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Nel MENO c’è il PIÚ

Per ogni cristiano gennaio è semplicemente il primo mese dell’anno. Per l’ACR  è il mese dedicato alla pace; il momento più bello, che conclude le attività dedicate a questo importante argomento è stata la “Festa diocesana della Pace”, che si è svolta a Pozzallo domenica 30 gennaio.
Come ogni manifestazione che si rispetti, la festa ha avuto un suo slogan, legato all’iniziativa annuale “C’è di più”, tema dell’incontro nazionale dello scorso 30 ottobre con Benedetto XVI: “Nel MENO c’è il PIÚ”; anche con quello che a noi sembra superfluo, da buttare, si può realizzare qualcosa di grande, si può costruire il bene comune, attraverso gesti concreti, come quello di impegnarsi nel rispetto dell’ambiente.
Con del materiale da riciclare (cartoni, bottiglie, lattine, ecc..) i ragazzi, divisi per città di provenienza, hanno realizzato un quartiere o  i monumenti più rappresentativi della propria città; poco prima della celebrazione Eucaristica, dopo aver conosciuto meglio Giorgio La Pira, illustre cittadino pozzallese, gli accierrini presenti, 500 circa, con i loro educatori, hanno  costruito la “Città della pace”, i cui quartieri riproducevano fedelmente piazze, monumenti, scuole, spiagge e quanto di più bello rappresentasse i vicariati presenti alla festa: Noto, Rosolini, Pachino, Avola e, naturalmente, Pozzallo.
Una festa di colori, musica, canti, gioia che ha riempito il cuore di tutti i presenti: la festa della pace 2011 ha regalato ai piccoli una giornata di sano divertimento, di fantasia e di condivisione di riflessioni e preghiera, ai grandi la gioia di un incontro con Dio, che si rivela nel sorriso di chi ci è accanto, e ci ricorda che stando insieme c’è di più. 

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Domenica 13 Febbraio Mons. Staglianò consacrerà l’altare e benedirà l’ambone della Chiesa Cattedrale di Noto

Nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori di realizzazione degli affreschi della cupola e le vetrate del tamburo della chiesa Cattedrale. Si tratta di opere di due artisti di massimo livello: Oleg Supereco per gli affreschi e Francesco Mori per le vetrate. Queste raffigurano i sette sacramenti e la Parola di Dio, mentre sulla cupola è affrescata la discesa dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste. La caratteristica di questa raffigurazione è che non si tratta di figure tradizionali con le mani giunte e le fiammelle sulla testa degli apostoli, ma di figure che esprimono la gioia e la festa dei discepoli del Risorto nel momento in cui ricevono, insieme alla Madonna, lo Spirito Santo con i suoi doni di gioia, coraggio e forza, per portare in tutto il mondo il lieto annuncio dell’Amore di Dio. Anche la Madonna è raffigurata in questa linea.
Si sono conclusi anche i lavori di realizzazione dell’altare, dell’ambone e della croce realizzati in bronzo argentato e diaspro siciliano dallo scultore Giuseppe Ducrot.
Domenica 13 Febbraio alle ore 11.00 il nostro vescovo Mons. Antonio Staglianò consacrerà il nuovo  altare e benedirà l’ambone, della cattedrale di Noto. Un evento dove tutto il popolo Santo di Dio, dell’amata Chiesa netina, è invitata a partecipare.

