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Orientamenti Pastorali 2008-09

La Chiesa netina è pronta a dare nuovo slancio al suo cammino pastorale. “Discepoli di Gesù sulle orme di Paolo” è il titolo dei nuovi orientamenti pastorali che saranno presentati presto dal vescovo Mariano Crociata. Il documento, diviso in quattro parti, contiene innanzitutto una presentazione dei motivi teologico-biblici che stanno a fondamento del discepolato cristiano e che costituiranno il punto di riferimento per l’intero biennio 2008-2010. La presentazione ai sacerdoti avverrà a Noto, nei locali del seminario, il 19 settembre alle ore 9,00. Il 26 dello stesso mese, invece, sempre a Noto nella chiesa Cattedrale alle ore 18,00, gli orientamenti saranno presentati ai laici e all’intera comunità diocesana. Una prima anticipazione dei contenuti sarà pubblicata sul numero de “La Vita Diocesana” del 7 settembre. Il primo annuncio ufficiale sull’uscita degli orientamenti per l’anno pastorale 2008-2009 era stato dato dal vescovo in occasione della festa di Maria Ss. Scala del Paradiso il 3 agosto scorso. «I Vangeli ci attestano inconfutabilmente che coloro che hanno incontrato Gesù e hanno cominciato ad ascoltarlo – aveva detto il vescovo – la cosa che hanno fatto è stata cominciare ad andargli dietro, a seguirlo. Allora possiamo dire che la conseguenza, il primo passo che scaturisce dall’ascolto di Gesù, la prima cosa da fare è: diventare suoi discepoli. L’anno dell’ascolto sbocca allora naturalmente e spontaneamente nel discepolato. Il fare a cui Maria ci invita consiste nel diventare discepoli di Gesù, cioè gente che non solo cerca di capire, accogliere e anche affidarsi alla sua parola, ma che si affida a lui, scommette su di lui, impegna la propria vita per lui andandogli dietro».

 

Gmg 2008, Sydney chiama Noto

Tra i testimoni del Vangelo che hanno accompagnato la preparazione dei giovani alla Gmg di Sydney e che in queste ore stanno scandendo i momenti della veglia con il Papa, anche Maria Goretti, la santa di Corinaldo, la ragazza uccisa a 12 anni nel 1902 a Ferriere di Conca per aver voluto difendere la sua purezza, di cui gli organizzatori della Gmg sottolineano le parole di perdono pronunciate per il suo aggressore. Sul perdono della piccola Maria e sul pentimento e sulla conversione del giovane che la uccise, Alessandro Serenelli, avvenuta nella cella n.45 del carcere di Noto dal 2006 trasformata in cappella, verte  l’intervista al Vescovo Mariano Crociata a cura della redazione di Radio GMG, la sezione radiofonica del sito ufficiale della Giornata mondiale della gioventù di Sydney. Potete ascoltare lo speciale su Santa Maria Goretti e l’intervista a mons. Crociata realizzata in diretta telefonica con l’Australia.


 


 

Discorso del Papa – Veglia con i con i giovani. Sabato 19 Luglio    word

Omelia del Papa. Celebrazione Eucaristica Domenica 20 Luglio    word

 

SPECIALE

Reportage dall’Australia/1

 

da Sydney Vincenzo Grienti

 

