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Nel terzo anniversario dell’ingresso in Diocesi, mons. Staglianò annuncia la Visita Pastorale

L’eucaristia, sacramento di comunione e di carità, ha radunato ancora una volta la comunità diocesana attorno alla figura del Vescovo in occasione del terzo anniversario del suo insediamento nella nostra Chiesa locale. La celebrazione, avvenuta nella Basilica Cattedrale il 2 aprile, oltre a riconfermare la bontà di Dio nel concederci la guida e la cura di un Pastore che rende visibile la sua vicinanza, si è prestata all’ufficializzazione della prima visita pastorale che Mons. Staglianò avvierà il 19 ottobre prossimo nelle parrocchie della nostra diocesi. La lettura dell’apposito Decreto episcopale nel corso della funzione eucaristica, consegnato poi brevi mano a tutti i Vicari foranei della diocesi, oltre a rendere noto quanto stabilito dal Vescovo ha invitato le comunità a prepararsi adeguatamente all’evento attraverso gli organi di responsabilità pastorale. La visita pastorale, ha subito ricordato Mons. Staglianò nella sua omelia, si presenta come un’occasione in cui verificare, cioè fare la verità su come rendiamo presente Cristo nel mondo. È il momento in cui il Pastore itinerante che percorre le strade del nostro territorio diventa monito per la nostra vita da cristiani in quanto ci riporta alla carità vissuta, testimoniata, “celebrata” non solo dentro le nostre chiese ma soprattutto per le vie del mondo, ha continuato il Vescovo, affinché nessuno possa sentirsi solo. Al termine della celebrazione hanno rivolto al Vescovo il loro saluto augurale il Prefetto di Siracusa e il Sindaco di Noto. Entrambi hanno rimarcato l’impegno di Mons. Staglianò nel sociale, ravvisando in tale dedizione un segno di speranza in un momento di crisi non solo economica ma anche di valori. Ha concluso i saluti il Vicario Generale, Mons. Angelo Giurdanella ringraziando di cuore il Vescovo per la cura che profonde con premura evangelica a tutto il presbiterio e che rammenta quanto sia fondamentale cercare sempre Cristo in tutto ciò che si fa.
 

Quaresima di carità 2012

Ogni anno il giovedì santo vengono portati alla messa crismale le offerte della quaresima di carità, frutto del digiuno quaresimale ma anche della sensibilità di donne e gli uomini di buona volontà attenti a chi fa più fatica nella vita. La destinazione di quest’anno, come puntualizza il vicario generale in un circolare dedicata alle prossime collette, è duplice. In primo luogo parte delle offerte sarà destinata al sostegno di famiglie in difficoltà attraverso il microcredito diocesano. Si tratta di uno strumento che, intercettando situazioni di famiglie con disagio socio-economico ma con capacità di riorganizzare il proprio bilancio familiare, in presenza di un garante e per spese necessarie (sanità, scuola, abitazione), permette prestiti a tasso zero entro i 2500 euro da restituire entro due anni. Si aiutano così famiglie che diventano spesso povere in questo momento in cui la crisi colpisce anche le fasce medie. In secondo luogo parte delle offerte saranno destinate al Centro di comunità di Paganica, popolosa e storica frazione dell’Aquila, passata da 5.000 a 11.000 abitanti per le case prefabbricate dopo il grave terremoto del 6 aprile 2099 e quindi bisognosa di luoghi di aggregazione mancano a causa delle distruzioni operate dal sisma. Peraltro, a tre anni dal terremoto, si vuole testimoniare una solidarietà vera, che non dimentica i fratelli e che si alimenta nella visita reciproca e nella comune condivisione di esperienze, di tensioni ideali, del desiderio di costruire un Paese ed un mondo più giusti e fraterni.
 