Nel corso della celebrazione, oltre alla consacrazione del nuovo altare, dell’ambone e della croce, saranno presentati gli affreschi della cupola e le otto nuove vetrate artistiche collocate nel tamburo della cupola, raffiguranti i sette sacramenti e la Parola di Dio.
Alla cerimonia, presieduta dal nostro Vescovo Mons. Staglianò, parteciperanno il Ministro per l’Ambiente e la Tutela del territorio e del mare, onorevole Stefania Prestigiacomo, e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Prefetto Franco Gabrielli.
All’evento saranno presenti, inoltre, le massime autorità regionali e locali, il Presidente della Regione Siciliana, on. Raffaele Lombardo, il Commissario delegato per la ricostruzione Prefetto di Siracusa, Carmela Floreno Vacirca, il Presidente della Provincia Regionale di Siracusa on. Nicola Bono e il Sindaco di Noto, Avv. Corrado Valvo.
La Cattedrale, andata in gran parte distrutta per un crollo nel marzo 1996 e riconsegnata al culto dei fedeli nel giugno del 2007, è il monumento simbolo dell’arte barocca della città e del Val di Noto, territorio dichiarato Patrimonio dell’umanità.
Il crollo della Cattedrale, avvenuto nella notte del 13 marzo 1996, aveva interessato la navata centrale e quella destra, alcuni dei piloni, e gran parte della cupola.
Al fine di reintegrare perfettamente l’opera nel paesaggio urbano della città sono stati necessari anni di scavi, durante i quali sono state recuperate migliaia di pietre. La complessa ricostruzione è avvenuta coniugando le antiche tecniche costruttive con le più moderne tecnologie sviluppate nel campo dell’ingegneria sismica.

I giornalisti e i foto cineoperatori interessati a seguire l’evento possono accreditarsi inviando una e-mail all’indirizzo accrediti.stampa@protezionecivile.it entro e non oltre le ore 20 di venerdì 11 febbraio.
Gli operatori dell’informazione inoltre sono pregati di presentarsi entro e non oltre le ore 9.30 presso la Sala Stampa allestita presso la sede della Società Fedeli Portatori di S. Corrado in via Montuoro 4 (di fronte porta laterale della Cattedrale, lato sinistro) per il completamento delle operazioni di accreditamento, di controllo di sicurezza e di accesso alla Cattedrale

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Al nostro Vescovo la targa per l’Impegno Sociale

Si è conclusa la kermesse di due giorni della XVIII/a Edizione del Premio Sicilia 2011, edizione che quest’anno ha visto anche apporre allo stemma del Premio anche gli stemmi storici e familiari della Sicilia e di Federico II, infatti per questa edizione si è avuto l’Alto patrocinio di Sua Maestà Federica III Yasmin I Von Hohenstauffen discendente diretta di Federico II ultimo Re di Sicilia e Gerusalemme. È stato premiato, nel corso della diciottesima edizione del «Premio Sicilia» il nostro Vescovo, Mons. Antonio Staglianò, per l’impegno sociale nella diocesi di Butembo-Beni, nella Repubblica Democratica del Congo, per la costruzione di un Centro cardiologico intitolato al fratello Pino Stagliananò. «Non è sufficiente essere uomini, dobbiamo diventare “umani”. «Dobbiamo cercare il cristianesimo vivente – ha detto monsignor Staglianò -, nell’impegno di vita dei cristiani a favore dei sofferenti, di chi non ha da mangiare, da bere e da vestire. Gli uomini diventeranno umani quando seguiranno la via che ha indicato Gesù e quando capiranno che tutti gli uomini hanno gli stessi diritti». Tra i premiati della serata, oltre a monsignor Staglianò, c’erano i militari della Capitaneria di porto di Siracusa, i sottoufficiali Davide Franco e Giuseppe Cacciola, accompagnati dal capitano di vascello Luca Sancilio, per avere soccorso tre persone cadute in mare compreso un bimbo di 18 mesi. Ed anche Turi Giuffrida, Alfredo Li Bassi, Brunella Li Rosi, Carlo Muratori, Carlotta Ceraci, Giuseppe Pantano, Roberto Baglieri, Angelo Avarello, Claudia Gambuzza, la corale <>, <>, Amoroso D’Orleans, Sanaz Minaei, Robert Yang Yin Fa, Golam Alì Soleimani, Lin Hur Lon, e la squadra di calcio femminile Modica <> e l’<> di Enna. Il premio giornalistico dedicato alla memoria di Gigi Perricone, corrispondente del <> e direttore del <>, è stato assegnato al responsabile della redazione siracusana del <>, Gianfranco Monterosso.
Infine Corrado Armeri si è rivolto al Sen.Leoni uno dei padri fondatori della Lega Nord presente in sala chiedendo di attivarsi per Casa Meter di Don Fortunato Di Noto,una casa che accolga i bambini vittime di violenze,-caro Sen.Leoni ha detto Armeri,visto che siamo arrivati al terzo anno di appello e che nei precedenti anni la politica siciliana non si è mossa in questo senso a Lei in qualità di rappresentante del Governo Italiano Le chiedo di intervenire,affinché dei bambini vittime abbiano una casa e dei professionisti come i volontari di Meter semprevicini.

