocesano di Pachino e confermando la necessità che “la politica, soprattutto, deve riconquistare credibilità e potrà farlo solo se sarà una politica pulita, trasparente e capace di riscoprire l’anima delle nostre città, accogliendo ogni contributo volto al bene comune, senza arroccamenti difensivi, ma anzi coltivando gratitudine per chi collabora, nell’interesse del territorio”.Nel congedarsi dall’incontro, Salvatore Maino ha espresso l’interesse dell’Associazione, per il “Protocollo d’intesa per le politiche sociali” firmato tra il Vescovo e i Sindaci del territorio della Diocesi e in tal senso, promettendo di aderire a nome dell’Associazione che rappresenta al progetto per la costruzione, di un Centro Cardiologico a Butembo (Repubblica Democratica del Congo), che si inserisce nel contesto del gemellaggio tra la Diocesi di Noto e la Diocesi di Butembo Beni, dove il Centro Cardiologico farà parte del complesso sanitario comprendente Oftalmologia, Ginecologia, Pediatria, Centro Nutrizionale, Pronto Soccorso, realizzato durante il ventennio di gemellaggio già trascorso.

 

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Notizie dalla Diocesi gemella di Butembo-Beni

Alcune notizie ci giungono dalla  diocesi gemella di Butembo-Beni grazie a don Salvatore Cerruto.

Un militare delle FARDC (Forces Armées de la République Democratique du Congo) è stato  barbaramente lapidato dalla gente del villaggio di Kirumba, nel territorio della parrocchia di Kasando, a circa 20 km dal luogo in cui nel novembre scorso era stato assassinato padre Christian Bakulene. È sfociata così nel dramma la tensione della popolazione per le angherie subite continuamente dai militari delle FARDC.
Venerdì 28 gennaio, il soldato si era appostato lungo la strada fermando i passanti e rapinandoli, così come si verifica ormai da tempo nella zona. Ma stavolta le cose sono andate diversamente. Dopo che le prime vittime della rapina hanno dato l’allarme nel villaggio, alcuni giovani si sono recati sul posto e hanno colto di sorpresa il militare, strappandogli il fucile di mano. A questo punto si è scatenato il furore della popolazione che, legato il malcapitato ad un albero, lo ha massacrato con le pietre.

La popolazione civile subisce le violenze dei militari governativi delle FARDC da una parte, e dei ribelli Mayi-Mayi dall’altra parte. È stato motivo di gioia per molti, perciò, il ferimento del colonnello Ali dei Mayi-Mayi durante uno scontro a fuoco interno con un’altra fazione Mayi-Mayi capeggiata dal maggiore Mahamba Alyaki. Il colonnello Ali, negli ultimi tempi, era diventato il terrore della popolazione dei villaggi di Muramba e Voholu, nel territorio delle parrocchie di Mubana e Lubero (quest’ultima gemellata con la parrocchia S. Giorgio di Modica).

Un altro momento di grave tensione si è verificato a Butembo il 20 gennaio. Nella sede di un partito politico dell’opposizione, nei pressi della parrocchia di Kitatumba, la polizia ha sequestrato con la forza e ha dato alle fiamme le liste che raccoglievano 28.000 firme di protesta contro la revisione della carta costituzionale apportata in parlamento dalla maggioranza. È questo solo un episodio dei fatti gravi che si stanno registrando in Congo in vista delle elezioni del prossimo mese di novembre. Infatti, il presidente della Repubblica in carica, Joseph Kabila, nel timore di non essere rieletto, sta operando manovre sulla costituzione che potrebbero mettere a rischio la giovane democrazia del paese e fare sprofondare il Congo in una nuova guerra civile.

Questo rischio è stato denunciato dal vescovo di Butembo-Beni, mons. Sikuli Melchisedech, nell’omelia della messa del 1 gennaio celebrata in Cattedrale. Il Vescovo ha detto che il nuovo anno è tutto dedicato alla preparazione delle elezioni di novembre e che i credenti devono diventare “costruttori di pace”, vivendo secondo le virtù cristiane e superando lo spirito di divisione. Mons. Sikuli ha espressamente invitato a pregare per scongiurare il pericolo della guerra civile e ha sollecitato i fedeli a ponderare bene la scelta da fare nel momento del voto. Egli ha ricordato che l’albero si riconosce dai frutti, lasciando così intendere che i candidati devono essere votati non in base ai loro discorsi elettorali ma in base al loro operato a beneficio della popolazione.