Le offerte si possono far pervenire anche attraverso il conto corrente postale della Caritas Diocesana-Noto n° 10030963, specificando nella causale “quaresima di carità 2012”
 

Convegno su “relazione e consegne della vita”

Carissimi,
dal calendario diocesano rileviamo, nel tempo pasquale, l’importanza del Convegno educativo sul tema Giovani e vecchi insieme danzeranno: la relazione e le consegne della vita, che si terrà alla Domus S. Petri di Modica la sera di venerdì 13 aprile alle ore 19,30.
Sarà relatore S. E. Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone e studioso dei temi educativi, in particolare del tema della relazione. L’iniziativa è rivolta ai giovani, alle famiglie, ai catechisti, ai docenti, specialmente agli insegnanti di religione, agli animatori Caritas, alle associazioni ecclesiali: sarà importante darne comunicazione attraverso i responsabili vicariali e parrocchiali, ma sarà anche utile comunicare anticipatamente la data del convegno e ricordarlo a tutti i fedeli durante le messe della domenica di Pasqua.
 
In tempi difficili, non solo per la crisi economica, ma anche per la trasmissione del Vangelo e del vero senso della vita, questa opportunità potrà arricchire la nostra riflessione e i nostri cammini quotidiani di cura della crescita di tutti ma, in modo particolare, delle nuove generazioni.
 
L’indomani, sabato 14 aprile, alle ore 16,30 nell’area attrezzata Padre Basile alla Fontana di Modica, si riprenderà il rito pasquale “Crisci ranni”: vuole essere un modo per trasmettere al territorio, in un dialogo aperto con tutti, la valenza educativa della Pasqua in un tempo in cui sempre più viene meno, per le famiglie e per i giovani, l’interiorizzazione dei linguaggi cristiani. Sarà importante per questo momento più vicariale il coinvolgimento delle parrocchie di Modica.
 
 

Crisci ranni 2012. Definito il programma

E’ stato definito il programma dei tre giorni che saranno dedicati al rito “Crisci ranni” con cui si vuole rilevare la valenza educativa della Pasqua. Il primo appuntamento sarà il convegno sulla relazione e le consegne della vita che si terrà venerdì 13 aprile alle ore 19,30 alla Domus S. Petri con un relatore d’eccezione: Mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, studioso di temi educativi che ha collaborato anche con il grande filosofo Levinas, il filosofo che mette al centro del suo pensiero volto e relazione. Quindi, sabato 14 aprile alle ore 16,30 nell’area attrezzata Padre Basile vi sarà la grande festa educativa attorno al rito “Crisci ranni”?, rivivendo giochi, ammirando disegni e ricerche, incontrandosi tra musica e racconti. A tutti i presenti verrà donato dall’Amministrazione Comunale, nel contesto del progetto “Benvenuto cittadino”?, il quaderno “Crisci ranni”? che riporta il racconto del rito, le filastrocche e alcuni dei cinquecento disegni prodotti l’anno scorso. Domenica 15 aprile alle 20,30, partendo dalla chiesa di Santa Maria, vi sarà il viaggio sentimentale “Le mille e una città”? curato dalla Compagnia del Piccolo Teatro. Si tratta nell’insieme di un’occasione di identità della città e di una particolare attenzione alle nuove generazioni.
 
 
 
 