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Dove dimori, Maestro?

La lettera è il genere letterario scelto dal nostro Vescovo per comunicare, informare esortare e incoraggiare principalmente il collegio dei presbiteri, il clero e attraverso di loro tutto il popolo di Dio. Siamo giunti così alla stesura e presentazione della Quarta lettera ai Presbiteri avvenuta lo scorso 22 gennaio, secondo anniversario di elezione di Mons. Staglianò a Vescovo di Noto.  La comunicazione ha sempre uno scopo: dare e ricevere informazioni, comunicare emozioni e stati d’animo, promuovere e condividere progetti e disegni. Con un linguaggio semplice e convincente ma adeguato ai nostri tempi, il Vescovo vuole esprimere il suo magistero di Pastore e guida della nostra Chiesa locale. Attraverso un caleidoscopio di idee, viene sintetizzato, dal Vescovo, il suo piano pastorale, che già si sta attuando e che pian piano troverà concretezza, nelle comunità di parrocchie della Diocesi, nei gemellaggi, tra i presbiteri, tra la Diocesi e i Comuni e nella riconsiderazione della Chiesa Cattedrale. Il titolo programmatico “Dove dimori, Maestro?” ha un taglio non solo spirituale che dice la ricerca di Dio da parte dell’uomo “umanizzante”, e “umanizzato”, ma ha la pretesa di essere molto pragmatico, perché, chi cerca maestri deve pur muoversi dal proprio individualismo, dal proprio stato di quiescenza e correre verso un di più, dato a noi dalla ricerca del Maestro: un po’ come Maria che corse dalla cugina Elisabetta sapendo della necessità in cui versava e della gioia che le recava la sicurezza che a Dio nulla è impossibile. Dio solo è  Maestro, Lui solo è capace di trovare dimora nel cuore dell’uomo, un luogo spesso poco fruibile perché stipato di orgoglio e di “auto-relazione”, allora l’urgenza di sgombrare questi spazi per far entrare la gloria di Dio, in una dimora speciale per Dio che è il cuore dell’uomo. La Chiesa può così essere strumento di Dio per esercitare la carità intesa non come elemosina ma come occasione di comunione e di contatto all’uomo che soffre per l’ingiustizia, per l’incapacità a realizzarsi, per la mancanza di dignità… La Chiesa italiana si sta impegnando in questo decennio a vivere la vita buona del Vangelo, con gesti concreti, con spirito di prossimità alle esigenze dell’uomo di oggi; i vescovi lo hanno scritto, il nostro Vescovo si sforza di attuarlo con la sua vicinanza, con disponibilità paterna, con responsabilità e collaborazione. Tre buoni motivi quindi per leggere e vivere le sollecitazioni della lettera: fedeltà e continuità alla Tradizione e al Magistero della Chiesa; occasioni di conversione spirituale; opportunità di vivere la vita buona del Vangelo orientandosi al bene con realismo.

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CeSi: Educare in Sicilia: risorse e problemi

Dal 28 al 29 gennaio 2011, presso l’Hotel Torre Artale a Trabia, si sta svolgendo il Convegno, organizzato dall’Ufficio regionale per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l‘Università, sul tema “Educare in Sicilia: risorse e problemi”.

 All’incontro regionale sono presenti: il vescovo delegato Cesi per l’Educazione Cattolica, la Scuola e l’Università, mons. Michele Pennisi, e il direttore dell’Ufficio, prof. Alfio Briguglia. 

Nella due giorni interverranno: il prof. Giuseppe Verde, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Palermo; Suor Mariella Lo Turco, Presidente regionale dell’Associazione Ciofs-Sicilia; il prof. Giuseppe Rossi, ordinario presso la Facoltà di Ingegneria di Catania; il prof. Giuseppe Savagnore, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Cultura; il presidente della FIDAE – Sicilia, Padre Francesco Beneduce. 