Le strade di Sydney si colorano di bandiere, di giovani, di pellegrini che hanno fatto un lungo viaggio per incontrare il Papa. E’ un continente giovane, quello australiano, multiculturale, ricco di contraddizioni, ma dal 15 luglio 2008, cioè dall’inizio della Giornata mondiale della gioventù è terra di risveglio cristiano. “La Gmg sarà l’occasione per risvegliare la fede in questo continente” dice padre Mauro Conte, scalabriniano che da undici anni vive a Brisbane dove c’è una folta comunità di italiani. Il religioso infatti sottolinea come spesso nelle parrocchie non c’è una effettiva aggregazione e sacerdoti, catechisti e animatori hanno non poche difficoltà. “Niente è per caso, neanche la Gmg” dice Fabio, ventenne di Verona. “Qui a Sydney si respira un’aria di festa, ma ciò non toglie la partecipazione ad un evento di Chiesa e di fede”. Momenti intensi di spiritualità che si alternano ad attimi che rimangono impressi nelle menti e nei cuori di questi giovani che credono in Dio, ai valori, nel Papa. Più di 500mila lo hanno accolto a Barangaroo, il molo dove il battello con Benedetto XVI è attraccato. Partecipatissima anche la Via Crucis di venerdì 18 luglio, preludio alla veglia che ha visto migliaia di giovani all’ippodromo di Ranwick. Qui i ragazzi del Papa hanno pregato insieme con lui, lo hanno ascoltato e hanno seguito i suoi insegnamenti.  “La vita non è governata dalla sorte, non è casuale. La vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da lui e ad essa è stato dato uno scopo!” ha detto Benedetto XVI nel discorso alla Festa di accoglienza dei giovani sul molo di Barangaroo. “La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze, per quanto utili molti di tali eventi possano essere. È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia – ha aggiunto il Papa -. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità”. Ma la Gmg è anche una grande manifestazione di gioia, di vicinanza dei giovani verso un pontefice che, come dice Giovanni, 30 anni di Lecce “parla con parole semplici a tutti gli uomini della Terra”. Di momenti di incontro e di dialogo tra i giovani nostri connazionali e gli italo-australiani non ne sono mancati.  “È stata un’esperienza straordinaria avere il Papa in mezzo a noi: eravamo tutti sulla barca con le nostre bandiere, contenti per i momenti che stavamo vivendo” racconta Ryan Stichweh, giunto in Australia dalla West Virginia (Usa) per incontrare Benedetto XVI, e che oggi pomeriggio ha avuto la fortuna di compiere, assieme a poco più di 200 giovani, la traversata da Rose Bay a Barangaroo sulla nave che accompagnava il Santo Padre. “Molto emozionate” anche Tran Huuong Quyen, partite dal Vietnam per partecipare alla Gmg di Sydney. Mentre Eddy Dorairajah e Valerie Chen, malesi, si sono addirittura potute avvicinare al Papa: “Siamo riusciti a salire sul ponte della nave e l’abbiamo visto da vicino. Lo abbiamo salutato, sventolando la nostra bandiera. Lui ha ricambiato il saluto… è stato straordinario”. “Sono felice, un vero privilegio”, rimarca Yvette Necheine; “anche se non ho potuto parlare direttamente con lui, perché la sicurezza era veramente enorme, l’ho visto e mi ha colpito la sua semplicità”. Sulla nave anche Sebastian LaCroix, canadese, e Wasan Sadik, australiana di origine irachena: “Abbiamo letto degli inni, cantato e l’aria era piena di gioia. Abbiamo anche danzato e tutti insieme sventolavamo bandiere e foulard per salutare i giovani che attendevano il Papa”. Alcuni giovani hanno pure pranzato con lui il 18 luglio e sono rimasti colpiti dalla normalità del Papa “dal suo essere alla mano”. A raccontarlo è Fidel Mateos Rodriguez, uno dodici ragazzi che ha pranzato con il Papa a Sydney, con un pasto a base di zuppa di patate dolci, pollo con piselli e torta al limone. “Il Pontefice, quando mi ha visto, mi ha sorriso e ha detto: «Spagna, Spagna»; io gli ho risposto che il mio Paese lo attende a braccia aperte quando vorrà venire”. Il giovane ha portato in dono al Papa un rosario, un libro sul progetto della pastorale giovanile in Spagna e un’immagine di San Giacomo apostolo, la cui tomba è al Santuario di Santiago di Compostela, “perché – aggiunge – il cammino di Santiago è il simbolo dell’Europa cristiana”. Ma la Gmg è stata anche un momento di dialogo interreligioso ed ecumenico. “Che possa continuare ad illuminare l’umanità nell’amore dell’uomo, dei fratelli e delle sorelle” il rabbino della grande sinagoga di Sydney, Jeremy Lawrence, rivolgendosi a Benedetto XVI nell’incontro con i leader delle altre religioni. “Incontri come questi evidenziano i tratti in comune piuttosto che le differenze”, ha affermato il rabbino elencando le posizioni comuni su questioni come la difesa dell’ambiente, della vita, del diritto, della giustizia, contro l’oppressione e la persecuzione. “La Gmg rappresenta il suo impegno nella prosecuzione di questo dialogo – ha aggiunto Lawrence – e per il bene dell’umanità dobbiamo far diventare lo straniero un vicino e il vicino un amico, trasformare gli stereotipi dei cristiani, ebrei e musulmani in esseri umani, in amici e cooperatori nella costruzione di un villaggio globale condiviso”. All’incontro con il Papa ha partecipato anche Lacey Josie, membro della delegazione ebraica che ha detto al cronista: “La cosa che mi ha colpito è il fatto che abbia voluto conoscerci e parlare uno ad uno. Io gli ho parlato anche in tedesco, avendo origini teutoniche e lui ha sorriso in maniera sorpresa. Sono sicura che fosse felice di questo incontro ed era chiara la sua gratitudine. Abbiamo apprezzato il suo discorso pieno di buoni auspici per il futuro del dialogo”.

