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Un dibattito: Mons. Staglianò con Mancuso

Venerdi 26 febbraio 2010 alle ore 20,30 a Catania nella tenda di Ulisse (accanto al Santuario S. Maria di Ognina) il nostro Vescovo Mons. Antonio Staglianò sarà protagonista di un dibattito con il Prof. Vito Mancuso (docente di Teologia moderna e contemporanea presso l’università S. Raffaele di Milano), modererà l’incontro Mons. Antonio Fallico,  fondatore della “Missione Chiesa -Mondo”, sarà presente l’ Arcivescovo di Catania Mons. Gristina. 

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Concluso l’incontro della scuola di formazione socio politica

Mercoledì 10 di Febbraio si è tenuta presso la sala Cine teatro di Santa Caterina in Rosolini una lezione della scuola di formazione socio politica. Ha parlato il Prof. Franco Totaro, docente dell’Università di Macerata sul tema: “Depressione economica e lavoro”. Ha introdotto Pinuccio Tidona definendo il capitalismo sfrenato come una belva che divora soprattutto i più poveri. Todaro ha dimostrato che l’aver considerato l’economia come una totalità e non una parte dell’uomo ha creato gli squilibri che sono davanti a tutti noi. Bisogna quindi riconsiderare l’economia e il lavoro all’interno di una visione completa dell’uomo che è anche spirito, quindi contemplazione, rapporti, comunità.

Alla relazione sono sususseguiti tanti interventi dei presenti che hanno rimarcato la difficoltà della noastra gente e la volontà di accompagnare le fatiche attuali dell’uomo con la speranza che viene dal Risorto. Parecchi dei partecipanti sono andati a cenare presso una Cantina vinicola dove hanno potuto degustare i suoi vini accompagnati dai prodotti tipici della nostra zona.
Il prossimo incontro si terrà il 10 Marzo con il contributo del Prof. Don Pino Ruggieri.

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Il 12 febbraio un Corso: la Bibbia nella formazione culturale

III Sessione, venerdì 12 febbraio 2010  dalle ore 16,00 alle ore 19,00, del Corso di formazione dei docenti di religione della Diocesi di Noto,organizzato dall’ADR, Associazione nazionale dei docenti di religione in collaborazione con l’Ufficio scuola diocesano, diretto da Don Ignazio Petriglieri.
 La sessione, che  si inserisce all’interno delle iniziative di formazione del Progetto nazionale che l’ADR,  ente professionale accreditato al MIUR, sta realizzando nel corso dell’a.s. 2009/2010, avrà come relatore il  prof. Domenico Pisana, dottore in Teologia morale e docente formatore referente progetto MIUR per l’ADR, che terrà una lezione sul tema” I riflessi della Bibbia nella formazione culturale dello studente e del cittadino”.
Subito dopo la relazione sono previsti i laboratori di approfondimento per ordini e gradi scolastici sulle seguente tematiche: Bibbia e Rivelazione, Bibbia e cultura della vita: le sfide della bioetica, coordinati rispettivamente dai proff. Giovanni Ragusa e Maria Adamo, per quanto riguarda la scuola secondaria di II grado; Bibbia, origini della vita e creazione tra scienza e fede , coordinato dalle insegnanti Laura Valvo e Maria Capocasale, per la scuola primaria; Bibbia ed educazione alla pace, alla giustizia e alla cittadinanza, coordinato dal prof. Giuseppe Cataudella, per la scuola secondaria di I grado.
La  lezione e i laboratori si svolgeranno nell’Aula magna del Seminario vescovile di Noto.  L’obiettivo di questa III sessione è quello di  capire in che modo la Bibbia può essere utile nell’attività didattica per avvicinare gli studenti  al testo sacro come documento di cultura , nonché di acquisire strumenti didattici per incidere nella formazione culturale dello studente in ordine alla lettura della vita sociale.
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Il 7 febbraio su “Avvenire” speciale Noto e Butembo-Beni