La Tavola Rotonda di sabato su “Le buone pratiche come Risorsa” sarà coordinata dal filosofo e sociologo Luciano Nicastro.  

Centinaia i  docenti, dirigenti, educatori e studenti che parteciperanno  all’ incontro che ha come “scopo – così dice mons. Michele Pennisi – quello di analizzare alla luce  degli ultimi documenti del Magistero la situazione dell’istruzione e della formazione professionale in Sicilia in vista  dei problemi  connessi con la realizzazione del federalismo fiscale in una regione  a statuto speciale come la nostra”. Un’occasione, inoltre, “per dare ascolto – dice il prof. Alfio Briguglia –  alle preoccupazioni giovanili, cercando di convertire i comportamenti di chi ha responsabilità”.

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Raccolti 20.000 euro con “Metti in moto la solidarietà” pro Butembo-Beni

Si è chiusa il 31 dicembre la campagna di GIAP Gruppo Minardo, denominata “Metti in moto la solidarietà”, il cui ricavato sarà utilizzato come contributo all’Associazione Pino Staglianò per la costruzione di un Centro Cardiologico nella regione congolese di Butembo-Beni, la cui
diocesi è gemellata con la diocesi di Noto.
Per tutto dicembre, GIAP ha donato un euro per ogni metro cubo di carburante venduto. La campagna ha permesso, attraverso l’impegno di GIAP, dei suoi gestori e, soprattutto, la partecipazione di quanti hanno fatto rifornimento nei distributori della rete, di raccogliere 19.729 euro che sono stati consegnati a S.E. il Vescovo di Noto Mons. Antonio Staglianò, presidente dell’associazione intitolata al fratello Pino, prematuramente scomparso. GIAP ha inoltre deciso di arrotondare la cifra a 20.000 euro ed ha colto l’occasione per ringraziare i suoi gestori, che hanno collaborato alla riuscita dell’azione solidale ed i loro clienti protagonisti di un gesto quotidiano che lascia un segno straordinario come ha recitato il claim dell’iniziativa.
“Come presidente dell’Associazione onlus Pino Staglianò, nata nove mesi fa e che vuole promuovere la tutela della dignità umana in Africa e, in particolare, la realizzazione di opere di sviluppo solidale nel campo della sanità e dell’educazione nella diocesi gemellata di Butembo-Beni – afferma Mons. Antonio Staglianò Vescovo di Noto – non posso che manifestare tutta la mia soddisfazione ed il mio grazie per gli esiti della campagna solidale “Metti in Moto la Solidarietà”. I 20.000 euro raccolti sono una cifra importante che permetterà un notevole impulso al compimento di quel grande progetto che la nostra associazione ha già avviato e per il quale sono finalizzate le sue iniziative: la costruzione del Centro Cardiologico di Butembo-Beni che farà parte, una volta ultimato, del complesso sanitario realizzato nei quattro lustri del gemellaggio fra la diocesi netina e quella congolese. Ci fa piacere ancora una volta evidenziare la grande umanità del Gruppo Minardo, del suo presidente Rosario, nello sposare e sostenere iniziative che hanno il solo scopo di rendere la vita migliore e più lunga a chi ne ha bisogno; e di farlo in modo semplice, sobrio, efficace e concreto, come necessita chi lotta ogni giorno per sopravvivere ma lo fa con gioia ed un sorriso di speranza sulle labbra. Voglio ringraziare l’impegno, la generosità e la grande sensibilità di GIAP, dei suoi vertici, dei gestori della sua rete, di quanti si sono impegnati per divulgare il senso di questa iniziativa e di quanti vi hanno partecipato, attraverso il quotidiano e semplice gesto di fare rifornimento”.
“Non è la prima volta e non sarà l’ultima che il nostro Gruppo, afferma Rosario Minardo Presidente di GIAP Gruppo Minardo, collabora con la diocesi netina in iniziative solidali importanti. La nostra
azienda, i suoi gestori colgono l’occasione per ringraziare quanti hanno contribuito alla riuscita della campagna solidale, rifornendosi nei distributori della nostra rete, senza alcun costo aggiuntivo per loro ma semplicemente scegliendoci e facendo in modo che un gesto quotidiano come quello di fare rifornimento, diventasse un segno straordinario per un grande progetto. Siamo ben lieti del suo esito finale che permetterà di mettere tanti altri mattoni nella costruzione del Centro Cardiologico di Butembo Beni e nel coronamento di un’idea che fortifica la saldezza di questo filo invisibile e robusto che ci unisce con la gente di Butembo-Beni ed al rafforzamento del quale, come azienda, abbiamo sempre contribuito con grande piacere. La scelta di fare rifornimento nella nostre stazioni di servizio ha aiutato, senza alcun costo per i clienti, a fare altri passi verso il grande obiettivo che l’associazione Pino Staglianò vuole raggiungere. E di questo siamo felici. La nostra intenzione è quella di proseguire insieme a S.E. il Vescovo dì Noto Mons. Staglianò questo cammino solidale e come azienda, non lesineremo sforzi ed ausilio verso questo ed altri progetti di tangibile solidarietà nei confronti di chi ha bisogno di aiuti concreti e reali”.