 

Reportage dall’Australia/2


Sydney, veglia a Randwick: migliaia di giovani di tutto il mondo sono in silenzio insieme con Benedetto XVI davanti all’eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. L’immenso prato verde di è l’immagine significativa di una fede giovane e ricca di valori. Una immagine che non rimane una foto ricordo, ma diventa storia di tutti i giorni, inculturazione del Vangelo, messaggio positivo a tutto il mondo di giovani credenti in valori come la vita, la famiglia, la solidarietà nei confronti degli ultimi della terra, il dialogo costruttivo tra culture diverse e la pace tra i popoli. Bandiere, volti in preghiera, colori, mani giunte, occhi lucidi per la gioia sono le istantanee di  una Giornata mondiale della gioventù che, come ha detto il Santo Padre nell’Angelus del 27 luglio scorso, è stata “come un mosaico multicolore, formato da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della terra, tutti riuniti dall’unica fede in Gesù Cristo”. Incontri come quello di Sydney lasciano il segno in Australia e in tutto il mondo. Il pellegrinaggio di migliaia di ragazzi partiti da ogni angolo della terra per incontrare il Santo Padre non è una Woodstock cattolica come più volte è stata definita da alcuni organi di stampa. Al contrario è  il risultato di un grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell’unico Padre che è nei cieli e costruttori della “civiltà dell’amore” come ricordato da Giovanni Paolo II prima e da Benedetto XVI oggi. E’ questa la differenza tra una manifestazione come tante e l’evento giovanile mondiale che si è svolto dal 15 al 20 luglio 2008 nel New Walles Southern. L’accoglienza nelle famiglie, i gemellaggi tra le parrocchie, i momenti di preghiera e di riflessione, hanno lasciato una traccia profonda nella
coscienza collettiva. In Australia i ragazzi della Gmg sono stati chiamati dalla gente “Young pilgrims of the world, cioè giovani pellegrini del mondo. Una bella espressione che coglie l’essenziale di queste Giornate internazionali volute da Giovanni Paolo II. La Gmg di Sydney è stata la XXIII, ma ogni volte è come se fosse la prima. La veglia serale nel cuore della città, sotto la Croce del Sud, è stata una corale invocazione dello Spirito Santo, mentre la grande Celebrazione eucaristica di domenica 21 luglio ha ancora una volta posto l’accento sul sacramento della confermazione. Ventiquattro giovani di vari continenti, di cui 14 australiani hanno ricevuto lo Spirito Santo invitando tutti i presenti a rinnovare le promesse battesimali trasformando la Gmg 2008 in una nuova Pentecoste dalla quale tutti sono ripartiti per la stessa missione degli apostoli ai tempi di Gesù. Tutto ciò sulla scia di grandi modelli di santi e di beati del passato come il Beato Piergiorgio Frassati, le cui reliquie sono collocate nella Cattedrale di Sydney e venerate da un
ininterrotto pellegrinaggio di giovani: “Ogni ragazzo e ragazza è invitato a seguire il loro esempio, a condividere l’esperienza personale di Gesù, che cambia la vita dei suoi amici con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito dell’amore di Dio” ha detto Benedetto XVI. Parole che hanno entusiasmato tutti i giovani, compresi gli oltre 10mila ragazzi e ragazze provenienti dal nostro Paese. Le strade di Sydney si sono colorate di bandiere, di pellegrini che hanno fatto un lungo viaggio per incontrare il Papa. Ad ospitarli un