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20 e 21 aprile, celebrazioni per i venti anni del gemellaggio tra la diocesi di Noto e quella di Butembo-Beni


Il 21 aprile 2008 il gemellaggio tra la diocesi di Noto e quella di Butembo-Beni compie venti anni. La ricorrenza sarà celebrata con una due giorni per riflettere sulla cooperazione missionaria e sui frutti di questi venti anni di gemellaggio.


Come sottolinea il Vescovo di Noto, S. E. Mons. Mariano Crociata, «il nostro gemellaggio deve crescere e maturare incrementando la cooperazione e la missionarietà tra le due Chiese, perché le ricchezze e le povertà non stanno tutte da una parte o dall’altra. Tutto quello che finora è stato costruito va verificato e accresciuto perché non si perda di vista il carattere unitario diocesano del rapporto di Chiese. Ci sono ricchezze spirituali e pastorali nelle nostre diocesi gemellate di cui entrambe le comunità possono fare tesoro».


 


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Il 28 aprile, presentazione ufficiale del sito internet diocesano

Si terrà lunedì 28 aprile alle ore 11 presso l’aula magna del Seminario vescovile di Noto la presentazione del nuovo sito internet della diocesi scelto dal Servizio informatico della Conferenza Episcopale Italiana tra i dieci “progetti pilota” per l’anno 2008.


Presiederà il Vescovo di Noto monsignor Mariano Crociata che interverrà sul tema “Mass media al bivio tra protagonismo e servizio. Il messaggio di Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2008”. «La coincidenza dell’evento con questa Giornata ci dà una ulteriore spinta – dice don Rosario Sultana, responsabile web del sito diocesano -. Come si legge nel messaggio di Benedetto XVI per questa 42° Giornata delle comunicazioni sociali “il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio”. A questa lezione del Santo Padre ci ispiriamo per affrontare i nuovi impegni e le sfide che vengono alla nostra diocesi dallo stare on line. Parlare un linguaggio adeguato al tipo di strumento per annunciare con efficacia la “buona notizia”, ma anche capace di toccare il cuore dei navigatori della rete sono i nostri primi due obiettivi».


Alla presentazione interverranno anche il responsabile del Servizio informatico della Cei Giovanni Silvestri, sul tema “Le nuove tecnologie e le diocesi italiane. La Cei al servizio delle Chiese locali”; il giornalista dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei Vincenzo Grienti, sul tema “La Chiesa italiana e i nuovi mezzi di comunicazione sociale”; il responsabile marketing Seed-Ids Informatica Leo Spadaro, che presenterà il sito; e don Rosario Sultana sul tema “La Chiesa di Noto on line. Impegni, sfide e prospettive”. L’incontro è aperto a tutti.


S. CROCE

La Chiesa della Santa Croce è ubicata fuori l’esagono, in piazza F. Crispi, ex chiesa conventuale dei Frati Minori Cappuccini. La chiesa ha un’unica navata con tre cappelle laterali a sinistra. Di notevole interesse il ciborio e l’altare ligneo del XVII sec., proveniente dall’antico sito, opera di fra Giuseppe da Ragusa. Nell’abside è collocato un polittico composto da una tela centrale raffigurante l’Esaltazione della Santa Croce, opera attribuita al pittore fiammingo Franz van de Casteele, fine sec. XVI. A destra una tela con S. Lucia e sotto una tela piccola con S. Corrado Confalonieri. A sinistra una tela grande raffigurante S. Veneranda e sotto una più piccola con S. Francesco, di pittori ignoti del XVIII sec. Nella prima cappella si trova l’effige di S. Francesco firmata e datata Pittore Netino, 1706.

S. VENERA

Nella piazza Teatro è ubicata la Chiesa di Santa Venera, patrona della città, di stile settecentesco con tre navate a croce latina. Interessante l’opera iconografica collocata nell’abside raffigurante il Martirio di Santa Venera (sec. XVIII) attribuita a Costantino Carasi e relativa cornice. A sinistra trovasi la cappella dedicata alla Santa con affreschi floreali del XVIII secolo e un altare neoclassico che custodisce la statua lignea della Santa Patrona, rivestita di argento e oro, opera dei catanesi Raffaele Abbate ed Emanuele Puglisi Caudullo (sec. XIX). Due le opere iconografiche importanti di autori ignoti e provenienti dall’antico sito: la tela raffigurante i Santi Crispino e Crispiniano con l’Immacolata, (sec. XVII) e la tela raffigurante S. Marta (del sec. XVII), già appartenente alla chiesa di Santa Marta extra moenia. Di interesse artistico anche la statua lignea di San Giuseppe con Gesù, opera di artisti catanesi realizzata nel 1714.