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Concluso il 24 gennaio l’incontro del Vescovo con gli operatori della Comunicazione

Si è tenuto come preannunciato il 24 gennaio l’incontro con il vaticanista Luigi Accattoli, incontro voluto  dal vescovo di Noto  Mons. Antonio Staglianò e coordinato dall’ufficio diocesano delle comunicazioni sociali. Luogo dell’incontro il salone parrocchiale del Santuario Madonna delle grazie di Modica, che ha visto la partecipazione di una rappresentanza di giornalisti che operano a cavallo tra la provincia di Ragusa e Siracusa. Il Dott. Accatoli ha iniziato la sua relazione mettendo in evidenza quei meccanismi che sottendono alla scelta della notizia e quindi alla comunicazione, una scelta condizionata dal mercato pubblicitario che a sua volta segue la scia del gusto del pubblico. Un pubblico che compra, vede e consuma quando si fa più forte il clima di scontro all’interno dei vari formatt o quando accade qualcosa di particolarmente violento come un delitto o un fatto scabroso. Il trend delle vendite è condizionato da questo, e a questo non si sottrae nemmeno l’ambito della nuova comunicazione che passa attraverso internet con i social network, i blog e tutta l’informazione free lance. Come fare allora a fare un informazione più cristiana o meglio semplicemente più umana? Questo si è chiesto il relatore insieme ai convenuti. Per fare ciò sono state tracciate alcune piste per vestire di dignità la notizia, tra le piste tracciate da Accattoli c’è quella del rispetto di ciò di cui si parla, sia esso un condannato, un assassino, un personaggio equivoco o altro per cercare di lasciare quella sospensione di giudizio che non spetta al giornalista. Il giornalista deve infatti informare e formare ma non giudicare. Altro ambito tracciato è il rispetto della verità che non dovrebbe mai essere manipolata a seconda delle intenzioni che chi scrive vuole raggiungere. E’ necessario andare contro corrente anche se questo “non Vende”. I giornalisti hanno poi preso la parola per porre qualche altra domanda ma nello stesso tempo per arricchire la  riflessione del relatore facendo il punto sulla difficoltà di una comunicazione capace di raggiungere davvero tutti e nello stesso tempo di una comunicazione che se non riesce a vendere seguendo i principi dell’etica come riuscirà a trovare spazio? A conclusione dell’incontro la parola è passata al Vescovo di Noto Mons. Staglianò il quale ha dato parole di incoraggiamento  e si è augurato sempre una maggiore sinergia tra le forze del territorio. E’ stato poi consegnato a tutti i presenti il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale sulle Comunicazioni Sociali al quale il Vescovo a rilasciato un suo personale commento. La comunicazione evidenzia oggi fenomeni contraddittori – scrive il Vescovo Staglianò – si espande tecnologicamente e sfugge il senso umano, i valori, la verità.  Funziona più come veicolo di notizie, di informazioni che non come trasmissione di esperienze. Benedetto XVI punta sulla verità e sulla persona umana per rompere “il cortocircuito comunicativo” di comunicazioni solo apparenti, ma in realtà non autentiche, dove c’è spazio solo per rapporti conflittuali. Conferma così la pretesa della fede cristiana di entrare nel sociale della comunicazione come energia liberante, forza di vita,  ragione di speranza e di gioia,  radice di solidarietà e di impegno: qui si parla il linguaggio della persona e non dell’individuo. Nell’individualismo delle nostre società, dominate dal narcisismo e dalla tendenza a dominare l’altro, trasformandolo in strumento per i propri scopi o merce da consumare sui mercati del mondo, i mass media devono accogliere la verità della persona, ad essa dirigersi, servendola con professionalità: ogni uomo riconosca gli altri come persona, creato da Dio, con diritti inalienabili, alla vita, alla crescita armonica, in una famiglia unita e in un ambiente morale che aiutino lo sviluppo della sua personalità. Conclude Staglianò nel suo commento al messaggio del Papa – il digitale diventerebbe per questa via strumento prezioso per una nuova era della comunicazione, quella veramente umana.