In edicola una pagina speciale del quotidiano Avvenire è stata dedicata al viaggio di S.E. Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto, nella Diocesi gemella di Butembo-Beni. Assieme al quindicinale La Vita Diocesana di Noto, Avvenire rappresenta uno strumento di informazione importante nel nostro territorio diocesano. L’inserto di Avvenire sul gemellaggio Noto e Butembo-Beni non è una novità. Nel 2000 e nel 2008, a conclusione del viaggio dei vescovi Giuseppe Malandrino e Mariano Crociata, l’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Noto ha curato una pagina speciale dedicata alla visita pastorale nella Chiesa gemella. Un’esperienza di comunione e condivisione lanciata dal vescovo Salvatore Nicolosi più di venti anni fa. La visita della delegazione guidata da Monsignor Staglianò rilancia ulteriormente questa esperienza di cooperazione missionaria tra le Chiese. L’inserto è uscito domenica 7 febbraio 2010 è stato diffuso con Avvenire in tutte le edicole della Sicilia e della Calabria, oltre che disponibile in tutte le parrocchie della Diocesi di Noto. Da oltre quarant’anni Avvenire e La Vita Diocesana rappresentano un punto di riferimento importante nella promozione della così detta “buona stampa” nel nostro territorio assieme al sito internet www.diocesinoto.it.

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Don Fortunato. Una Lettera aperta ai bambini digitali

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Don Fortunato Di Noto da molti anni impeganto contro la pedofilia e i diritti dei bambini sta collaborando con la CEI per il Convegno che si terrà a Roma dal 22 al 24 aprile che ha per titolo: “Testimoni Digitali”. Per questa occasione don Fotunato ha scritto una lettera indirizzata ai bambini visti non più come semplici destinatari ma come nuovi protagonisti del messaggio evangelico nel crescente mondo mediatico di internet. La Chiesa italiana si sta preparando a vivere un momento di incontro a Roma ad aprile prossimo,  che culminerà nell’udienza da Papa Benedetto XVI, dove si  rivolgerà ai “testimoni digitali”, cioè a tutti coloro che utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione per annunciare il Vangelo all’uomo globalizzato. Si rifletterà insieme su come utilizzare bene tutti gli strumenti di navigazione che la tecnologia ci offre, non solo per chattare (perdendo solo del tempo!) ma soprattutto, per lo studio e per la didattica, per la solidarietà e per l’annuncio dell’amico Gesù, il Figlio di Dio,  che tutti voi (come noi), cari bambini, avete incontrato e al quale siete felici di appartenere. Scivendo ai bambini don Fortunato li interpella dicendo loro – tanti di voi ormai hanno il cellulare e navigano su Internet (circa il 90% dei minori, solo in Europa). Si naviga e gioca, si scrive e studia, si guardano i film e leggono libri e riviste. Su Internet si può incontrare anche Gesù, che parla attraverso la Parola di Dio (chi di voi sa che esistono tanti siti adatti a questo?) oppure attraverso le pagine web della tua parrocchia, del tuo gruppo. Afferma il nostro 0+, così si fa chiamare don Di Noto – un vecchio e  nuovo modo di comunicare tra i coetanei, tra voi bambini e tra voi giovani, che spesso noi adulti non comprendiamo. Voi siete i primi ad essere coinvolti in questo nuovo e affascinante mondo digitale e noi adulti dobbiamo responsabilizzarci per aiutarvi ad incarnare,  attraverso Internet, col vivere bene con gioia ed entusiasmo,  l’essere di Gesù.

Sarà una bella e nuova avventura essere “bambini che diffondono Gesù” nelle chat, attraverso un sito (magari quello della parrocchia), ed anche attraverso un sms mattutino ai tuoi amici, non solo per dire “ciao”, ma per scrivere una frase del Vangelo di Gesù. I bambini digitali saranno i portatori di Gesù nel web. Perché è proprio vero: i bambini salveranno la bellezza del web e la vera comunicazione del Vangelo.