continente giovane, quello australiano, multiculturale, ricco di contraddizioni anche per via delle “questioni” mai irrisolte legate agli aborigeni, ma dal 15 luglio 2008, cioè dall’inizio della Giornata mondiale della gioventù è stata una terra di risveglio cristiano. Lo si è visto al molo di Barangaroo quando circa 500mila hanno accolto il battello con Benedetto XVI. Partecipatissima anche la Via Crucis di venerdì 18 luglio, preludio alla veglia. “La vita non è governata dalla sorte, non è casuale. La vostra personale esistenza è stata voluta da Dio, benedetta da Lui e ad essa è stato dato uno scopo!” ha detto Benedetto XVI nel discorso alla Festa di accoglienza dei giovani. “La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze, per quanto utili molti di tali eventi possano essere. È una ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia – ha aggiunto il Papa -. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità”. Parole forti che hanno lasciato il segno, momenti intensi che si sono aggiunti a quelli che hanno vissuto i giovani italiani e con essi la delegazione italiana della Conferenza Episcopale Italiana volata a Sydney per dare un servizio ai 38 vescovi italiani che hanno partecipato alla Gmg e per supportare attraverso il Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei i ragazzi del nostro Paese in sinergia con il consolato italiano a Sydney e la protezione civile italiana. Momenti come “Viva Agorà”, l’incontro dei giovani italiani con gli italo-australiani a Sydney presentato da Lorena Bianchetti il 16 luglio presso l’Entertainment Centre, hanno registrato attimi di orgoglio nazionale soprattutto per il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I momenti intensi non sono stati vissuti solo dal palco ma anche dalla platea che è diventata parte attiva dello spettacolo. Non sono mancati i racconti di viaggio dei giovani che dal nostro Paese hanno affrontato ore di volo e chilometri di asfalto lungo la terra dei canguri per salutare il Papa e pregare con il Pontefice. Altro momento è stato il pellegrinaggio alla Saint Mary Cathedral per rendere grazie alla Madonna di Loreto. Gli italiani si sono radunati nel sagrato della Cattedrale alla presenza del cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney, del cardinale Stanislao Rylko, Presidente del pontificio consiglio per i laici, del vescovo Josef Clemens, Segretario del Pontificio consiglio per i laici, e del vescovo Giuseppe Betori, Segretario generale della Cei. Poi una celebrazione eucaristica ha visto la partecipazione di quasi mille persone tra italiani e italo-australiani e la conclusione con la delegazione italiana che ha donato una riproduzione della statua della Madonna di Loreto all’Arcidiocesi di Sydney, della croce di San Damiano alla comunità australiana e le mostre allestite dalla delegazione italiana in occasione della Gmg alla comunità italo-australiana nella persona di monsignor Domenico Ceresoli, Vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Sydney per l’emigrazione. Tutte tappe, quest’ultime, che sono state raccontate con i linguaggi della multimedialità nel sito internet ufficiale italiano della Gmg www.gmg2008.it che ha fatto registrare quasi 500mila accessi nella sola settimana tra il 13 e il 21 luglio. Un record, se così si può dire, che mette in evidenza come quest’ultima Gmg australiana sia stata una Giornata mondiale mediatica.