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Unità dei cristiani. Una settimana da vivere, pregando

L’accorato e pressante appello “Ut unum sint”  ritorna ogni anno forte e incisivo nella storia della Comunità cristiana  durante la settimana dal 18 al 25 gennaio  ed ha il suo culmine nella giornata della conversione di San Paolo
Anche quest’anno il richiamo alla preghiera per l’unità dei Cristiani  secondo il monito di Benedetto XVI si carica di un forte  impegno  ne tradurre la preghiera  vivendo secondo la volontà di Dio.
“Sebbene non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo del movimento ecumenico, ha detto il Papa incontrando una delegazione  ecumenica della Chiesa Luterana di Finlandia, si constata come  nel dialogo sono maturati molti elementi di accordo e di avvicinamento, che ci rafforzano nel nostro desiderio generale di compiere la volontà di nostro Signore Gesù Cristo”’perché tutti siano una sola cosa ”.
Un risultato “degno di attenzione, raggiunto di recente”, ha ricordato, è stato il rapporto conclusivo sul tema della “giustificazione” nella vita della Chiesa, redatto dal gruppo di dialogo cattolico-luterano nordico in Finlandia e in Svezia, i cui membri si sono incontrati lo scorso anno.
  “Nella teologia e nella fede tutto è collegato e quindi una più profonda comprensione comune della giustificazione ci aiuterà anche a comprendere meglio insieme la natura della Chiesa e ricercare la sua “unità” in forma concreta e quindi nell’esporre la fede agli uomini di oggi che si interrogano e renderla loro comprensibile affinché vedano che Lui è risposta, che Cristo è il redentore di tutti noi”.
“In tal modo,  ha detto il Papa, resta viva anche la nostra speranza che, sotto la guida dello Spirito Santo, molte persone impegnate in ambito ecumenico, competenti e solerti renderanno il loro contributo alla realizzazione di questo grande compito ecumenico.
In questi ultimi anni   “il cammino ecumenico “ è divenuto più difficile e più esigente”, specie in riferimento al “metodo ecumenico” che si tenta di metter in atto e che spesso viene frainteso anche all’interno della stesse chiese.Ogni piccolo passo  di questo cammino appare una conquista  ed una tappa  che tende sempre verso  nuovi traguardi.
“Camminare insieme “  verso  Cristo,  che è via per l’umanità” è il compito di ogni cristiano, ma  l’ecumenismo non è opera nostra bensì frutto dell’azione di Dio” afferma Benedetto XVI.
La collaborazione fra luterani e cattolici si manifesta attraverso  rapporti  sinceri,  amichevoli e collaborativi  e  viene salutata come originale e innovativa la nomina  dell’accademico Werner Arber, professore emerito di Microbiologia all’Università di Basilea (Svizzera)come  Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze .  Il prof. Arber, biologo molecolare, Premio Nobel per la Fisiologia e Medicina nel 1978, di religione protestante, è il primo non cattolico chiamato da un Pontefice alla guida di questa istituzione vaticana, nella quale ad ogni modo sono stati già inseriti scienziati non credenti.
Sulla scia dell’ecumenismo si colloca la creazione del primo Ordinariato  che riunisce pastori e fedeli anglicani di Inghilterra e del  Galles, i quali hanno chiesto al Papa la piena comunione nella Chiesa cattolica      
L’Ordinariato Personale, affidato al Rev. Keith Newton, è denominato Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham eh ha come patrono il Beato John Henry Newman;  esso  mira a comporre da un lato l’intento di salvaguardare le venerande tradizioni liturgiche, spirituali e pastorali anglicane ed essere nel contempo  pienamente integrati nella Chiesa Cattolica. La normativa che regola l’Ordinariato è coerente con l’impegno per il dialogo ecumenico, che continua ad essere una priorità per la Chiesa Cattolica ed è venuta da diversi gruppi di Anglicani, i quali  hanno dichiarato di condividere la comune fede cattolica così come  viene espressa nel Catechismo della Chiesa Cattolica e di riconoscere  l’autorità spirituale del Papa, così come indicato nel “Te es Ptetrus”.
L’itinerario della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani  che ha come tema “Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera”  muove i suoi passi da  Gerusalemme il giorno di Pentecoste, quando nasce la Chiesa ed i primi cristiani  “ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme”.
L’antica chiesa di Gerusalemme, presieduta dall’apostolo Giacomo, la chiesa madre per tutte le altre chiese,  è oggi  immagine e  icona  dell’unità dei cristiani  e, lottando contro la disuguaglianza e l’ingiustizia,  mantiene i “tratti” della prima comunità cristiana ci ricorda, infatti,  la fedeltà all'”insegnamento degli apostoli, la comunione, lo spezzare il pane e la preghiera”.    
La preghiera per l’unità dei cristiani non è separabile dalla preghiera per la pace e per la giustizia ed uniti ci si può ricongiungere  per  essere  forti nella predicazione e vivere l’evangelo della riconciliazione e della pace, ovunque vi sia parzialità ed ingiustizia.