Ultime raccomandazioni molto importante che don Di Noto da ai bambini a cui è rivolta la lettera che qui vi riportiamo in allegato: “non dimenticate mai di andare a Messa (in parrocchia), confessarvi (con il parroco e non online), pregare e vivere insieme realmente. Perché il reale non esclude il virtuale, e il virtuale ha più significato se parimenti giochiamo insieme al pallone, nel campetto dell’oratorio, e ci incontriamo non solo in webcam, ma nel fare una bella passeggiata guardando le stelle e il sole tramontare e sorgere”.

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32° Giornata per la Vita il 7 Febbraio

L’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Famiglia, il 17 gennaio scorso, ha diffuso un messaggio di sensibilizzazione, indirizzato al clero della diocesi e a tutti i fedeli laici che sono impegnati nella Pastorale familiare, in occasione della 32° Giornata per la Vita che sarà celebrata domenica 7 febbraio. In quasi tutti i Vicariati sono in programma manifestazioni per non lasciar passare inosservato questo appuntamento che ha l’obiettivo di aiutare i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà a rispettare e difendere il dono incommensurabile della Vita. L’Ufficio diocesano, che in questo mese sta incontrando i Collegi presbiterali vicariali per dare nuovo slancio alla Pastorale della Famiglia, esorta le famiglie, che prime fra tutte risentono della crisi socio economica in atto, a non perdere mai la speranza ma a vivere la storia nell’ottica della fede perché tutto cooperi al bene dei figli di Dio. Le famiglie, dalle quali dipende in gran parte il futuro dell’umanità, hanno il compito di trasmettere il senso alto della vita che illumina i sentieri della storia.

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Incontri con Mons. Montenegro sulla Chiesa casa e scuola di comunione

Venerdì 29 gennaio è stata una giornata intensa e bella per la nostra comunità diocesana. Al mattino per i preti, la sera per i laici (eravamo tantissimi) si sono tenuti i due incontri con Mons. Montenegro sulla “Chiesa come casa e scuola della comunione” e sulla maturazione di una fede adulta. Prima delle parole, ha colpito il tono di don Franco, pacato e mite, ma anche chiaro sulle esigenze evangeliche, soprattutto con il sapore dell’autenticità, senza alcuna retorica. E, come lo stesso Arcivescovo di Agrigento ha evidenziato, c’era già un primo segno che accompagnava le parole, qualcosa che sempre deve esserci, un’apertura (“un vetro rotto” ha detto con un’immagine) senza il quale Chiesa e famiglia diventano rifugio e non base di slancio evangelico: c’era don Dionisio Rodriquez a tenere vivo il legame con la Chiesa dell’Aquila che si trova ad affrontare una situazione drammatica (diversamente da come si vuol far credere). C’è, infatti, tutto da ricostruire. Non solo le case (che non ci sono per tutti e da cui restano escluse soprattutto le persone sole e anziane, ancora negli alberghi), ma anche economia e tessuto sociale. Un’apertura per cogliere, come ha chiarito don Franco, ciò che il Signore ci ha donato già – la comunione e i poveri – verso cui (eventualmente) siamo in ritardo di duemila anni! Ridirci questa centralità dei doni grandi di Dio, condensati nell’eucaristia e nella sua prosecuzione nella vita, significa avvertire la chiamata ad accelerare il passo! Con una precisazione sostanziale sulla comunione: la comunione che nasce dalla Trinità, che ci mette insieme nelle differenze “non sommate ma moltiplicate” e che ci colloca “in mezzo” come servi, fa la “differenza” rispetto ai club, alla semplice amicizia, alla filantropia. E permette di offrire al mondo il Vangelo! Per cui le unità pastorali (o comunione di comunità) non sono fatti pratici o ordini imponibili per decreto, ma un test di conversione a rapporti autentici tra i preti, ma anche tra preti e popolo di Dio, nella circolarità della corresponsabilità battesimale. Esse allora andranno maturate grazie a rapporti diversi dalle barriere che separano e creano recinti. Diventa importante per questo il riconoscimento del Signore nei poveri che non permette dubbi, come potrebbe accadere di fronte a un ostia per la quale – per riconoscervi Cristo – bisogna sapere se è consacrata o meno! E quando don Franco parlava di poveri, si sentiva il sapore dell’incontro con il Risorto che conserva le sue piaghe, quelle ferite che diventano – don Franco ha ripetutamente ripreso profeti come don Mazzolari o don Tonino Bello – “feritoie” e che, quindi, permettono di far festa vera anche in mezzo alle prove e senza escludere nessuno; “feritorie” che permettono di parlare veramente a tutti perché si parte dagli ultimi. “Amando il mondo, prendendolo a braccetto”- ha ancora ricordato Mons. Montenegro – senza quei pesanti ed unilaterali giudizi moralistici che spesso ci caratterizzano, senza pensarci come un esercito in guerra, ma sempre e soltanto come famiglia (traducendo ogni volta ciò che vale per la Chiesa per ogni ambito della vita). Con un rapporto vivo con Gesù, leggendo il vangelo mettendosi ora al posto di Gesù, ora dei suoi interlocutori, ora dello stesso Padre (come nella parabola del padre misericordioso)… Come lo stesso don Franco ha fatto nella tragedia di Favara in cui – ha spiegato – “mi sono chiesto dove si sarebbe messo Gesù…”. Ora la nostra Chiesa, le nostre comunità sono chiamate ad accogliere con altrettanta verità la testimonianza di Mons. Montenegro: con fatti concreti e atteggiamento penitenziale, come ha sottolineato nell’incontro con i preti il nostro Vescovo Mons. Staglianò. E come già nel Sinodo avevamo capito, quando lo Spirito ci aveva spinto a ritenere urgente «un serio e gioioso cammino penitenziale per togliere veli al volto di Cristo per chi, più o meno consapevolmente, lo cerca». 
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Concluso a Pachino l’incontro voluto dalla commissione famiglia