 

 

DOPO SYDNEY, LA TESTIMONIANZA DI DON SALVATORE GIORDANELLA

 

Una Gmg all’insegna della missionarietà. Così don Salvatore Giordanella, direttore dell’ufficio missionario della diocesi, definisce Sidney 2008. A maggior ragione che lui, la Giornata mondiale della Gioventù australiana, l’ha vissuta facendo prima tappa nelle Filippine. Una settimana intensa, ospite, insieme al gruppo di circa 40 persone partite da Roma con il Movimento giovanile missionario (MGM), dei padri e delle suore missionarie. “Nelle Filippine abbiamo conosciuto la fede fervida di un popolo povero dal punto di vista materiale, ma ricco spiritualmente – racconta don Salvatore -. Seconda tappa del nostro viaggio, invece, è stata Melburn. Qui siamo stati insieme agli emigrati italiani, ospiti nelle loro case e nelle parrocchie. Soprattutto erano emigrati di prima generazione, quindi persone adulte trasferitesi in Australia a partire dagli anni Cinquanta. Ma anche di seconda generazione. Quindi i figli, nati e cresciuti lì, lontano fisicamente dall’Italia ma ancora attaccati emotivamente alla cultura italiana. Diversa, invece, la condizione della terza generazione, che in tutto e per tutto può dirsi di australiani, di sole origini italiane. Di questi ragazzi soprattutto ci ha colpito la lontananza da un cammino di fede impostato su solide basi pastorali.  A Melburn, purtroppo, appena arrivati abbiamo visto tante parrocchie vuote di giovani. Anche per questo, l’esperienza della Gmg è stata provvidenziale per l’Australia, come ha detto il cardiale Pell”. Da Melburn, infine, verso Sydney, la meta del grande raduno e dell’incontro con il Santo Padre, dove l’esperienza missionaria si è caratterizzata con “il dare testimonianza agli altri, soprattutto ai ragazzi australiani, della nostra fede in Cristo. E’ come se avessimo ridonato quello che avevamo ricevuto durante la nostra permanenza nelle Filippine: la gioia autentica del cuore che può essere frutto solo di una esperienza di amore, quello con la A maiuscola che Cristo ci ha insegnato – commenta don Salvatore -. I colori delle vesti tradizionali degli aborigeni, la musica e le bandiere colorate, hanno fatto splendere su Sidney una luce nuova, che ha avuto la sua massima espressione nel coraggio della testimonianza da parte di tanti giovani della loro fede, quindi nel loro silenzio di fronte a Cristo Esposto Eucaristia, nella rappresentazione della Via Crucis e nelle mani giunte delle migliaia di giovani raccolti in preghiera per le strade della città”. “Dopo la permanenza nelle Filippine, dove le chiese erano sempre piene, a partire dalla Messa delle 7 del mattino, e le comunità tutte con una profonda carica spirituale – continua il direttore dell’Ufficio missionario – confrontarsi con il materialismo che caratterizza la cultura australiana ci ha fatto sentire all’improvviso un senso di vuoto. Tanta ricchezza materiale, eppure tanta povertà”. Un contrasto così forte da fare nascere spontanea una domanda: ma allora la fede fervida, fresca e gioiosa, è solo dei poveri? “Nel provare a comprendere tanta contraddizione – dice don Salvatore – ci vengono in aiuto le parole di Papa Benedetto XVI e il suo monito a non cedere al relativismo. Se una volta, infatti, la tentazione era quella dell’assolutismo e del comunismo, come di fenomeni culturali che volevano schiacciare la presenza di Dio nella vita dei popoli e delle nazioni; oggi la grande tentazione è proprio quella del relativismo, figlio dell’opulenza e della cultura del consumismo, quindi del materialismo sfrenato che purtroppo sempre di più caratterizza gli stili di vita dei paesi cosiddetti benestanti e industrializzati”. (a cura di Laura Malandrino)

 