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Famiglia Cristiana. Vivi e trasmetti il Vangelo?

“Peccato che molte famiglie, prese dalla routine quotidiana, si siano perse questo appuntamento interessantissimo, una vera grazia di Dio”.
E’ questa la considerazione che, a caldo, si sentiva fare da moltissime coppie alla fine del convegno organizzato dall’ Ufficio Diocesano per la Pastorale della Famiglia che si è tenuto a Rosolini Domenica 16 Gennaio u.s. sul tema “Famiglia cristiana, vivi e trasmetti il Vangelo? ”
“Peccato…”, sì perchè abbiamo avuto la fortuna di ascoltare un relatore d’eccezione, uno sposo e padre di famiglia, il prof. Gioacchino Lavanco, il quale da vero esperto della comunicazione, ci ha tenuti piacevolmente attenti per ben due ore.
Egli, facendo leva sul vissuto quotidiano di una comune famiglia, a volte della sua stessa famiglia, ci ha condotti, spesso con costruttiva ironia, su un percorso di indagine sulle reali dinamiche relazionali della famiglia, facendoci  scoprire come la nostra quotidianità fatta di difficoltà e di piccoli traguardi, di fatiche e di delusioni, di errori e di buone scelte, di incomprensioni e di cadute, trova e si riempie di senso solo con la fede. La famiglia, ha detto a più riprese il prof. Lavanco, è una esperienza che nasce nell’amore, cresce e si alimenta con l’amore. Amore che, come relazione, viene prima della quotidianità e del fare. Esso, fondamento della relazione di coppia e non sua conseguenza,  è governo di tutte le cose e per una coppia vuol dire invecchiare insieme, vuol dire pazienza, perdono, disponibilità. Nella vita di una coppia cristianamente fondata e motivata, amare non vuol dire non fare errori, ma discutere degli errori, avere pazienza, saper perdonare, saper ascoltare, dedicare tempo. Amare non è una routine, è comunicazione piena di libertà e di responsabilità. La famiglia può riuscire ad assolvere il suo mandato di educatrice primaria alla buona notizia del Vangelo solo se saprà adottare la pedagogia di Gesù con i discepoli di Emmaus. Essa deve camminare accanto, come Gesù con i due discepoli, stare accanto e dedicare il tempo necessario, sedere insieme e aiutare a dare senso alla quotidianità, senso al dolore e alle difficoltà, accompagnando le persone ad affrontare le fatiche della vita.   
Con numerose altre indicazioni preziose, l’amico Gioacchino (così ha preteso che ci rivolgessimo a lui) ci ha dato una ricarica di ottimismo e di speranza. Ricorrendo spesso al suo esilarante dialetto palermitano, ci ha incoraggiati a continuare il nostro cammino di sposi e di genitori cristiani acquisendo sempre di più consapevolezza del mandato ricevuto e facendo tesoro di tutto ciò che la grazia di Dio ci mette a disposizione per assolverlo.
Molto apprezzati da tutti i riferimenti al ruolo importantissimo che hanno anche i nonni nel processo educativo e di crescita della famiglia. Essi, diceva il relatore, sappiano essere discreti collaboratori, consapevoli della necessità di un doveroso e opportuno defilamento per lasciare posto agli altri.  Essi, inoltre, non cessano mai di essere genitori e quindi educatori.
I numerosi interventi che sono seguiti alla fine della relazione del prof. Lavanco hanno mostrato il pieno coinvolgimento dell’assemblea e una maggiore presa di coscienza da parte dei genitori presenti di essere i primi educatori nella fede e nella vita dei propri figli.