La Cattedrale ora Basilica segno visibile della regalità di Cristo

Il 19 marzo 2012, terzo anniversario della consacrazione episcopale di Sua Ecc. Mons. Antonio Staglianò, sarà ricordato come un giorno memorabile per la diocesi di Noto. In un contesto di lode e ringraziamento, quale quello della solenne Eucaristia celebrata per l’occasione, è stata ufficialmente proclamata l’elevazione a Basilica Minore della Cattedrale di San Nicolò, titolo benevolmente conferitole dal Santo Padre Benedetto XVI attraverso uno speciale indulto, su istanza del Vescovo della diocesi di Noto.
Una celebrazione composta e partecipata, animata con maestria dal Coro “L. Perosi” della Basilica, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Staglianò, concelebrata dai Vescovi emeriti, Mons. Nicolosi e Mons. Malandrino e dal clero, alla presenza di religiosi e religiose, dei seminaristi, dei sindaci dei diversi vicariati della diocesi, delle autorità civili e militari, di alcune personalità politiche e di tutta la comunità diocesana.  L’occasione di gioia, non solo per la comunità ecclesiale, collocata all’interno di un tempo liturgico di particolare importanza, la Quaresima, è stata celebrata nel giorno della memoria di San Giuseppe, “l’uomo giusto che si è adoperato affinché il Regno di Dio accadesse sulla faccia della terra ed entrasse direttamente in contatto con noi”, come viene sapientemente definito da sua Eccellenza nel corso dell’omelia. Particolarmente densa di stimoli alla conversione, l’omelia del Vescovo esorta all’accoglienza del Regno di Dio, la “basileia tou Theou” (in greco), quella realtà mistica e storica allo stesso tempo che Dio instaura intervenendo nelle vicende concrete degli uomini come “re e Signore”. La Basilica si pone così come un segno visibile della regalità di Dio in un momento storico in cui la nostra fede è messa a dura prova per le tante “ombre di crisi” e i pochi barlumi di luce, come osserva il Vescovo. E proprio questa occasione diventa significativa e propizia per esortare a cercare il regno di Dio e la sua giustizia, decidendoci a favore di Cristo senza mezze misure: “In Gesù il regno di Dio è presente, corporalmente con la sua persona”, prosegue Mons. Staglianò. “La predicazione di Gesù lo annuncia con certezza, come pienezza di tempo, kairòs provvidenziale, Dio all’opera che urge pentimento, conversione, fede”. Decidersi per il Regno di Dio è “testimoniare la nostra appartenenza a Cristo”, continua il Vescovo. E la Quaresima si presta come occasione particolarmente favorevole per “capire realmente ciò che è accaduto, perché capendo ciò che è accaduto, ciascuno lo voglia, lo ami, lo assuma, lo assimili a sé e lo voglia nella concretezza della propria libertà”. Allora ci interesseremo affinché la nostra vita cristiana non sopravviva ma viva realmente e Cristo ne sia il Signore: “È una militanza, è una lotta insieme a Cristo contro il male, perché la sua basileia vinca anche oggi sul nostro peccato e sulle nostre afflizioni”. Il conferimento del titolo di Basilica Minore alla Chiesa Cattedrale di Noto è anche segno di comunione tra il Vescovo diocesano con il Santo Padre: le chiavi decussate, simbolo della custodia della Chiesa e della cristianità, conferita da Cristo a Pietro, esprimono proprio questo legame. Realizzate in marmo da don Giampiero Arabia, verranno apposte sulla facciata della Cattedrale insieme agli scudi del Santo Padre e del Vescovo. Viene così sancito ulteriormente l’impegno della comunione tra la Chiesa locale e la Santa Sede come servizio al Regno di Dio.  Non a caso l’ufficializzazione dell’elevazione coincide con il terzo anniversario dell’ordinazione episcopale di Mons. Staglianò, avvenuta nel 2009 a Crotone. In proposito il Vescovo ha ricordato nell’omelia: “questo Regno di Dio passa ordinariamente soprattutto attraverso la vita della Chiesa locale, la quale esprime tutta la Chiesa universale in un luogo, nella comunione effettiva e affettiva del Vescovo diocesano con il Santo Padre, successore dell’apostolo Pietro, cui Gesù consegnò le chiavi del Regno dei cieli”. L’elevazione della nostra Cattedrale a Basilica richiama alla responsabilità di rendere sempre più visibile l’impegno della nuova evangelizzazione che il Papa indica come orizzonte verso il quale orientare ogni iniziativa