La diocesi netina festeggia tre nuovi diaconi

La comunità diocesana festeggia l’ordinazione di tre nuovi diaconi, avvenuta sabato 5 luglio ore 19,00 nella chiesa Cattedrale di Noto. “Se liberiamo il nostro sguardo dal condizionamento dell’abitudine, possiamo semplicemente osservare tre giovani che, forti di una profonda investitura spirituale, decidono di consegnare la loro vita in una attitudine di dedizione e di servizio per il Signore e per i fratelli – ha detto il Vescovo Mariano Crociata durante l’omelia -. Agli occhi di chi non crede, è questo un modo come un altro di impiegare la propria vita; ma i segni di cui è intessuta la vita di uno che si consacra nel diaconato parlano di impegni non proprio alla moda, se non addirittura controcorrente, come usava dire: castità nel celibato, impegno quotidiano di preghiera con la Chiesa e per il mondo, cura sacramentale, dedizione pastorale e caritativa in una relazione di obbedienza nei confronti del Vescovo e dei presbiteri con cui si è posti in collaborazione”. I tre giovani che adesso proseguiranno il cammino di formazione nell’ambito degli studi del Seminario sono: don Gianluca Manenti di Noto, don Christian Barone di Pozzallo e don Alessandro Spatola di Rosolini.


Mons. Crociata: serve rispetto, incontro e condivisione verso i piccoli e i poveri

“Siamo chiamati a collocare i problemi del mondo di oggi nell’ottica della storia guidata da Dio. Noi crediamo che la storia la conduce Dio e alla fine tutti i disegni di odio, di egoismo, di violenza e di sopraffazione, di calcolo e di strumentalizzazione saranno spazzati via e soppiantati da relazioni nuove fondate sulla mitezza e sull’umiltà, sul rispetto reciproco, sulla collaborazione, sulla condivisione. Siamo chiamati a credere nella forza mite di Dio che conduce i destini degli uomini e le sorti della storia, e con questa fede a inserirci nella storia di questo nostro tempo con il nostro impegno volto ad anticipare anche solo con piccoli gesti il disegno di salvezza di Dio”. Così il vescovo di Noto, Mariano Crociata, a conclusione il 6 luglio 2008 della settimana di studi promossa dall’Ordine Domenicano sul tema “Europa e Mediterraneo”, a Pozzallo, porto del Mediterraneo e patria di Giorgio La Pira, apostolo di pace nel Mediterraneo e nel mondo.
Partendo dal Vangelo della domenica, monsignor Crociata, ha fornito molti spunti di riflessione sul perchè i piccoli e i poveri sono i prediletti di Dio e sul come attraverso di essi egli vuole compiere il suo disegno di pace e di salvezza.

“Anche qui bisogna credere nella forza racchiusa nella solidarietà dei deboli, degli sconfitti, dei piccoli – ha proseguito il Vescovo di Noto -. Penso alle masse sterminate e senza voce dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo o vi cercano sbocco, di cui noi abbiamo modo di vedere, in televisione se non di persona sulle nostre coste, i volti emaciati e induriti dalla fatica e dalla sofferenza. Se solo si mettesse insieme questa ansia di futuro che tutti assilla, questo bisogno elementare di una vita migliore e più dignitosa, alla lunga prevarrebbe il senso di umanità che tutti ci pervade in una solidarietà che spesso riesce a far comunicare senza nemmeno conoscere la stessa lingua o avere le stesse abitudini e usanze. Dobbiamo credere a questa forza diffusa del bene umile e nascosto, del rispetto, dell’incontro, della condivisione sulla base della comune umanità che in semplicità fa aprire gli uni agli altri”. Per il Vescovo di Noto “questa è la via di Dio, la via dei piccoli e dei sofferenti, perché tutti scopriamo e dobbiamo scoprire alla fine di essere piccoli e sofferenti, e abbiamo bisogno di piegarci gli uni sugli altri, come facciamo con i nostri bambini e con i nostri anziani e malati”.