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Presentazione degli atti del Convegno di Bioetica

A distanza di qualche mese dallo scorso 10 – 11 settembre 2010 che ha visto la nostra Chiesa di Noto impegnata nella realizzazione del primo Congresso Internazionale di Bioetica dal titolo “Senso umano e bioetica clinica: pensare la sofferenza nella dimensione della complessità”, il nostro Vescovo Mons. Staglianò, per dare continuità e serietà scientifica al lavoro già iniziato sul versante delle problematiche bioetiche, ha voluto pensare una pubblicazione che raccolga il lavoro annuale del Congresso (ormai istituzionalizzato) e tutta la serie di appuntamenti che dal prossimo 13 maggio troveranno il via.
Il prossimo 27 gennaio alle ore 17.00 presso la sala Gagliardi del Comune di Noto, verrà ufficialmente presentato a tutti i convegnisti e a quanti sono interessati il primo volume della serie dal titolo Quaderni Netini di bioetica nel quale sono raccolti gli interventi dei relatori della I e II sessione del Congresso scorso, in previsione del secondo volume previsto per il 13 maggio che raccoglierà le restanti sessioni III e IV.
Per l’evento saranno presenti: il nostro Vescovo Mons. Staglianò, il Vicario per la Cultura don Ignazio Petriglieri, il direttore e curatore della serie don Antonio Stefano Modica, il Prof. Pietro Grassi curatore e membro del nostro comitato scientifico.
Per la prolusione interverrà Mons. Ignazio Schinella presbitero della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, ordinario in Teologia Morale presso l’Istituto Teologico Calabro (Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale), da anni impegnato sul fronte delle questioni bioetiche, dal quale, grazie alla sua esperienza, ci lasceremo aiutare sul come innescare una svolta culturale per la nostra prassi ecclesiale, non sempre in prima linea nei “luoghi dell’umano”. Il nostro Vescovo ama pensare questi spazi di riflessione come «il “cortile dei gentili”, come un luogo per incontrarci e sfatare un pregiudizio, che vede la Chiesa chiusa e capace solo di anatemi proibenti, su questioni inerenti la vita; dimenticando – troppo spesso – il suo essere madre ed “esperta in umanità”».
Per tali ragioni, la serie dei Quaderni Netini di bioetica di cui si prevedono tre numeri annuali, vogliono dare vita a un dibattito, aperto ed interdisciplinare che con umiltà, in modo costruttivo e creativo, si propone di continuare il confronto e mantenere vivo il rapporto con coloro che in questa nostra epoca travolta dal tecnicismo, si interrogano -credenti e non- sul senso della vita e della morte, della malattia e della cura,  così da costruire una feconda comunità di pensiero e di progetto, capace di contemplare orizzonti più vasti e aperti.

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