ecclesiale del nuovo millennio. Un impegno teso a manifestare concretamente l’avvento del Regno di Dio attraverso atteggiamenti che rendono visibile l’amore cristiano. Già il messaggio del Vescovo per la Quaresima anticipa tale prospettiva: in seguito all’elevazione della Cattedrale a Basilica esso invita esplicitamente ad esprimere il legame con il Papa nel segno della carità, e di questa carità varie sono le forme concrete e creative che la comunità ecclesiale può mettere in atto. È noto a tutti l’impegno del nostro Vescovo in questa direzione: l’apertura a Noto della mensa cittadina per i poveri e la firma del Protocollo di intesa contro la crisi con i sindaci dei nostri comuni si pongono come espressione del suo servizio pastorale che non può esimersi dall’intervento nel sociale quale manifestazione di comunione ecclesiale attraverso l’esercizio del ministero episcopale.  Così il Vescovo esorta nell’omelia a curare “l’interiorità comunionale, operosa nella carità e nella solidarietà sociale, secondo gli ammonimenti propizi del tempo di Quaresima”. Il convenire di tutti i partecipanti alla concelebrazione Eucaristica riporta alla centralità della Basilica Cattedrale nella vita della diocesi. Il titolo di Basilica Minore viene conferito ad una Cattedrale o ad altra chiesa di particolare importanza liturgica e pastorale, come afferma il decreto della Santa Congregazione, “Domus ecclesiae”. Sin dall’inizio del suo ministero episcopale, Mons. Staglianò ha sostenuto l’importanza della cattedra del Vescovo, indicando appunto la Cattedrale come centro propulsore per la vita della diocesi. L’occasione della elevazione si pone quindi come ulteriore sigillo della concretizzazione del servizio della nostra Basilica alla basileia di Gesù. Un servizio non solo esteriore ma soprattutto interiore, in cui ogni fedele è coinvolto in maniera unica e preziosa in forza del sacramento del Battesimo. Come “pietre vive”, sulle note del Te Deum intonato ancora magistralmente dal coro, i convenuti alla celebrazione sono stati infatti aspersi dal Vescovo con acqua benedetta, così come le mura della Basilica. È il popolo di Dio questo tempio santo, purificato e consacrato dal lavacro rigenerante del Battesimo da cui promana l’impegno per la nuova evangelizzazione e per la carità al servizio del Regno di Dio. Con trasporto e gioia, al termine della celebrazione si sono susseguiti gli auguri per il nostro Vescovo da parte delle autorità civili e del Vicario Generale. La prima manifestazione di vicinanza a Mons. Staglianò è giunta dal Sindaco di Isola di Capo Rizzuto, dott.ssa Caterina Girasole. “Per la nostra comunità”, ha dichiarato la prima cittadina, “la sua figura costituisce ancora un punto di riferimento e una guida autorevole”.  Agli auguri della città natale sono seguiti quelli della città che da tre anni vive la sua presenza come Pastore e rappresentante della Chiesa. Il Sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti, ha manifestato l’affetto della comunità locale anche a nome dei rappresentanti degli altri comuni e ha espresso sentimenti di gratitudine al Santo Padre per l’occasione di grazia che “ancora una volta ha privilegiato la Città di Noto e tutta la diocesi. L’elevazione a Basilica della nostra Cattedrale costituisce, da oggi, un plus-valore per la nostra città”, ha osservato il Sindaco, “ed è motivo di gioia per tutti coloro che hanno a cuore il bene comune e si rallegrano per i passi compiuti insieme dalla comunità religiosa e da quella laica”. Il Sindaco, come segno di partecipazione, ha per l’occasione apposto una lapide a futura memoria. Per ultimo, il Vicario Generale, Mons. Angelo Giurdanella, si è fatto portavoce del clero e di tutta la comunità ecclesiale nel rivolgere parole di affetto e di stima nei confronti del nostro Pastore: “Ella è per noi segno dell’alleanza di Dio con il suo popolo e pertanto della certezza che egli ci guida verso quella verità che è conoscenza del mistero trinitario”. E ha concluso ricordando i nostri due Vescovi emeriti ai quali è associata la figura di S. Giuseppe non solo per il nome di battesimo di Mons. Malandrino, ma anche perché con Mons. Nicolosi rappresentano un segno visibile del perpetuarsi della “traditio ecclesiae” e sono, in quanto tali, nostri “padri nella fede”.
 