Nella piazza Teatro è ubicata la Chiesa di Santa Venera, patrona della città, di stile settecentesco con tre navate a croce latina. Interessante l’opera iconografica collocata nell’abside raffigurante il Martirio di Santa Venera (sec. XVIII) attribuita a Costantino Carasi e relativa cornice. A sinistra trovasi la cappella dedicata alla Santa con affreschi floreali del XVIII secolo e un altare neoclassico che custodisce la statua lignea della Santa Patrona, rivestita di argento e oro, opera dei catanesi Raffaele Abbate ed Emanuele Puglisi Caudullo (sec. XIX). Due le opere iconografiche importanti di autori ignoti e provenienti dall’antico sito: la tela raffigurante i Santi Crispino e Crispiniano con l’Immacolata, (sec. XVII) e la tela raffigurante S. Marta (del sec. XVII), già appartenente alla chiesa di Santa Marta extra moenia. Di interesse artistico anche la statua lignea di San Giuseppe con Gesù, opera di artisti catanesi realizzata nel 1714.

S. MARIA DI GESÙ

La Chiesa di S. Maria di Gesù è attigua all’ex convento dei PP. Minori Osservanti. La chiesa, della prima del sec. XVIII, ha un’unica navata con l’altare nell’abside stile barocco. Le opere di maggior interesse sono: la tela raffigurante l’Immacolata con i Santi Francesco e Rosalia, proveniente dalla chiesa della S. Croce, la tela di S. Maria degli Angeli (prima metà sec XVII) e la tela della Gloria di S. Liborio V (sec. XVII). Nel 1993 si sono aggiunte altre 4 opere pittoriche dell’Artista Mogani, due collocate nel presbiterio, la Resurrezione e la Pentecoste, e due nel coro, la Visitazione e S. Rita. Interessanti sono anche l’altare e il fonte battesimale.

SS. ANNUNZIATA

La Chiesa della SS. Annunziata, dichiarata monumento nazionale, è nota anche come “Badia” ed era la chiesa del monastero delle Benedettine  fondato nel 1532 ad Avola Antica e poi, dopo il terremoto del 1693, ricostruito nel nuovo sito a partire dal 1697 fino al 1702; essendo insufficiente per il numero delle monache, si decise di fabbricare una nuova chiesa e un nuovo monastero che furono realizzati da Michelangelo Alessi tra il 1712 e il 1715 e successivamente una terza chiesa, l’attuale, tra il 1753 e il 1769. La facciata ad andamento concavo-convesso, con elementi classici in stile barocco,presenta due ordini realizzati rispettivamente nella seconda metà degli anni cinquanta del sec. XVIII e alla fine dei successivi anni sessanta, mentre il terzo ordine è caratterizzato da una balaustra e tre fornici per l’alloggiamento delle campane. Gli ultimi due ordini della facciata e gli interni sono attribuibili a Michelangelo Alessi. L’interno è ad unica navata decorato con stucchi realizzati alla fine degli anni settanta del sec. XVIII e con affreschi di notevole interesse; alle pareti le virtù cardinali e al soffitto i San Benedetto, S. Veneranda e S. Gregorio Magno. Una grande tela dell’Annunciazione è posta nell’abside, di autore ignoto, sec. XVIII; ai lati sugli altari marmorei due tele, attribuite a C. Carasi del sec. XVIII, raffiguranti: la Gloria di San Benedetto, la Gloria di Santa Scolastica con l’estasi di Santa Teresa d’Avila. Da notare, inoltre una tela della Sacra Famiglia con i Santi Gioacchino e Anna (sec. XVIII) di pittore ignoto siciliano e la statua lignea della Madonna del Rosario (sec. XVIII).

SAN GIOVANNI BATTISTA

In piazza Trieste, è ubicata la Chiesa di San Giovanni Battista del XVIII secolo (1730 circa), ha subito vari rifacimenti ne sec. XIX. All’interno si possono ammirare gli stucchi neoclassici e le decorazioni pittoriche di Gregorio Scalia (seconda metà sec. XIX): quattro pannelli della volta della navata centrale con episodi della vita di S. Giovanni e cinque tele ad olio negli altari delle navate laterali. Di particolare interesse sono le cinque tele raffiguranti la storia di San Corrado Confalonieri, opere facenti parte della collezione privata della famiglia Giuliano di Avola Antica, documentate da un atto datato novembre 1678 nonché le altre due di San Luigi Gonzaga e dei Santi Pietro e Paolo (sec. XVIII). L’altare maggiore è sovrastato dal dipinto del Battesimo di Gesù, olio su tela (sec. XVIII). Da segnalare anche il reliquario di San Corrado, opera in argento a sbalzo e cesello con parti in bronzo dorato, del secolo XVII, e l’aureola con il bastone in argento della statua lignea del santo.Sulla cantoria è collocato l’organo a canne di Sebastiano Calcerano Platania del 1866.