Ascolta le musiche della Cattedrale


Dieci brani rigorosamente religiosi che ripropongono temi liturgici classici, utilizzando un linguaggio musicale contemporaneo composti dall’estro musicale di altrettanti compositori: monsignor Giuseppe Liberto, maestro direttore della cappella musicale pontificia Sistina; l’anglo americano Derek Healey; e gli italiani Gianfranco Gioia, Patrizio Marrone, Gabriele Verdinelli e Marcello Pusceddu. Sono le musiche ispirate dalle linee ardite e dagli spazi abbaglianti del barocco siciliano, composte su commissione per la Cattedrale di Noto, come avveniva in passato. Un progetto artistico diretto da Gianfranco Brundo, musicista e maestro di sassofono presso il conservatorio “A. Corelli” di Messina.

«E’ straordinario sentire come anche oggi, con un linguaggio musicale contemporaneo, peraltro vario, sia possibile per molti compositori creare musica per la Chiesa, riproponendo i temi liturgici classici – dice il vescovo di Noto, Mariano Crociata -. La musica, d’altra parte, rientra nelle modalità espressive della preghiera ufficiale della Chiesa. Dunque, la corrispondenza è perfetta». Per il vescovo di Noto il punto è che «l’uomo mette in campo tutte le sue capacità espressive nel rapporto personale con Dio. E che l’espressione della bellezza fa risaltare, ancora di più e più sensibilmente, il senso della fede, di Dio, della preghiera». Una fede che non produce cultura, d’altra parte, «non è una fede veramente viva. La fede è creativa di cultura e di bellezza».

 


* La durata di ogni singolo brano è stata ridotta rispetto al CD originale per tutelare i diritti d’autore.

Passa un anno di Servizio civile volontario alla Caritas Diocesana

Scadrà il 7 luglio prossimo il bando nazionale per il Servizio civile volontario (Scv) aperto a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Un’esperienza umana e professionale che con la Caritas si arricchisce di una reale e autentica solidarietà con i più poveri. Per candidarsi basta compilare il bando e presentarlo entro il 7 luglio alla Caritas diocesana. Per ulteriori informazioni si può contattare il numero 0931.592510 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 o recarsi presso la segreteria della Caritas cittadina di Pachino in via Unità n. 6 e chiedere del referente Salvatore Celeste. L’esperienza del Servizio civile presso la Caritas è ritornata in diocesi dopo alcuni anni di pausa. Quattro i progetti già attivati dal mese di ottobre 2007 nei quali sono coinvolti 14 giovani.

“Un’esperienza che dà la scossa alla vita, gli dà un senso e la mette in azione per sé e per gli ultimi, che poi non sono solo categorie buone per le statistiche, ma volti reali, persone da incontrare e accogliere”: è il commento di chi il Servizio civile alla Caritas di Noto lo ha già fatto. “Pazienza se costa un po’ di fatica e di pensieri, ma quello che si ottiene vale molto di più”, assicurano i responsabili.

 

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Il giovane Sergio Ucciardo, sacerdote gesuita nella santa Chiesa

La Chiesa di Dio ha un nuovo sacerdote: il giovane gesuita Sergio Ucciardo originario di Pachino della Parrocchia del santissimo Crocifisso, ordinato sabato pomeriggio 21 giugno alle ore 18.30 nella chiesa Madre della città dal Vescovo Mariano Crociata.

“L’ordinazione di oggi consente a tutti noi di cogliere la ricchezza dei doni con cui Dio dota la sua Chiesa – ha detto Monsignor Crociata nell’omelia – in particolare nella forma di una vita religiosa presbiterale, che vede un giovane consacrarsi al Signore, e rispondere nella vita religiosa ad una chiamata specifica al ministero di pastore”.

“La grandezza e la responsabilità del dono del sacramento impegnano in modo profondamente personale la vita del presbitero”, ha poi ricordato il Vescovo che ha sottolineato come comunque “l’invito di Gesù a non avere paura” sia “un invito che vale per tutti” anche se “risulta particolarmente diretto agli inviati in missione”.
Custodire la fede e la parola ed essere disposti a perdere tutto tranne che il Signore, la sua parola, la sua vita: “qui sta la grande sfida della vita cristiana anche nel nostro tempo – ha continuato Monsignor Crociata – e, in essa, la sfida più grande per il ministero presbiterale, tentato sempre dal mestiere che cerca di addomesticare la vita, l’adesione del cuore, il coinvolgimento vissuto e compromettente. Sì, compromettente, perché per il Signore bisogna essere disposti a perdere la faccia agli occhi degli uomini, pur di non perderla di fronte a Dio”.