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XX appuntamento del caffè letterario Quasimodo

Poesia e teologia: dentro questa area tematica ruoterà il XX sabato letterario che si terrà il prossimo 24 marzo, alle 17.30, nell’Auditorium del Palazzo della Cultura nell’ambito della stagione culturale 2011-2012 del Caffè Letterario Quasimodo di Modica.
Il programma della serata è articolo in un primo momento che vedrà, anzitutto, un omaggio alla figura poetica del grande papa Giovanni Paolo II. Il tema dell’incontro sarà poi sviluppato all’interno di una conversazione poetica che il Presidente del Caffè Quasimodo, Domenico Pisana, terrà con il poeta Antonio Staglianò, vescovo di Noto, e con il poeta ragusano Giovanni Occhipinti.
“Ciò che accomuna Wojtyla, Staglianò e Occhipinti – afferma Domenico Pisana – è la presenza nei loro versi di un costante rapporto tra “fede e spiritualità” , “filosofia e teologia”, “arte e mistica”, nonché l’insistenza su alcuni concetti chiave: la persona, la sofferenza, la morte e l’amore. E così mentre il poeta Wojtyla riflette sulla realtà del dolore, usando l’originale metafora dell’innesto e applicando questa metafora alle proprie molteplici sofferenze, Antonio Staglianò sente la poesia come ‘il momento più necessario dell’anima’, grazie al quale egli attinge alle fonti della verità e del bene e dà voce al mistero di Dio, mentre Giovanni Occhipinti, ‘trafelato viandante’, interroga il Mistero, l’Oltrefisico, l’Invisibile con una tessitura di versi che è tutta giuocata sul contrasto tra finito e Infinito, mutevole ed Eterno, limitato e Illimitato, e che è sostenuta da un ritmo lirico che scandisce il quadro di una relazione umano-divino fortemente segnata dal bisogno di entrare nella condizione edenica sfigurata dalla morte”.
Sotto le note musicali del M° Gianluca Abbate, al pianoforte, e di Gabriele Bellomia al flauto, Giorgio Sparacino, Natalina Lotta, Ornella Cappello della Compagnia teatrale “Utopia” di Ragusa e Alessandra Pitino della Compagnia teatrale “Hobby actor’s” terranno un recital di versi che toccherà le principali tematiche dei tre autori.
Una serata poetica, dunque, che darà l’occasione per riflettere sui grandi temi che intrecciano poesia e spiritualità.

Inaugurati gli orti sociali e un anello per correre

Va prendendo forma nell’area padre Basile alla Fontana di Modica uno spazio di incontro e di relazione, promosso dalla Caritas diocesana e dalla Casa don Puglisi, attorno al Cantiere educativo “Crisci ranni”. Giovedì 15 marzo sono stati inaugurati gli orti sociali e un anello per correre con momenti semplici, ma significativi, come la piantumazione di piantine e una corsa amatoriale di bambini di gruppi sportivi della città. Come ha sottolineato don Angelo Giurdanella, vicario generale della diocesi, prima della benedizione degli orti “quando uno spazio disabitato viene ripulito si avverte il senso della comunità che si riprende i propri luoghi come accade in una casa: luoghi di incontro tra fratelli”. Perché – ha aggiunto – “segni piccoli ma belli di comunità sono possibili se non ci si chiude, se ci si apre, se si vive nella logica del dono”. Anche il Sindaco, presente con altri amministratori, ha ricordato come sia importante la collaborazione tra associazioni e istituzioni, e in modo particolare come sia rilevante – nello spirito del “Patto sociale contro la crisi” firmato con il Vescovo – una collaborazione progettuale com’è proprio dell’animazione di strada, peraltro prevista dal Piano socio-sanitario di zona anche per Modica Alta e Treppiedi. Sono molte le collaborazioni per gli orti sociali: abitanti del quartiere, bambini del cantiere educativo ma anche di altre associazioni che operano nel campo dei bambini, l’Agesci e il DSM, che ha offerto a tutti i frutti di esperienze già avviate da anni. Come ha sottolineato il primario, dott. Sanfilippo, il contatto con la natura ci fa prendere respiro, ci apre a qualcosa di più alto di noi che dilata gli spazi della mente e del cuore. Così la vita per tutti diventa più sana. In una città povera di spazi verdi, chi vorrà potrà trovare alla Fontana uno spazio di aria pulita per passeggiare, correre, collaborare al cantiere educativo e agli orti sociali. Intanto ci si prepara alla grande festa educativa “Crisci ranni” con scuole, associazioni e parrocchie che si terrà il sabato dopo Pasqua. Il venerdì precedente, il 13 aprile, ci sarà un importante occasione di riflessione per tutte le famiglie, gli educatori, l’intera città. Alle 19,30 alla Domus S. Petri si terrà, infatti, un Convegno sul tema “relazione e consegne educative tra generazioni” che avrà come relatore il vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, che per anni ha lavorato con il grande filosofo Levinas che ha messo al centro di tutto la “relazione” a partire dal “volto” dell’altro che ci “interpella”. Sarà un occasione per dare completezza al senso di un cantiere educativo per tutta la città: non solo spazi di incontro, ma una rinnovata tensione alla relazione per ritrovare l’anima della nostra città.