Il Belgio è molto interessato alle elezioni in Congo, sua ex colonia. Ed è per questo che il 19 gennaio a Kinshasa, alcuni diplomatici belgi hanno annunciato ufficialmente al primo ministro congolese che il Belgio sosterrà le elezioni in Congo con un contributo di 12 milioni di euro, per assicurare libertà e trasparenza durante il loro svolgimento. A fianco del Belgio, naturalmente, si trova la Francia che ha grossi interessi economici in Congo.

Ritornando ai militari delle FARDC, è da segnalare che gli abitanti della parrocchia di Manguredjipa (gemellata con la parrocchia SS. Crocifisso di Rosolini) hanno denunciato di essere costretti ai “lavori forzati” da tali militari. Infatti, le FARDC hanno imbastito una rete di commercio per rifornire di merci varie i cercatori d’oro che si trovano nella foresta e costringono la gente con la forza a trasportare a spalla le mercanzie nei punti più impervi, compiendo lunghi giorni di cammino in mezzo alla giungla.

Se i villaggi del sud conoscono purtroppo le contine vessazioni dei militari governativi delle FARDC e dei ribelli Mayi-Mayi, non stanno certamente meglio le popolazioni del nord della Diocesi. Qui, soprattutto nelle parrocchie di Nbau e Oicha, da qualche tempo seminano il terrore i soldati ugandesi del NALU (National Army of Liberation of Uganda: ugandesi che però combattono la loro battaglia di “liberazione” in Congo!). In modo particolare, i soldati si sono dati al rapimento delle persone che lavorano nei campi, trovando nel riscatto una sporca fonte di guadagno. Il risultato è che la gente ha paura di lasciare i villaggi per andare nei campi, e ciò ha fatto abbassare la produzione agricola con conseguente rischio di crisi alimentare per l’intera popolazione.

La chiesa di Butembo-Beni, a fronte di tutti questi sconvolgimenti, continua fiduciosa il suo cammino di fede. Il 20 gennaio, nella parrocchia di Kitatumba sono stato ordinati 10 sacerdoti, di cui 5 diocesani e 5 assunzionisti. Nell’occasione è stato celebrato anche il 50° di sacerdozio di mons. Bernard Sokoni: un evento eccezionale se si considerà che, a motivo della bassa età media in Congo, pochissimi sacerdoti arrivano a 50 anni di ministero.
Il 2 gennaio, Mons. Sikuli ha celebrato una messa per i bambini che gremivano la Cattedrale fino all’inverosimile. Il Vescovo nell’omelia ha esortato i bambini a mettersi in adorazione e alla sequela del Bambino Gesù. Le offerte raccolte nelle messe della giornata sono state destinate a Roma per sostenere l’opera dell’Infanzia Missionaria.
Il 18 gennaio, a Butembo, si è riunito il Consiglio Pastorale Diocesano. Tra i punti all’ordine del giorno non poteva mancare, ovviamente, il problema scottante della preparazione della popolazione alle prossime elezioni politiche, alla soluzione del quale è legata la pace del Paese.

Il 24 gennaio, infine, l’Ufficio Diocesano per lo Sviluppo – in collaborazione con l’organizzazione non governativa “Solidarité Paysane pour la Reconstruction et le Développement Durable” – ha avviato a Lubero un progetto di reinserimento per ex-soldati che saranno impegnati in attività agricole e artigianali.  Inoltre, nei villaggi di Kaina e Kirumba, all’interno del territorio delle parrocchie di Luofu e Kasando, sono iniziati i lavori per un condotto di acqua potabile, sempre a cura dell’ Ufficio Diocesano per lo Sviluppo e del CICR (Comité International de la Croix Rouge). Ciò costituisce motivo di conforto immediato soprattutto per le donne che, costrette ad andare nelle sorgenti fuori villaggio per attingere acqua, vanno spesso incontro al rischio di subire le violenze dei soldati.

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MESSAGGIO PER LA VITA 2011

“Educare alla pienezza della vita” è il titolo del Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 33a Giornata Nazionale per la vita che sarà celebrata il 6 febbraio 2011. “L’educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione” si legge nel Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente.
“Auspichiamo e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della vita – prosegue il Messaggio -, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto”.

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