S. ANTONIO ABATE

Tra le varie chiese ricostruite nel nuovo sito, dopo che il terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse Avola Antica, figura la chiesa dedicata a S. Antonio Abate, nella piazza Regina Elena. Agli inizi del 1700 fu portata a termine l’attuale chiesa. Essa si presenta ad una navata. La facciata e l’esterno sono di stile tardo-barocco.Ricchi e delicati stucchi, pitture e affreschi con cinque altari marmorei adornano l’interno. Gli affreschi raffiguranti S. Francesco d’Assisi, S. Luigi Gonzaga e i quattro Dottori della Chiesa: S. Gregorio Magno, S. Ambrogio, S. Agostino e S. Girolamo adornano le pareti della navata. Sulla volta, al centro, si osservano la Madonna con Santi e i simboli della Fede e della Carità.Nella navata fa risalto ancora la cappella ricca di marmi in cui è custodito un artistico Cristo alla colonna in legno, gesso, garza, stoppa, cera, alto cm. 160, di autore ignoto, proveniente da Avola Antica e risalente al 1612.Nell’abside, al centro troneggia un grandioso quadro di S. Antonio Abate, attribuito a Cristadoro. Ai lati quattro affreschi raffiguranti gli Evangelisti. Gli affreschi della navata e dell’abside sono attribuiti al Sozzi.Un pregevolissimo altare di marmo (agata e onice) domina il piano dell’abside, chiusa da una finissima balaustra di marmo.Da segnalare, inoltre, 4 statue lignee di S. Francesco d’Assisi, di S. Antonio di Padova, di S. Antonio Abate, dell’Immacolata.

S. NICOLÒ – CHIESA MADRE

Sorge sulla piazza più grande della città, intitolata a Umberto I. È il tempio più importante della città ricostruita ed è dedicato a S. Nicolò; caratterizzato dalla facciata a torre che si apre alla piazza con un ampio sagrato delimitato da statue di fattura barocca, fu edificato nel settecento col gusto architettonico proprio di quel periodo che premiava l’aspetto scenografico e monumentale. La facciata ha un prospetto a torre e nel portale maggiore, la porta è realizzata in rame brunito, con pannelli a sbalzo raffiguranti i Sacramenti, ed è opera di Francesco Patanè. L’interno è di tipo basilicale, ovvero a pianta rettangolare diviso per mezzo di colonnati in tre navate. In particolare, nella navata sinistra si segnalano la cappella dell’Arcangelo Michele, con statua lignea di pregevole fattura del sec. XVIII; la cappella con la tela della Madonna del Rosario e Santi attribuita a S. Conca; la cappella con la tela dello Sposalizio della Vergine attribuita a O. Sozzi. Nel transetto di sinistra, una statua in cartapesta e legno dell’Assunta del sec. XVIII. Nella navata destra, le opere di maggior interesse sono le tre statue lignee della Sacra Famiglia del sec. XVIII e nel transetto destro la statua della Madonna del Lume con relativo altare. A destra dell’abside è ubicata la cappella del Santissimo Sacramento con affreschi rococò di notevole interesse. Nel coro trovasi un organo di Donato Del Piano. Nell’abside è collocato un crocifisso ligneo, attribuibile alla scuola di Frate Umile da Petralia Soprana, proveniente dal Convento dei PP. Minori Osservanti. Nella chiesa si custodisce il simulacro di S. Sebastiano il cui culto ad Avola è particolarmente radicato.

S. MARIA DELLA CONSOLAZIONE

Esistente già nel sec. XVI, presenta tre navate con tre altari ciascuna. La facciata è a due ordini; nel primo si evidenzia il portale centrale, mentre molto più piccole sono le porte laterali sormontate da nicchie e da finestre cieche quadrate; altre due nicchie sono poste ai lati del finestrone nel secondo ordine sormontate da timpani triangolari. Interessanti sono il portale laterale in stile manieristico e il campanile isolato dalla fabbrica con la cuspide in maioliche policrome.Tra le sculture si ammirano il Cristo alla colonna e il gruppo statuario del Cristo caricato della croce (‘u timpuni), un Ecce Homo in legno dipinto (sec. XVIII); particolare attenzione merita il presbiterio ove si trovano il coro ligneo scolpito, l’organo a canne, uno splendido altare ligneo dorato sormontato dalla tela di grandi dimensioni raffigurante il Cristo risorto che incontra Maria (sec. XVIII) inserita in una cornice lignea dorata. Di particolare interesse sono gli arredi sacri, la pavimentazione del presbiterio e il ciclo di stucchi del Ruiz (sec. XIX).