Anche noi con gli immigrati per affrancarci dall’individualismo e generare fraternità

 Il 14 marzo si celebra nella diocesi di Noto la memoria del Beato Antonio Etiope, uno schiavo del Cinquecento vissuto tra Avola e Noto che, accolto e affrancato dai suoi “padroni”, ha testimoniato con radicalità il Vangelo unendo preghiera e carità ed è morto in fama di santità, tanto da essere venerato come beato appena quarant’anni dopo la sua morte. Il suo culto è molto vivo in Brasile, mentre da noi è stato riscoperto grazie alle ricerche di Mons. Guastella nel 1992. Lo stesso lo ha proposto come patrono della Caritas diocesana, mentre, con un Convegno e le sollecitazioni di Mons. Nicolosi per una devozione legata alla vita, se ne attualizzava il messaggio rapportando alla crescente immigrazione.

Il giovane schiavo arriva dalla Libia, dalla Cirenaica, e viene definito Etiope: si evoca subito una terra difficile ed una geografia confusa. Una terra di schiavitù, la terra oggi dei “respingimenti”. La geografia confusa invece è indicativa di una mentalità che non accoglie le differenze, la ricchezza dei popoli. Ricordando il Beato dobbiamo allora anzitutto recuperare il senso della comune famiglia umana, con le sue ricchezze e con l’impegno a “non essere sono vicini ma fratelli” (Caritas in veritate), che si accolgono comunque e si riconoscono nelle differenze grazie alla riscoperta della paternità di Dio. Paternità di Dio che concretamente, fin dall’inizio nel gemellaggio con la Chiesa di Butembo-Beni, ci è stata consegnata in questi termini: “Quando gli europei venivano per dominarci non ci potevamo chiamare fratelli. E nemmeno quando venivano per aiutarci. Solo ora che venite a visitarci, possiamo chiamare Dio Padre e noi fratelli”. Accogliere e visitare sono le due porte d’ingresso nella relazione con la varietà e ricchezza dell’unica famiglia umana!
Questo povero schiavo, catturato dai pirati, vene venduto. E però si realizza una relazione da parte del massaro Jandanula e poi dei nipoti Giamblundo, una relazione che permette loro di coglierne il carattere mite, e forse anche di conservarlo tale rispetto ai tanti che si abbrutiscono per gli incontri sbagliati. C’è anche la delicatezza, nel massaro Jandanula, di convertirlo al cristianesimo, mettendo insieme il desiderio di trasmettere la vera fede ma anche di farlo senza forzature ben sapendo che il primo protagonista resta Dio. C’è quindi l’affrancamento! Non sulla base di una legge, ma di una logica evangelica. Affermano i Giamblundo, nipoti di Jandanula: “non può essere schiavo chi ha Dio per amico!” Dovremo, nell’incontro con popoli diversi, avviare un dialogo anche religioso che passa attraverso possibili messaggi ma soprattutto attraverso cammini di liberazione e leggi che riconoscono il diritto di cittadinanza anche gli immigrati (soprattuttto se nati in Italia o nelle amministrative).
Si intensifica, dopo l’affrancamento, la testimonianza del beato Antonio, tra Vangelo e poveri, con un’attenzione ai detenuti che nella nostra Chiesa si sta rinnovando con esperienze significative come “Coltivare la libertà” o “Il mandorlo che fiorisce”, esperienze di reinserimento attraverso l’agricoltura, o come l’accoglienza dei rifugiati e la scuola di italiano tese a ripercorrere “i sentieri di Isaia”, come dice un coordinamento di iniziative ma anche una newsletter che abbiamo iniziato a pubblicare come Caritas diocesana. Soprattutto – in questo cristianesimo che vuole unire una preghiera dall’intensità mistica, la povertà francescana, la carità coraggiosa – il beato Antonio diventa patrono della Caritas diocesana nel suo impegno ad animare comunità capaci di testimoniare una vita cristiana autentica tesa tra Vangelo e storia, una carità fatta di relazioni e di profezia.
In tempo di quaresima, dobbiamo accogliere questa testimonianza per dare densità evangelica, ecclesiale e storica alla nostra conversione. Anche noi dobbiamo con il Beato affrancarci da schiavitù che ci rendono “schiavi contenti” (nel seguire acriticamente la corsa al benessere individualistico ma così continuare ad opprimere il Sud del mondo) e decidere di uscire dalla crisi insieme agli immigrati, recuperando per tutti e con tutti autenticità di vita, fraternità nelle relazioni, giustizia e pace al cuore della città.
 