COMUNICATO STAMPA – La riapertura della Cattedrale di Noto. Un anno dopo.

Noto, 14 giugno 2008. Il 18 giugno 2007 rimarrà una data storica per l’Italia e per il mondo: la Cattedrale di Noto, uno dei gioielli del barocco siciliano, patrimonio artistico dell’umanità, è stata riaperta al culto dei fedeli e ridonata alla città di Noto. A un anno dalle celebrazioni di riapertura, la Diocesi di Noto con il patrocinio del Comune d Noto e la collaborazione della Pro-Noto promuovono una serie di appuntamenti per celebrare il memorabile evento.
Momento centrale e culminante sarà la conferenza di giorno 18 giugno che si terrà in Cattedrale e vedrà come relatore principale S.E. Mons. Carlo Chenis, Vescovo di Civitavecchia e membro della Commissione nazionale per la ricostruzione della Cattedrale, il quale interverrà sul tema ‘La Cattedrale immagine della Chiesa: dalla ricostruzione delle pietre alla rievangelizzazione dei fedeli’. La conferenza si aprirà con l’intervento di S.E. Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Noto, al quale seguiranno gli interventi dell’Avv. Corrado Valvo, Sindaco di Noto; della Dott.ssa Fiorella Scandura, Prefetto di Siracusa e Commissario per la ricostruzione; e dell’Arch. Mariella Muti, Soprintendente ai Beni culturali e artistici di Siracusa.
‘La riapertura della Cattedrale di Noto, dopo il crollo e la ricostruzione, è stato un avvenimento importante e profondamente evocativo per la diocesi e per il territorio, ben oltre i confini assegnati alla sua figura geografica ‘ dice il Vescovo di Noto Mariano Crociata -. Ad un anno di distanza è doveroso ma, ancor più, profondamente sentito raccogliere la risonanza dell’evento, che permane attivo con la sollecitazione che suscita a ricostruire nuovi vissuti e nuove relazioni in un tessuto sociale ed ecclesiale bisognoso di recuperare ripresa e slancio’.
Alla conferenza si affiancheranno altre due manifestazioni che fanno da corollario al momento celebrativo: la Mostra delle Confraternite netine che sarà inaugurata domenica 15 giugno alle ore 21.00 presso la Chiesa dello Spirito Santo e l’Estemporanea d’arte organizzata dalla Diocesi di Noto, dalla Parrocchia ‘San Corrado nella Cattedrale’ e dall’Associazione ‘Amici della Cattedrale’, con il patrocinio del Comune di Noto e la collaborazione dell’Associazione Turistica ‘Pro Noto’ sul tema ‘La Cattedrale simbolo del barocco e dell’iconografia sacra del Val di Noto’.
L’estemporanea coinvolgerà artisti delle Diocesi di Noto e di Mazara del Vallo e si svolgerà nell’area del centro storico di Noto il 17 giugno (pomeriggio) e il 18 giugno (fino alle 17). Le opere realizzate verranno esposte e presentate in Cattedrale in occasione del Convegno ‘Riapertura della Cattedrale un anno dopo’ di  giorno 18 giugno.
‘Dopo un anno raddoppia la felicità per la restituzione al culto e al mondo intero della Cattedrale di Noto ‘ commenta il sindaco della città Corrado Valvo -. Ciò, infatti, ha comportato un ulteriore motivo di richiamo di turisti da tutto il mondo, che sicuramente avranno modo di apprezzare le ulteriori opere di altissimo pregio che verranno realizzate. Gli affreschi e l’altare creeranno eventi negli eventi arricchendo ancor di più la preziosità e l’importanza dell’opera. La grande sinergia e condivisione di intenti con la Diocesi di Noto stanno facendo diventare Noto la meta più importante per un composito turismo culturale e religioso’.