Si è svolto Giovedì 4 Febbraio a Pachino, con ampia partecipazione del Vicariato, l’incontro formativo “Custodire e comunicare l’Amore”. Promosso dal Consultorio di Ispirazione Cristiana di Pachino, in occasione dell’anniversario della sua fondazione, e dalla Commissione vicariale della Pastorale Famigliare. L’incontro è stato tenuto dal nostro sapiente Vescovo, Mons. Antonio Staglianò, che ha incoraggiato i presenti con forza raccomandando la ricerca del senso umano della vita sopra ogni cosa e ribadendo che anche le comunità parrocchiali devono essere al servizio dell’uomo e schierate a protezione della persona e della sua identità.
La chiesa deve credere, educare e formare riguardo le tematiche di Bioetica più che mai attuali, è un imperativo senza il quale i parrocchiani praticano soltanto vana religiosità.

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Homelie Tenue par son excellence Monseigneur A. Staglianò, Eveque du Diocese de Noto Pour l’ordination diaconale et sacerdotale du 13.01.2010 a Butembo au Diocese de Butembo-Beni

Son Excellence Monseigneur Evêque Sikuli Melchisedech, chers confrères dans le sacerdoce, chers ordinands diacres et prêtres, et vous saint Peuple de Dieu de l’Eglise aimée de Butembo-Beni, paix et bénédiction dans le Seigneur Jésus Christ.
Chaque Evêque tient à son séminaire, comme lieu où se préparent ceux qui collaboreront à son ministère. Attendre avec trépidation et joie le moment de l’Ordination sacerdotale, conscient que l’Eglise qu’il guide et sert, devra être enrichie avec des nouvelles énergies pour que, à tous soit annoncé l’Evangile et rassemblés dans la Sainte Eglise dans laquelle ils sont nourris de l’Eucharistie et consolés par le sacrement de la Réconciliation. C’est ainsi que c’est un geste de grand partage et de communion que son Excellence Monseigneur Sikuli Melchisédech m’offre et m’honore pour conférer aujourd’hui l’ordination sacerdotale et diaconale à ces onze fils aimés de l’Eglise de Butembo-Beni. C’est une occasion de plus pour ressouder les liens de fraternité et d’amitié entre les deux Eglises sœurs. L’Ordination sacerdotale crée un lien tellement important entre l’Evêque qui impose les mains et invoque l’Esprit Saint à ceux qui doivent être ordonnés.