Lettura dei grafici del questionario proposto ai catechisti nell’anno 2011

Giorno 9 Marzo all’incontro di aggiornamento del clero di Noto sono stati presentati i risultati del questionario proposto ai catechisti nello scorso anno 2011. Il questionario fu pensato dall’equipe dell’UCD in vista della redazione del sussidio, consegnato ai catechisti lo scorso mese di Novembre. La lettura del questionario è stata fatta su un numero limitato di schede che hanno così costituito una sorta di campione benché fosse  stato proposto a tutti in maniera capillare. Dalle risposte alle varie domande (che si possono trovare in una presentazione Power Point sul sito dell’UCD) è emerso che la maggior parte dei catechisti sentono di essere chiamati a questa missione, che lavorano in equipe nelle loro parrocchie, anche se tanti si muovono ancora singolarmente facendo riferimento al parroco. Manca una formazione unitaria a livello diocesano, molti hanno affermato di formarsi nelle parrocchie di appartenenza, pochissimi hanno seguito corsi specifici. Per una eventuale proposta di formazione si è preferito il metodo laboratoriale per un tempo minimo di due ore e con tematiche di tipo biblico oltre che di ordine pratico e pedagogico.
L’UCD dal mese di Gennaio sta tenendo in Diocesi incontri a livello vicariale per attuare quanto proposto nel sussidio proprio col metodo del laboratorio. Speriamo che tutto ciò sia di stimolo per migliorare e soprattutto per rendere comprensibile in questo nostro tempo così tormentato l’annuncio del Vangelo.
 

Quaresima su twitter con il Papa

Quaresima da vivere su Twitter con i messaggi di Benedetto XVI. Il Pontefice entra nel celebre social network per incontrare i giovani nel loro ambiente comunicativo. Tramite l’account @pope2YouVatican il Papa, ogni giorno dall’inizio della Quaresima, condivide con il mondo degli abitanti digitali una personale riflessione condensata nei 140 caratteri richiesti da Twitter. Brevi meditazioni pubblicate in inglese, spagnolo, italiano, francese, tedesco e portoghese, 40 messaggi in 40 giorni per accompagnare il cammino verso la Pasqua. «Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone (Eb10,24)» è stato il tweet di esordio di Benedetto XVI. Nei giorni successivi il Santo Padre ha scritto: «Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l’opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità» e ancora «Quaresima è un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale». L’obiettivo è quello di dialogare con i più giovani, credenti e lontani dalla fede, usando i loro codici e linguaggi. Il Papa non agisce direttamente sul social network, ma il suo messaggio è portato tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum. Per il futuro la prospettiva è quella di un dialogo diretto tra Benedetto XVI e i ragazzi mediante tweet più personali con un account dedicato. Il progetto conferma l’impegno della Chiesa nella comprensione delle nuove tecnologie, strumento fondamentale nella missione di evangelizzazione. La comunicazione diretta e immediata delle nuove applicazioni permette di veicolare il cuore del Vangelo ad un numero infinito di persone, perché al di là del mezzo il messaggio resta lo stesso. L’Arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Consiglio Pontificio per le Comunicazioni Sociali, ha affermato:
«è interessante come un Papa che a prima vista non sembra mediatico come era il suo predecessore, il beato Giovanni Paolo II, ha capito subito che nei nostri giorni la comunicazione attraverso le nuove tecnologie può avere grande risonanza».